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Nel post precedente vi raccontavo della gita pomeridiana che abbiamo fatto all’isola di Sant’Erasmo… Quest’isola della laguna di Venezia, immersa nel verde e nella pace, considerata l’orto di Venezia! …infatti, girando per l’isola …pedalando per le tranquille stradine, la vista si perde tra i campi coltivati ad ortaggi vari… tra i quali primeggia il carciofo violetto! …dai campi spuntano questi bellissimi fiori viola… Eleganti e regali tra mille fiorellini di senape gialla! …questi carciofi oltre ad esser belli, sono oltretutto buonissimi e pregiati tanto da esser anche un Presidio Slowfood!

La parte più famosa di questi carciofi sono le “castraure” che sono il fiore principale e centrale della pianta, il quale viene tagliato presto per consentire al resto della pianta di crescere meglio! …in commercio si trovano poi anche i “botoli” (che spesso vengon spacciati per castraure) che sono però i fiori laterali della pianta… Ed il sig. Ermenegildo (che tra un po’ vi “presento”) …ci ha spiegato che per riconoscerli basta contare le foglie sul gambo, le castraure ne hanno almeno 3 …I botoli solo una! Ovviamente son buoni anche loro ma il prezzo sul mercato dovrebbe esser inferiore! …spesso le castraure nei banchi son vendute piccole e chiuse… Noi le abbiam prese (sempre dal sig. Ermenegildo :) ) …un po’ più aperte, prima che andasse a venderle al mercato che facevano in spiaggia due giorni dopo ;)

Credo proprio che io ed il Sig. Ermenegildo siamo uniti dal destino… Lo incontrai la prima volta quando andai a Sant’Erasmo con la mia amica Agnese (ve lo raccontai qui) …eravamo intente a raccogliere le ortiche in uno spiazzo li vicino e lui attaccò bottone …incuriosito dalla nostra attività… “ah mia moglie sa come cucinarle ste cose… E a xè ea che cusina in casa!” …da li il passo verso il portico di casa fu breve, fummo presentate alla consorte e finimmo con il chiaccherare di carciofi, cucina, castraure… Le quali assaggiammo crude, tagliate fini fini e condite semplicemente con olio, sale e limone …accompagnate dal vino buono che fanno loro “mica quelle robe chimiche che ci son in giro… Questo è leggero, roba buona!;)

Questa volta invece… Ero lì intenta a fotografare i carciofi del suo campo e zac… Eccolo che sbuca fuori quasi dal nulla… Ed amante della chiacchera come lo ricordavo ha subito iniziato a raccontare, chiedere, spiegare… finendo anche questa volta col raggiungerlo presso casa …che ci avrebbe dato un po’ delle castraure che aveva raccolto la mattina stessa per portarle al mercato in spiaggia! … Mi sa che lui non si ricordava chi fossi… Ed io non avevo subito riconosciuto il campo… Ma appena lo vidi pensai “arieccolo.. Chissà stavolta come va a finire!” …diciamo che il vino lo abbiamo evitato, ma i carciofi siamo andati a prenderli subito! ;)

Abbiam parcheggiato le bici, godendoci la vista di questi tranquilli anatroccoli che andavano a pranzare dal Sig. Ermenegildo… Abituati alla gente non si son minimamente scomposti al nostro passaggio… Ed han continuato a mangiare finchè richiamati all’ordine dalla mamma! :)

Io nel frattempo, incuriosita, girovagavo per il giardino di Ermenegildo… Pieno zeppo di cose vecchie, strane… cianfrusaglie varie di una vecchia casa di campagna vissuta ormai da due anziani!

Alla fine dopo chiacchere varie, storie di articiochi (trovo molto curioso il fatto che la parola dialettale per chiamar i carciofi ricordi la stessa parola in francese ed in inglese), di famiglia, di vita vissuta… e la voglia di tornare in settimana per andare a prendere i fondi di carciofo che avrebbe preparato… Siamo tornati a casa con il nostro bottino di castraure verissime, freschissime e buonissime!!!

Avrei voluto fare una foto delle mie dita dopo aver pulito tutti i carciofi e relativi gambi… Ma ho preferito evitarvi questo scempio ;) …comunque alla fine, dopo la lunga pulitura abbiam deciso di farne una metà stufati (per una ricetta a breve su questi schermi) ed una metà fritti… Visto che una delle maniera tipiche di gustar le castraure è quell di farle fritte!!! …sarà una ricetta semplice forse… Ma vi assicuro che merita davvero! …aiutati dalla friggitrice che aiuta ad aver un buon fritto, mantenendo la temperatura costante… Abbiam ottenuto delle castraure croccanti fuori e tenere e deliziose dentro… Una tira l’altra! ;)

- senza dosi che ognuno poi si regola da sè… i miei saran comunque stati circa 7 carciofi -

  • castraure di carciofo violetto di Sant’Erasmo (o altri carciofi delle vostre zone)
  • olio di semi adatto alla frittura (o di quelli misti adatti o di arachide)
  • 1 uovo
  • farina
  • sale

Dopo aver pulito i carciofi dalle foglie più esterne e dalle punte, tagliarli a spicchi fini, eliminando l’eventuale peluria interna. Mentre li si pulisce metterli a bagno in acqua acidulata, una volta pronti scolarli, tamponarli bene, passarli nell’uovo sbattutto poi nella farina ed infine friggerli in abbondante olio caldo. Una volta dorati asciugarli su carta per fritti e servirli subito salandoli al momento.

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Non solo in cucina: il carciofo (Cynara scolymus) è un ortaggio di origine mediterranee (per la precisione di Cartagine) la cui coltura in Europa ha avuto inizio nel Rinascimento, prima in Francia poi via via anche in Italia.

Oltre ad esser buonissimo il carciofo fa anche un gran bene, è costituito per l’82% di acqua ma contiene inoltre molti sali minerali, tra cui manganese, ferro, fosforo, potassio e vitamine A, B2, e C. È un ortaggio molto digeribile, in special modo consumato crudo ed inoltre solo gustandlo crudo possiamo beneficiare della cinarina, sostanza che favorisce la secrezione biliare, l’eliminazione del colesterolo e la diuresi. Il carciofo ha inoltre proprietà aperitive, depurative del sangue, antiossidanti, toniche per fegato e cuore, diuretiche, aiutando ad eliminare anche urea e acido urico.

Sarebbe buona cosa utilizzare l’acqua di cottura dei carciofi per preparare minestre poichè ricca di sali minerali.

In erboristeria del carciofo si usano poi le foglie essiccate, non quelle che mangiamo ma quelle attaccate al gambo che scartiamo. Con le foglie secche, dalle stesse proprietà del fiore, possiamo fare un decotto (erba e acqua fredda assieme e poi portati a bollore, 2 gr circa per 100ml di acqua) o un enolito, cioè l’infusione della pianta nel vino, macerando per almeno 5/6 giorni sempre 2gr di foglie secche in 100 ml di vino, da consumare, una volta filtrato, dopo pasto.

Ad uso esterno il decotto lo si può usare come tonico per la pelle. Facendo regolari applicazioni aiuta a schiarire macchie e brufoli (in special modo se legati al fegato) e riattiva e stimola la cute.

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Deep fried artichoke hearts

As said on my previous post, last week i went to visit the Sant’Erasmo island …an island of the Venice lagoon known as the “Venice Kitchen Garden” …due to the main activity of the place which is farming and selling different kind of vegetables but in first place the Purple artichoke for which the island is very popular!

The most famous part of this artichoke is what we call “castraure” …the central, main “flower” of the plant which is removed very soon to give more strength to the rest of it! …on the market you can also find the “botoli” …other little side artichokes which at times are sold as “castraure” to get more money! …but you can recognise them cos the “castraure” have at least three leaves on the stalk and “botoli” just one! :)

I’ve learned all this thanks to Ermenegildo (you can see him on pics above or on this post of two years ago) …a nice “guy;) i meet… by pure chance… all the times i go to Sant’Erasmo! …each time he ends up inviting us at his house or to try some of his artichokes and of his wine… Or this time to sell us some of them at a better price than what we usually pay them at the market! I doubt he reminds he already met me… ;) …but it’s really nice to chat with him about his life on this peaceful island, about life… Or with his wife about recipes and how to cook or preserve the artichokes!

At the end of all these chats, anyway, we came back home with a good amount of fresh artichokes that Ermenegildo picked up just that morning… all at a very good price …and no need to say they were delicious! …it was a long job to clean them all up… my fingers were all black :) …but when we tasted these artichokes …well… they did worth the effort! :)

I divided them in two… One part, well… you’ll see it soon on this screen :) …and with the other part i prepared this simple snack… a classic venitian “cicheto” (Here a good idea of what it means) …a delicious starter, simple but unique …if you have a frying machine, that will help to have a great fry, cos it keeps the temperature and your fry will be crunchy outside and soft inside! …exactly as these artichokes were!

….the recipe?!… very simple… no need to give you the proportions… grams or whatever… cos you’ll have to see that according to how many artichokes you’ll have to fry… soooo… just clean the artichokes very well, removing the outside hard leaves, cut the top part, slice the hearts, remove any inner “hairs” then place them in a bowl with water and lemon juice.

Once you are ready to fry drain the artichokes, pat them dry, pass them in a bowl with a beaten egg then in another one with flour and deep fry them in a good amount of oil (i used a special blend for frying purpose) and one they are golden place on a towel to absorb the oil. Serve them hot sprinkling with salt. :)

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Avendo questa ricetta un ortaggio speciale come unico e principale ingrediente ho pensato sia un perfetto antipasto per il contest di Fior di Rosmarino Io amo le verdure

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