16 blog hanno il piacere di annunciare quest’oggi all’unisono, si potrebbe dire in eurovisione, un nuovo entusiasmante viaggio culinario che inizierà il 7 Gennaio 2013:

L’ABBECEDARIO CULINARIO

DELLA COMUNITÀ EUROPEA

Come direbbe De Gregori “alla fine di un viaggio c’è sempre un viaggio da ricominciare” e così dopo aver percorso la nostra Italia in lungo e in largo, da Aosta a Zocca, passando per Domodossola,  scendendo a Napoli e poi ancora più giù sino a Siracusa per poi risalire a Trieste, non siamo per niente stanchi e abbiamo ancora voglia di preparare la nostra valigia virtuale e di prendere in mano il nostro mestolo reale!

Avete capito bene, quest’anno l’abbecedario ci porterà in Europa, l’Europa della Comunità Europea, quella composta da 27 stati, ovvero 26 + 1, ovvero uno stato per lettera più la nostra Italia, ampiamente rappresentata dall’Abbecedario Culinario d’Italia appena conclusosi. E se ancora non ci credete, ecco la mappa!

Siccome ci piace la compagnia e l’anno scorso il viaggio è stato meno faticoso perché percorso assieme, anche quest’anno spetterà a un blog diverso ospitare ciascuna lettera, però c’è qualche novità e allora eccovi tutte le regole, da leggere attentamente:

  • Ogni lettera è associata a un piatto tipico di una nazione della Comunità Europea;
  • Ogni lettera è ospitata da un blog diverso;
  • Il blog ospite pubblica la ricetta corrispondente alla sua lettera;
  • Gli altri blog che vogliono partecipare pubblicano una ricetta –diversa da quella del blog ospite!– tra le ricette tipiche della nazione ospitata.

Più brevemente, se volete partecipare ricordatevi la regola delle 4W:

  • WHEN: ogni 3 settimane esce una lettera;
  • WHAT: potete pubblicare una qualsiasi ricetta della nazione rappresentata da quella lettera (la ricetta può iniziare con qualsiasi lettera!), eccetto la ricetta pubblicata dal blog ospite;
  • WHERE: la ricetta la pubblicate nel vostro blog e poi lasciate il link al blog ospite come commento al suo post di apertura;
  • WHO: chiunque abbia un blog può partecipare, più siamo e più ci divertiamo quindi sarebbe fantastico fare più tappe possibili tutti assieme, ma potete partecipare anche solo per una lettera, anche una lettera sì e una no, anche solo i mesi dispari!

Non è ancora chiaro? Ecco un esempio:

Il 7 Gennaio Mony del blog Gata da Plar inizierà ospitando la lettera A con la ricetta della Appeltart che rappresenterà i Paesi Bassi. Da quel momento ci saranno 3 settimane di tempo per pubblicare una qualsiasi ricetta dei Paesi Bassi che non sia la Appeltart. Una volta pubblicata, lascerete il link come commento al post di Mony.

Bene, ora dovrebbe essere tutto chiaro e quindi siete pronti per l’elenco delle lettere, ovvero delle ricette, ovvero delle nazioni, ovvero dei blog ospite!

  • A come Appeltart
    • Nazione: Paesi bassi
    • Blog ospite: Gata da plar
    • Periodo: dal 07/01/13 al 27/01/13
  • B come Bryndzové halušky
    • Nazione: Slovacchia
    • Blog ospite: Crumpets & Co.
    • Periodo: dal 28/01/13 al 17/02/13
  • C come Canja
    • Nazione: Portogallo
    • Blog ospiteLa melagranata
    • Periodo: dal 18/02/13 al 10/03/13
  • D come Drob
  • E come Escargot
  • F come Frikadeller
  • G come Gulash
    • Nazione: Ungheria
    • Blog ospiteCindystar
    • Periodo: dal 13/05/13 al 02/06/13
  • H come Hong am Rèisleck
    • Nazione: Lussemburgo
    • Blog ospitegirlichef
    • Periodo: dal 03/06/13 al 23/06/13
  • I come Irish stew
    • Nazione: Irlanda
    • Blog ospite:  The dreaming seed
    • Periodo: dal 24/06/13 al 14/07/13
  • J come Jacket potatoes
    • Nazione: Regno Unito
    • Blog ospiteFood 4 thought
    • Periodo: dal 15/07/13 al 04/08/13
  • K come Kalakukko
  • L come Laxpudding
  • M come Moussaka
  • N come Njoki
    • Nazione: Slovenia
    • Blog ospiteTutto a occhio
    • Periodo: dal 07/10/13 al 27/10/13
  • O come Orsotto
    • Nazione: Estonia
    • Blog ospite:  Cafe Lynnylu
    • Periodo: dal  28/10/13 al 17/11/13
  • P come Paella
    • Nazione: Spagna
    • Blog ospiteBurro e Zucchero
    • Periodo: dal 18/11/13 al 08/12/13
  • Q come Quarkkäulchen
    • Nazione: Germania
    • Blog ospiteBriciole
    • Periodo: dal 09/12/13 al 29/12/13
  • R come Ross Fil-Forno
  • S come Sachertorte
    • Nazione: Austria
    • Blog ospiteTorte e dintorni
    • Periodo: dal 20/01/14 al 09/02/14
  • T come Trdlo
    • Nazione: Repubblica Ceca
    • Blog ospiteRicette di cultura
    • Periodo: dal 10/02/14 al 02/03/14
  • U come Undens Klinger
    • Nazione: Lettonia
    • Blog ospiteBriggis’home
    • Periodo: dal 03/03/14 al 23/03/14
  • V come Vedarai
    • Nazione: Lituania
    • Blog ospite: Mestolando
    • Periodo: dal 24/03/14 al 13/04/14
  • W come Waterzooi
  • X come Xirotigani
  • Y come Yahni
    • Nazione: Bulgaria
    • Blog ospiteNastro di Raso
    • Periodo: dal 26/05/14 al 15/06/14
  • Z come Żurek
    • Nazione: Polonia
    • Blog ospiteCucina Precaria
    • Periodo: dal 16/06/14al  06/07/14

Ricordatevi, non si vince niente ma si regalano tanti sorrisi… e se vi piacciono i nostri sorrisi, seguiteci anche su Facebook!

English corner 2

As Italian singer and songwriter Francesco De Gregori would say “at the end of a journey there is always a new journey to start”, so after our past travel through Italy, from Aosta to Zocca, via Domodossola, down to Napoli and then further down to Siracusa and then back to Trieste –  we are not at all tired, but rather, we feel like packing our virtual suitcase again and pick up our real ladle.
That’s right, in the new year, the ABC will take us through the Europe of the European Community, which is made up of 27 nations, or 26 + 1, i.e., a nation for each letter of the alphabet plus Italy, widely represented by the Italian Culinary ABC that just ended. And if you still do not believe it, here is the map!
Since we like company, and last year experience confirmed that the trip was less tiring thanks to it, a different blog will host each letter, but there are also some other novelties so here are the rules:
  • Each letter is associated with a traditional dish of a country of the European Community;
  • Each letter is hosted by a different blog;
  • The guest blog publishes the recipe corresponding to the letter;
  • Other blogs who wish to travel with us will publish a recipe – other than that of the host blog! – chosen from the traditional dishes of the nation hosted.
If you wish to participate, remember the 4W rule:
  • WHEN: letter and nation will change every 3 weeks;
  • WHAT: you can publish any recipe of the nation represented by that letter (the recipe itself can start with any letter!), except the recipe published by the hosting blog;
  • WHERE: publish the recipe on your blog, then leave a comment to the hosting blog with a link to your own post;
  • WHO: anyone with a blog can take part, the more the merrier.  It would be great to travel to as many of the different nations together, but you can also participate for just one letter, or every other one, or even just the odd month!
It is still unclear? Here’s an example:
On January 7, Mony of Gata da Plar will begin our journey by hosting the letter A with the recipe Appeltart, representing the Netherlands. There will then be 3 weeks to publish any recipe from the Netherlands that is not the Appeltart. Once published, you will leave the link to your post in a comment to Mony’s original post.
Well, now everything should be reasonably clear, so you are ready for the list of the letters, recipes, nations, and hosting blogs.
  • A like Appeltart
    • Country: Netherlands
    • Hosting blogGata da plar
    • Time span: January 7-27, 2013
  • B like Bryndzové halušky
    • Country: Slovakia
    • Hosting blogCrumpets & Co.
    • Time span: January 28-February 17, 2013
  • C like Canja
    • Country: Portugal
    • Hosting blogLa melagranata
    • Time span: February 18-March 10, 2013
  • D like Drob
  • E like Escargot
  • F like Frikadeller
  • G like Gulash
    • Country: Hungary
    • Hosting blogCindystar
    • Time span: May 13-June 2, 2013
  • H like Hong am Rèisleck
    • Country: Luxembourg
    • Hosting bloggirlichef
    • Time span: June 3-23, 2013
  • I like Irish stew
    • Country: Ireland
    • Hosting blogThe dreaming seed
    • Time span: June 24-July 14, 2013
  • J like Jacket potatoes
    • Country: UK
    • Hosting blogFood 4 thought
    • Time span: July 15-August 4, 2013
  • K like Kalakukko
  • L like Laxpudding
  • M like Moussaka
  • N like Njoki
    • Country: Slovenia
    • Hosting blogTutto a occhio 
    • Time span: October 7-27, 2013
  • O like Orsotto
    • Country: Estonia
    • Hosting blogCafe Lynnylu
    • Time span: October  28-November 17, 2013
  • P like Paella
    • Country: Spain
    • Hosting blogBurro e Zucchero
    • Time span: November 18-December 8, 2013
  • Q like Quarkkäulchen
    • Country: Germany
    • Hosting blogBriciole
    • Time span: December 9-29, 2013
  • R like Ross Fil-Forno
  • S like Sachertorte
    • Country: Austria
    • Hosting blogTorte e dintorni
    • Time span: January 20-February 9, 2014
  • T like Trdlo
    • Country: Czech Republic
    • Hosting blogRicette di cultura
    • Time span: February 10-March 2, 2014
  • U like Undens Klinger
    • Country: Latvia
    • Hosting blogBriggis’home
    • Time span: March 03-23, 2014
  • V like Vedarai
    • Country: Lithuania
    • Hosting blog: Mestolando
    • Time span: March 24-April 13, 2014
  • W like Waterzooi
  • X like Xirotigani
  • Y like Yahni
    • Country: Bulgaria
    • Hosting blogNastro di Raso
    • Time span: May 26-June 15, 2014
  • Z like Żurek
    • Country: Poland
    • Hosting blogCucina Precaria
    • Time span: June 16-July 6, 2014
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Quest’anno avrei voluto unire una ricetta per ogni regione toccata dall’Abbecedario Culinario …purtroppo due o tre me ne son sfuggite ma almeno una ricetta per questa tappa in Calabria, seguita da Sapori diVini, riesco a postarla!

Una ricetta che volevo fare da tempo vista la mia passione per le melanzane… nonché per tutto ció che é polpettoso! …quindi quale connubio migliore di queste polpette?! ;)

La Calabria é una regione che ama le melanzane… le quali sono protagoniste di numerosissime ricette tipiche… sarebbero da provare tutte per me! …ma come detto, tra le tante, non potevo non provare queste favolose polpette!

Un piatto di una semplicitá unica e di altrettanta bontá… gustose, croccantine fuori e morbide dentro… Sono una tira l’altra! …provatele perché sono fantastiche!

  • 2 melanzane (circa 700 gr)
  • 3 panini raffermi
  • 60/70 gr di pecorino grattugiato
  • una spolverata di pepe nero macinato
  • sale
  • Una decina di foglie di basilico
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio di semi per friggere

Pulire le melanzane e tagliarle in due. Lessarle o cuocerle al vapore finchè tenere (io le ho cotte al vapore). Strizzarle per eliminare l’acqua, tritarle e unire il pane raffermo tritato, il pecorino, l’uovo, l’aglio, il basilico, sale e pepe (io ho usato il robot per mixare il tutto, una frullata veloce e poi ho impastato a mano). Il composto deve essere morbido e compatto. Formare con le mani le polpette. La tradizione le vuole ovali e leggermente appiattite. Friggere le polpette in abbondante olio di semi, girarle finchè ben brunite, farle asciugare su carta per fritti e servirle calde.

Eggplant patties

These delicious eggplant patties are a typical recipes from Calabria region, situated in the south of Italy… it’s the toe of the boot on the map of Italy. 

In Calabria eggplants are loved and used in many local recipes and among them all, i wanted to try these patties! They are a classic “poor dish” …made with simple ingredients such as stale bread and eggplants… but even if simple… these patties  are extremely good …crunchy outside, soft inside and soooo tasty!!! …you should really try them!

  • 2 eggplants (about 700 gr)
  • 3 stale bread rolls, cut in chunks
  • 1 egg
  • 60/70 gr of grated pecorino cheese
  • salt and pepper
  • 10 basil leaves
  • 1 garlic clove
  • seed oil to fry

Cut the eggplants in two lenghtwise and boil them (or steam them, as I did) till soft. Squeeze them to get rid of the water and mix them in a food processor together with the bread, egg, cheese, salt, pepper, basil and garlic. Mix it briefly them work everything in a bowl by hand till you the mixture is soft but compact. Shape with hands the patties, the tradition wants them oval and slightly flatten. Deep fry them in seed oil till brown in each side, place them on kitchen paper to absorb the oil and serve them hot.

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Come vi dicevo nel post precedente, il pane dolce alla manna l’ho gustato a colazione con della buona marmellata fatta in casa… ed oggi ve la presento… La marmellata di fichi d’India! …altro prodotto famoso in Sicilia, con cui ci fanno oltre a questa marmellata, anche una deliziosa mostarda e non solo… Io ho provato anche delle linee cosmetiche locali, bio a base di fichi d’India! …ottimi!

Inserirei quindi anche questa marmellata all’Abbecedario Culinario! :)

Onestamente il fico d’India, così come sta con tutti i semini non mi ha mai particolarmente invitato… ma trasformarlo in marmellata me l’ha reso decisamente più simpatico… E la marmellata è davvero favolosa! …ho amato poi come alcuni frutti avessero la polpa arancione quasi gialla ed altri l’avessero fucsia… e miscelati insieme han creato questo colore ambrato carico meraviglioso! …finchè sono in stagione e li trovate …provate questa marmellata! :)

  • 500 gr di finchi d’india
  • 100 gr di zucchero
  • un pizzico di cannella

Tagliare i fichi d’India in due in senso verticale e scavate la polpa con un cucchiaino. Raccogliete la polpa in una casseruola con giusto un goccio d’acqua e mettetela a cuocere finchè tenera e ben spappolata. Passate la polpa al setaccio e con un po’ di pazienza raccogliete solo polpa e succo eliminando così i semi. Rimettete la polpa passata sul fuoco con lo zucchero (io avevo ottenuto quasi 300 ml di polpa passata ed ho voluto usare solo 100 gr di zucchero poichè amo sentire il gusto della frutta e non solo quello dello zucchero). Cuocere il tutto finchè la marmellata non abbia raggiunto la giusta consistenza. Invasare la marmellata ancora bollente in vasetti sterilizzati, chiuderli bene e capovolgerli. Una volta aperti i vasetti conservarli in frigo.

Non solo in cucina: Il fico d’India (Opuntia ficus indica) è una pianta della stessa famiglia dei cactus, originaria del Messico. Cresce in tutte le zone calde e come i cactus ha bisogno di pochissima acqua per vivere.

I frutti della pianta sono ricchi di acqua (85%) e contengono inoltre carboidrati, fibre, minerali (soprattutto potassio, calcio, magnesio) e vitamine A, gruppo B e C.

Il fico d’India ha proprietà depurative e drenanti, aiutano l’organismo in autunno a liberarsi da scorie e sembrano aiuino anche a eliminare i calcoli renali. Le fibre contenute nel fico d’India sono un ottimo regolarizzatore intestinale, riequilibrano la flora batterica ed aiutano a combattere la stipsi e gonfiori. Inoltre il fico d’India è consigliato nelle diete dimagranti sia perché ricco di acqua, fibre sia per il fatto che aiuta a regolarizzare l’indice glicemico. Lo si può consumare come semplice frutto ma se non si gradiscono i semini che ha si può centrifugare.

Dai semi di fico d’India si possono ottenere due oli preziosi per la pelle, uno ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi, un olio prezioso e raro, ricchissimo di vitamina E, che aiuta a contrastare i radicali liberi e ottimo contro l’invecchiamento della pelle. Altrimenti si può ottenere un macerato oleoso, macerando appunto i semi in olio (in genere un buon olio di semi di girasole anch’esso spremuto a freddo) anch’esso un ottimo olio idratante ed anti-age.

In casa possiamo sfruttare le proprietà idratanti del fico d’India facendoci una bella maschera per il viso, miscelando la polpa di un fico d’india frullata e poi passata al setaccio, insieme ad 1 cucchiaino di miele ed uno di panna, 1 cucchiaio di yogurt bianco intero e della fecola quanto basta per addensare la maschera. Stenderla sul viso e lasciarla agire una ventina di minuti dopodichè risciacquare con acqua tiepida.

Prickly pear jam

On the previous post i introduced you to a sweet bread sweetened with manna… Well i enjoyed that bread at breakfast with a delicious jam i made myself with a quite unusual fruit… Prickly pears!

In the south of Italy prickly pears are common and used… You can find them everywhere along the roads where they grow wild… But over here, in north Italy we aren’t used to them… even if nowadays it’s quite easy to find them in supermarkets and green grocers! …and once I saw them I got them! :)

They are packed with seeds inside so i didn’t really fancy them on their own… So i decided to make this jam and it was delicious!

Some fruit had orange flesh, some had it of a bright pink… And mixed together they  produced this fantastic amber colour!

If you find them …Try this great jam, lovely with a hint of cinnamon!

  • 500 gr of prickly pears
  • 100 gr of sugar
  • A pinch of cinnamon

Cut prickly pears in two lenghtwise and extract the flesh with the help of a teaspoon. Place the flesh in a saucepan with  a drop of water and cook it till soft and mushy. Pass the pulp through a sieve so you’ll get the pulp and juice discarting all the seeds. Place the pulp in a saucepan with sugar and cook the jam till it will get the right consistence. Once ready pour into sterilized jar, screw the lid tightly and turn the jar upside down. Leave it too cool. Store in a cool, dry place and then, once opened, in the fridge.

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Eccoci ancora in giro per l’Italia con il tour dell’Abbecedario Culinario… Queste due settimane ci siamo fermati in Sicilia, regione stupenda che visitai tanti anni fa ma che mi è rimasta nel cuore per i luoghi, la gente ed ovviamente il buon cibo!

Un piatto che subito amai, vista anche la mia passione per le melanzane, fu la pasta alla Norma… E così come non rifarla per quest’occasione! :)

Sembra che il nome derivi da una esclamazione del commediografo catanese Nino Martoglio, che assaggiando questo piatto disse “E’ una Norma!”… paragonandolo all’opera di Bellini e quindi ad esaltarne la bontà! :)

Una pasta semplice ma gustosissima che conquista sempre! …ci son ricette che usano maccheroni altre che usano gli spaghetti… io ho usato quest’ultimi… poi altre ricette partono dal far la salsa dai pomodori, io ho usato una buonissima passata di pomodoro semplice e buonissima ed ho proceduto con la ricetta, friggendo le melanzane ed assemblando poi il tutto… Da leccarsi i baffi!!!

- per 3 persone:

  • 210 gr di spaghetti
  • 1 melanzana grande o due più piccole
  • 350 ml di passata di pomodoro
  • 1 spicchio d’aglio grande
  • 2 scalogni (o mezza cipolla)
  • basilico
  • olio evo
  • olio di semi
  • sale
  • ricotta salata

Tagliare le melanzane a cubetti e friggerle in olio di semi finchè dorate. Scolatele ed adagiatele su carta per fritti per far assorbire l’olio. In una padella soffriggere l’aglio e lo scalogno tritato in due/tre cucchiai d’olio, unire la passata di pomodoro (io l’allungo sempre con un goccio d’acqua) e lasciar cuocere il sugo finchè di addensi bene. A metà cottura unire anche qualche foglia di basilico ed aggiustare di sale. Mettere a cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, una volta al dente scolarli unirli al sugo in padella, aggiungere le melanzane, mescolare bene, versare un filo d’olio d’evo a crudo ed impiattare cospargendo ogni piatto con abbondante ricotta salata grattugiata.

Pasta with aubergine and tomato sauce

This famous pasta dish comes Sicily, the region… and as well an island in the deep south of Italy! …i tried it for the first time many years ago when i visited Sicily and since then i loved it, especially cos i adore aubergines!

It’s a dish famous all over Italy …it’s easy and extremely good!!! …a simple tomato sauce flavoured with basil and then mixed with deep fried aubergines and served with a great tasty cheese “ricotta salata” an hard type of ricotta, usually used grated!

It seems it ‘s named for the opera “Norma” of Vincenzo Bellini, cos a famous sicilian playwright compared this pasta to the opera once tried and loved this pasta!

- for 3 persons:

  • 210 gr of spaghetti
  • 1 big aubergine or two small ones
  • 350 ml of fresh tomato sauce
  • 1 big garlic clove
  • 2 shallots (or 1 onion)
  • fresh basil leaves
  • extra virgin olive oil
  • vegetable oil for frying
  • salt
  • grated ricotta salata

Cut the aubergines in cubes and deep fry them in vegetable oil, when gold remove them and place them on a paper towel to absorb the oil. In a pan saute garlic clove and chopped shllots with two or three tbsp of olive oil, then add the tomato sauce (i usually add also half a glass of water) and let the sauce simmer till it’s reduced and thicker. Add basil leaves half way through and adjust with salt. In the meantime cook the spaghetti in boiling salted water, when “al dente” drain them and add to pan with tomato sauce, add aubergines and toss everything till well combined. Serve in dishes with a good amount of grated ricotta salata on top.

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…e dopo un primo romano… Ecco il secondo! …era da tempo che volevo provare i saltimbocca alla romana e così …con lo stimolo dell’Abbecedario culinario… Finalmente li ho provati! …e li presento proprio all’ultimo giorno del nostro giro gastronomico nel Lazio!

Ho cercato di attenermi alla ricetta semplice di base, ho visto, come sempre accade con le ricette regionali, che ci sono varianti che prevedono l’infarinatura o c’é chi li arrotola a mo’ di involtino… Io alla fine li ho fatti così e son venuti buonissimi! …è un secondo davvero veloce e gustosissimo che sicuramente rifarò spesso!

  • 5 fettine di vitello sottili
  • prosciutto crudo
  • foglie di salvia fresche
  • 30 gr di burro
  • sale e pepe
  • vino bianco

Preparare le fettine di vitello (devono esser sottili in caso batterle con un batticarne) disponendo sopra ad ognuna una fetta di prosciutto crudo ed una foglia di salvia, fermar il tutto con uno stuzzicadente e procedere alla cottura. Far sciogliere il burro in una padella capiente, unire le fettine di vitello con la parte del prosciutto sopra, farla cuocere 2 minuti dopodiché girarla, salare e pepare, sfumare con un goccio di vino bianco e far cuocere le fettine percirca 3 minuti. Togliere i saltimbocca dal fuoco, disporli su un piatto e se necessario far addensare il sugo di cottura. Una volta pronto irrorare con esso i saltimbocca e servirli.

Veal with dry-cured ham and sage

After a first course from Lazio, the spaghetti cacio e pepe of previous post, today it’s time for a second course from same region… Saltimbocca alla romana! …i like the name “saltimbocca” cos it literally means “jump in the mouth” …and it expresses in a colourful and funny way how good this dish is! …and it’s not only tasty, it’s also very easy and quick to prepare!

Lets see how… :)

  • 5 thinly sliced veal cutlets
  • 5 prosciutto crudo (dry-cured ham such as parma ham) slices
  • Fresh sage leaves
  • 30 gr of butter
  • Dry white wine
  • Salt and pepper

Prepare the cutlets placing on each one a slice of prosciutto and then a sage leaf. Weave a toothpick in and out of the veal to secure everything. Melt butter in a pan, add the veal cutlets, ham side up, cook for about 2 minutes, turn them upside down, season with salt and pepper, add a drop of white wine and let them cook for other 3 minutes. Remove cutlets and place them on a dish, if necessary reduce the liquid to a thicker sauce and once ready pour it on the veal and serve.

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Con molto dispiacere mi ero persa la penultima fermata del giro culinario d’Italia che stiamo facendo da mesi con l’Abbecedario Culinario… il tour si era fermato in Sardegna ed io causa forze maggiori non sono riuscita a partecipare… e prima che passino pure quest’ultime due settimane mi son data da fare per partecipare almeno a questa nuova tappa …nel Lazio! …la regione della nostra capitale Roma… una delle regioni che ci regala piatti favolosi, conosciuti in tutta Italia e pure all’estero! …Il lazio ci offre primi piatti unici, uno più buono dell’altro… dalla carbonara alla amatriciana, dalla gricia al cacio e pepe! …per non parlare dei secondi …ma da buona amante della pasta io ho innanzitutto voluto provare un primo… ed un primo che non avevo mai fatto prima! …gli spaghetti cacio e pepe appunto!

Li avevo provati proprio a Roma ed ero rimasta stupita di come un piatto così semplice fosse così buono! …a dirla tutta un po’ tutti i primi piatti laziali sono semplici, con pochi e gustosi ingredienti… ma il bello di tutto questo è che seppur semplici alla apparenza… richiedono quel pizzico di attenzione in più nel prepararli per rendere onore al nome e alla fama di piatti così famosi e così buoni!

Uno pensa “cosa ci vuole a condire la pasta con del pecorino e del pepe?!” …beh la pasta non va solo condita ma il formaggio deve creare una crema insieme all’acqua di cottura della pasta ed il mix di questi due, ben miscelati crea dei buoni spaghetti cacio e pepe! …il mio primo risultato mi ha soddisfatto davvero, adoro poi il pepe nero che insieme al cacio si sposa benissimo! …volete un primo veloce? deliziatevi con questa pasta storica, tradizionale e buonissima!!! :)

- per 2 persone:

  • 160 gr di spaghetti
  • 80 gr di pecorino romano grattugiato
  • pepe nero

Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, una volta cotti al dente scolarli, conservando un po’ di acqua di cottura della pasta e metterli in una ciotola. Unire il pecorino grattugiato e pian piano un po’ di acqua di cottura della pasta, mescolando bene la pasta fino ad ottenere una crema. Unire il pepe ner0 macinato al momento, mescolare ancora e servire.

Se per caso la crema risultasse troppo liquida unire dell’altro pecorino se troppo densa invece unire un’altro goccio di acqua.

Spaghetti Cacio e Pepe – Spaghetti with pecorino and black pepper

This is one of the most simple (and famous) pasta dishes of the italian tradition… to be precise of Rome one!!! …Cacio is how is called locally the Pecorino romano cheese! …Pecorino romano is a cheese I really adore… i could eat tons of it… so you can imagine how much i love this pasta!

To be honest it was the first time i made it myself… cos i always eat it in restaurants! …and i knew that even if it seems so simple, to create a good pasta Cacio e Pepe i add to pay attention… cos you don’t have to simply add the cheese and the pepper to pasta, but you have to create a kind of cream mixing the pasta with the pecorino and drops of the water where you boiled the pasta, this until you get this famous cream! …i’ve been satisfied of my first attempt… and for sure i’ll make it again, especially when i’m in a rush and i want a great pasta dish in few minutes! :)

- for 2 persons:

  • 160 gr of spaghetti
  • 80 gr of grated pecorino romano cheese
  • black pepper

Boil the pasta in salted water, when “al dente” drain it and put it in a bowl, reserving some of the water on where you cooked the spaghetti. Add the grated pecorino to pasta and then drop some of the pasta water, mixing well all together till you get a nice cheese cream. Add the black pepper freshly ground, mix again and serve.

If you see the cream is too liquid add some more cheese viceversa if it’s too thick add some water, mixing till you get the right consistence.

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Non mi smentisco mai :) …anche per questa fermata dell’Abbecedario culinario arrivo all’ultimo momento! …come sempre avrei voluto esplorare molte ricette della regione in questione… ma tanto per cambiare… è già tanto che abbia trovato il tempo per provarne una! …non vi dico poi che dispiacere dovermi limitare proprio per questa regione che è ricca di ricette meravigliose, che hanno segnato la storia della cucina italiana oltre a quella regionale!

Di che regione stiamo parlando? …ma della Campania ovviamente!!! …anche se credo si fosse già capito vedendo la Torta Caprese qui sopra! :) …l’Abbecedario si è fermato in questa bellissima regione alla guida di Lo… e come dicevo …siamo in una regione che ha dato vita a dei piatti simbolo della cucina italiana nel mondo… prima fra tutti la pizza!

…e che ne dite del ragù napoletano… della pastiera… del casatiello …ah quante bontà!!! …capite il mio dispiacere nel poter provarne solo una!!! …alla fine la mia scelta è caduta su un dolce che volevo provare da un sacco di tempo… La torta caprese!!!… che dire, la mia voglia di dolce ha prevalso, sapendo inoltre che in casa avrei fatto un regalo gradito alla metà, amante del cioccolato! :)

La torta caprese, come il nome suggerisce, origina nell’isola di Capri anche se è diffusa in tutta la penisola sorrentina e nella costiera amalfitana! …le origini non sono certe ma sembra sia nata agli inizi degli anni venti da un errore di un cuoco, Carmine Di Fiore, che si dimenticò di mettere la farina in una torta di mandorle e cioccolato che sta a preparando per tre malavitosi americani, arrivati per acquistare delle ghette per Al Capone! …una dimenticanza che creò una delle torte più buone e tipiche di questa regione! :)

Come dicevo era da un bel po’ che desideravo provarla …questa famosa torta, cioccolatosa e senza farina… E dopo averla assaggiata posso solo dire …peccato non averla provata prima!!! …è fenomenale… Sostanziosa… da prendere a piccole dosi… ma spesso ;) …lo dice anche la dietologa… piccoli pasti ma spesso! …le domanderò se includono anche la caprese ;)

Avrei voluto regalarvi anche una foto della torta intera ma ha subito un incidente di percorso dalla tortiera al porta dolce… E non era proprio fotogenica… Ma vi giuro che anche se peccava nella forma, la sostanza c’era tutta ed è stata spazzolata via in un lampo! ;)

  • 250 gr cioccolato fondente
  • 300 gr di mandorle spellate
  • 200 gr di zucchero
  • 250 gr di burro morbido
  • 5 uova
  • Zucchero a velo per guarnire
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria o al microonde e lasciarlo intiepidire. Frullare le mandorle fino a ridurle in polvere ma non troppo fine. Separare i tuorli dagli albumi e montare quest’ultim a neve ferma con due cucchiai di zucchero. Montare a crema il burro morbido con lo zucchero, aggiungere i tuorli uno per volta e continuare a montare. Unire il cioccolato fuso e le mandorle. Aggiungere uno o due cucchiai di albumi montati per ammorbidire l’impasto e poi unire i restanti albumi mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per non smontarli e far incorporare aria all’impasto. Versare il composto in una teglia da 26 cm, imburrata o coperta con carta forno. Infornare in forno preriscaldato a 180º per circa un’ora. Una volta fredda spolverizzare con zucchero a velo.

Torta caprese – Flourless chocolate and almond cake

I finally tried a luscious cake i wanted to make since a long time! …the “Torta caprese”! …caprese cos this cake comes from the gorgeous island of Capri, situated in front of the Sorrento peninsula, in the Campania region!
Campania is the region where many famous dishes origin from… Included one of the most known food in the world… The Pizza!!!!
But apart from pizza, in this region we can find a considerable amount of delicious dishes! …from pasta to desserts! …and one of these is exactly the cake i made!
The origins of the “Torta caprese” are not certain but it seems it borns from a mistake of a Capri chef, Carmine Di Fiore, who was making an almond and chocolate cake for some criminals arrived from America to buy some gaiters for Al Capone… and he forgot to put in flour! …a terrible mistake but that created one of the most famous and delicious cake of the Campania and italian tradition!
The cake is moist, rich, chocolatey… Well …simply gorgeous!!! …to be eaten in small pieces… But very often ;)
  • 250 gr dark chocolate
  • 300 gr blanched almonds
  • 200 gr sugar
  • 250 gr butter, soften
  • 5 eggs
  • Confectioners sugar to dust

Melt chocolate in a microwave or in a bain-marie and let it cool. Mix almonds till you get a flour but not too fine. Separate egg yolks from whites. Wisk whites with 2 tbsp of sugar into stiff peaks. In a bowl beat remaining sugar with soften butter till creamy then add egg yolks one at time, beaten well at each addition. Add almond meal, melted chocolate and mix well, then combine 1 or 2 tbsp of egg whites to soften the batter, then fold in very gently the remaining egg whites, being careful not to “unwhisk” the whites and allow the batter to incorporate as much air as possible.

Pour the batter in a 26 cm springform pan, greased or covered with parchement paper. Bake the cake in a preheated oven at 180º for about an hour. When cool dust it with confectioners sugar.

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Anche stavolta arrivo a pubblicare la ricetta per l’Abbecedario culinario in extremis… queste ultime due settimane il giro culinario d’Italia si è fermato in Basilicata ed ho già visto in giro delle ricette delle mie compagne blogger davvero bellissime e buonissime! …il mio tempo è stato esiguo e nel cercare che ricetta fare ho consultato il web… più che altro per cercare un’idea abbastanza veloce e con ingredienti a portata di frigo e dispensa!… alla fine la mia scelta è ricaduta su questa particolare torta dolce salata! …ho fatto una ricerca incrociata e la ricetta mi si ripresentava più volte più o meno nella stessa maniera… ed io così ho voluto seguirla seppur avendo alcuni dubbi!

…che l’impasto sia una frolla dolce con un ripieno salato è normale… cioè così deve essere… ma non  mi quadrava come con una frolla fatta con 200 gr di farina potesse bastare a foderare sopra e sotto una tortiera  da 24 cm, quando per una crostata dolce o salata partendo da 250 gr di farina fodero giusto il fondo di uno stampo da 24 cm! …però ho voluto attenermi alla ricetta… ed ho fatto male!!! :) …dovevo fidarmi del mio istinto ed esperienza… infatti alla fine ho foderato uno stampo da circa 20 cm a cerniera… e per fortuna avevo leggermente diminuito la grammatura del ripieno!

…quindi… prima di tutto mi domando se chi mette ste ricette, su più siti web abbastanza famosi, le prova le ricette!?!?!…secondo chiedo a qualche lucano in ascolto se ha una ricetta personale di questa torta! …terzo… se voi la fate… mi raccomando… o la fate come me con uno stampo piccolo come il mio o raddoppiate la frolla ed usate uno stampo da 24 cm… e magari aumentate un po’ le dosi del ripieno… anche se lasciandole uguali otterrete una torta meno alta ma sempre ben ripiena! :)

Consiglio di servirla a spicchi piccoli come aperitivo/antipasto, perchè il gusto è ricco tra i vari formaggi e il prosciutto, e servirla come torta salata, considerando io le torte salate spesso come piatti unici, è abbastanza intensa… il contrasto dolce e salato è molto particolare ma mi è piaciuto… ricorda gli abbinamenti cheese&biscuits dei dopo cena anglosassoni! :) …secondo me vala la pena provarla, sicuramente in un buffet diventa un’entrée originale! :)

Nota importante: …un lucano ha risposto al mio appello… Marjlou, che ringrazio, i miei dubbi erano fondati… La torta lucana, che fan per Pasqua, prevede non crescenza ma toma, uova sode e salame o soppressata al posto del prosciutto e pasta sfoglia! … Quindi grazie a Marjlou! …lascio libero arbitrio a Simona che segue l’Abbecedario queste due settimane, se inserirla o meno! …qui almeno ho messo le note di come dovrebbe essere! :)

- per la frolla:

  • 200 gr di farina
  • 100 gr di zucchero
  • 80 gr di burro
  • 2 tuorli

- per il ripieno:

  • 250 gr di ricotta
  • 100 gr di formaggio fresco (non specificato io ho usato della crescenza)
  • 100 gr di mozzarella tagliata a cubetti
  • 100 gr di prosciutto crudo tagliato a cubetti
  • 50 gr di pecorino grattugiato
  • 1 uovo
  • 2 pizzichi di sale
  • 20 gr di zucchero
  • abbondante pepe nero macinato
  • 1 uovo per spennellare

Preparare la frolla lavorando il burro a temperatura ambiente insieme allo zucchero, unire i tuorli e poi la farina ed impastare fino ad ottenere una palla omogenea che metterete a riposare in frigo coperta con pellicola per almeno 30 minuti.

Preparare il ripieno lavorando a crema con una spatola la ricotta con la crescenza, unire il pecorino, l’uovo, lo zucchero, sale, pepe, mozzarella e prosciutto crudo a dadini.

Dividere il panetto di frolla in due facendo sia che una delle due parti sia più grande dell’altra. Stendere la frolla per la base su una spianatoia infarinata e poi ricoprire uno stampo da circa 20 cm. Riempire il guscio di frolla con il ripieno, stendere il secondo disco e porlo sopra al ripieno cercando di far aderire i bordi della frolla. Spennellare con l’uovo sbattuto la superficie e cuocere a 150° per circa un’ora.

Salty and sweet cheese pie from Basilicata

Basilicata is a region in the south of Italy and this is a very original pie that comes from this region! …its peculiarity it’s in the sweet pastry shell that hold a savoury and rich stuffing, made with cheeses and parma ham! …i found the recipe on more than one italian food website and i was curious to try it! ….the recipes say that with this amount of pastry dough you should cover a 24cm pie dish but, as i supposed when reading the ingredients quantities, it was incorrect cos it was just enough for a 20 cm one… so if you try it’s up to you if to double the quantities… or to use, as i did, a smaller pie dish!

It’s great as starter and appetizers in small slices, cos as full meal, as i usually do with most of the quiches and savoury tarts i cook, would be too much cos of its rich taste! …the contrast between sweet and salty it’s strange but good, i really like it… i think it does worth a try! :)

- for the pastry:

  • 200 gr all purpose flour
  • 100 gr sugar
  • 80 gr butter
  • 2 yolks

- for the stuffing:

  • 250 gr ricotta
  • 100 gr crescenza cheese (or any soft fresh cheese)
  • 1 egg
  • 50 gr grated pecorino cheese
  • 100 gr mozzarella cut in cubes
  • 100 gr parma ham cut in cubes
  • 2 pinches of salt
  • a good pinch of ground black pepper
  • 20 gr of sugar
  • 1 egg to brush the top

Prepare the pastry mixing the butter at room temperature and the suagr, add the yolks, then the flour and knead it till you get a ball. Store it n fridge for 30 minutes covered with film.

Prepare the stuffing working with a spatula the ricotta with the crescenza till creamy, then add all the other ingredients and mix well.

Divide the pastry dough in two having one of the two pieces bigger than the other. Roll the bigger one out on a floured surface and then covered a 20 cm round pie dish (i used a springform pan), add the stuffing in and then roll out the second piece of pastry and cover the pie, sealing the edges of the pastry. Brush the top with beaten egg and cook in preheated oven at 150°/160° for about an hour or till golden. Let it cool and cut in slices.

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L’Abbecedario culinario queste ultime due settimane si è fermato in Abruzzo… Alla guida di In cucina senza glutine! …ed io da una parte sono felicissima… Perchè l’Abruzzo è una regione che ho nel cuore… Da una parte son dispiaciuta e mi sgrido da sola perchè avrei voluto preparare molte più ricette abruzzesi ma alla fine tra mille cose da fare son riuscita a farne solo una… Le pizzelle!!!

Ma andiamo per ordine… Come vi dicevo l’Abruzzo è una regione che ho nel cuore, questo grazie alla mia cara amica Luisa che me la fece conoscere nel 2009! …Luisa è per metà abruzzese e ad Ortona ha parte della sua famiglia… Zii, parenti ed amici che ho avuto il piacere ed onore di conoscere! …insieme andammo ospiti dal caro zio Tommaso… E da parte sua e degli altri parenti ebbi un’accoglienza calda e affettuosa che insieme ai posti che mi fecero conoscere mi è rimasta nel cuore! …ovviamente oltre ai bellissimi luoghi visitati ho avuto modo di apprezzare anche la gustosissima e ricca cucina abruzzese, sia quella dei ristoranti (ricordo ancora con un languore allo stomaco la cena di pesce insieme allo zio Tommaso!!!) …che quella casalinga! …e tra le tante cose tipiche che provai c’erano pure le pizzelle …chiamate anche ferratelle in altre zone… Assaggiate sia in versione classica, dalla consistenza biscottosa… Sia quelle morbide, che la zia ci servì arrotolate con ripieno di crema …Che buone!!! …così quando intravidi i ferri per le pizzelle, girando per il mercato di Ortona, non potei non comprarli! …sia quello classico rettangolare con disegni a rombi…

…sia quello rotondo con disegni vari!

…e non comprai solo questi… Lo stand aveva un sacco di gadget vari di cucina che mi accaparrai …tra cui la famosa chitarra per fare la pasta alla chitarra! …che a tutt’ora, con mia somma vergogna resta tra i tanti gadget di cucina comprati e non ancora utilizzati! :) …infatti, come dicevo pocanzi, avrei voluto preparare anche altre ricette per questa tappa dell’Abbecedario… tra cui i famosi spaghetti alla chitarra… Ma il tempo proprio non son riuscita a trovarlo! :(

…resto comunque soddisfatta perchè finalmente ho fatto le pizzelle!!!! …avrei voluto farle insieme a Luisa… Ma anche qui tra impegni vari non siam riuscite a combinare! …ho comunque usato la sua ricetta di famiglia… e sono rimasta ovviamente soddisfatta dal risutato di queste pizzelle!

Come dicevo son quelle più dure… Cioè …Dure non lo sono …anzi son biscottose e buonissime …ma siccome le ho provate anche morbide… Allora specifico! ;) … Per aromatizzarle ho usato i tipici semi di anice, così come le avevo provate e son venute davvero bene!!! …in casa hanno subito iniziato a spazzolare tra mugugni e commenti favorevoli …“son proprio buone ste cose qua!” ;)

Ora vi lascio alla ricetta …Poi… siccome sono in vena nostalgica vi lascio alcune foto fatte in Abruzzo… Postate all’epoca su Flickr e che ora condivido qui!

- per circa 15 pizzelle:

  • 3 uova
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 6 cucchiaio di olio evo
  • Farina qb
  • Semi di anice

La ricetta di famiglia di Luisa prevede l’uso di 2 cucchiai di zucchero e 2 di olio evo per ogni uovo usato, io ne usati 3 poi la farina va aggiunta fino ad ottenere un impasto morbido ma lavorabile con le mani. Quindi sbattere le uova, unire zucchero, olio evo e semi di anice e la farina qb, una volta ottenuto l’impasto morbido formare dei salamini piccoli. Scaldare l’apposito ferro sul fuoco, io l’ho spennellato con olio evo e posizionare al centro un salamino di pasta e cuocere così le pizzelle. La dimensione e quantità delle pizzelle, più grandi come le ho fatte io o magari un po’ più piccole tipo biscotti, dipende da quando grandi farete i salamini. Io ho letto solo dopo la nota di Luisa di mettere i salamini in un piatto con dell’olio in attesa di esser cotti, quindi ho omesso questo passaggio, ho però sempre spennellato il ferro con olio prima di cuocere ogni pizzella e son venute benissimo. Consiglio di abbassare la fiamma al minimo una volta cotte le prime due o tre pizzelle se no poi tendono a cuocere e scurire troppo velocemente.

Ora vi lascio alcune foto che avevo scattato nell’estate 2009 in quei bei giorni assieme a Luisa… Grazie ancora per quei giorni vecia …e pure per la ricetta! Perfetta! ;)

Here i share some pics i took in Abruzzo in summer 2009! Abruzzo is a gorgeous region in the centre area of Italy with afantastic blue sea and marvellous mountain area too! …i really suggest you to visit! …there i learned the recipe i share with you today …but first the photos… Then scroll down for the recipe! :)

L’alba che ci accolse al nostro arrivo davanti casa dello zio Tommaso!

The dawn which welcomedus when we arrived!

Ortona vista dal porto

View of the town of Ortona from the harbour

Un giro al porto di prima mattina a sbirciare la vita dei pescatori …amici di zio Tommaso ;)

Early morning at the harbour to take a peek at fishermen life!

Uno dei tanti gatti del porto colto in flagrante! ;)

One of the many harbour’s cats caught in action ;)

Il faro di Ortona

Ortona’s lighthouse

Il castello Aragonese ad Ortona di notte

The aragonese castle in Ortona at night

Uno dei tanto trabocchi lungo la costa abruzzese, chiamata appunto, in quella zona, la costa dei trabocchi, che sono appunto queste piattaforme di legno, su palafitte che  si usano per la pesca!

One of the many “trabocco” along the coast. They are special wooden platforms used for fishing.

Vita da trabocco! :)

Trabocco’s life :)

Un posto dove meditare!

A place where to meditate!

Una barca lungo la spiaggia di Fossacesia

A boat on Fossacesia’s beach

Colarate terrazze e balconi abruzzesi

Abruzzo colourful terraces and balconies

Pizzelle – Abruzzo’s typical “waffles”

As said above here… I knew, tried and learned this recipe in 2009 when i went to visit Abruzzo region with my friend Luisa who has some relatives in the town of Ortona.

To explain in a better way what pizzelle are… i called them “waffles” cos they do remember the waffle shape and form and they are very similar! …when i was in Abruzzo i tried two versions of “pizzelle” (in some areas are called “ferratelle”) some soft and plaible, rolled up with cream in and the more traditional one …that I’m sharing today, which are harder …like a biscuit! …they are usually flavoured with anise seeds and they can be served as dessert or snack!

To make “pizzelle” you need a special iron that goes on the cooker but if you want to try them and you don’t have one a classic waffle iron will work as well! …when i was in Abruzzo i had of course the chance to buy two different irons (see pics above) …but for these ones i used only the classic rectangular one!

-for 15 pizzelle:

  • 3 eggs
  • 6 tbsp sugar
  • 6 tbsp extra virgin olive oil
  • Flour as needed
  • Anise seeds
The recipe i’m sharing today is my friend Luisa’s family one. You will need 2 tbsp of sugar and 2 of extra virgin olive oil for each egg you will use, then anise seeds and flour enough to get a soft dough you can knead with your hands. Beat eggs, sugar, oil and anise seeds then add the flour, knead on a floured surface and once you get the sift dough shape it into little “sausages” about 4/5 cm long and 2 cm thick, this way i got 15 big “pizzelle”, if you want smaller one, biscuit size, you can shape smaller “sausages” and you’ll also get more “pizzelle”.
Before to cook them heat the iron very well and brush it with oil before cooking each “pizzella”. Cook each one the few minutes per side till golden but mind to keep a low heat once you cooked the first two or three cos once the iron gets very hot the pizzelle cook very quickly and you risk to get them too brown and not golden! :)

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Arieccomi sempre di corsa e all’ultimo momento… Ho fatto le corse per arrivare dal Veneto al Molise (per fortuna solo virtualmente) :) …visto che, quest’ultime due settimane, il giro d’Italia dell’Abbecedario Culinario si era fermato in Molise… alla guida di Rosa Maria del blog Torte e dintorni! …il Molise è una piccola regione che per mia sfortuna mi é capitato solo di attraversare nei miei viaggi in macchina o treno verso la Puglia… ma sono comunque felice perchè questo tour gastronomico virtuale mi sta dando la possibilità di conoscere  un po’ di più di molte regioni italiane che non ho mai visitato e molto si impara anche dalle tradizioni culinarie! …dopo aver letto un po’ di cose sul Molise spero prorpio di riuscire a visitarlo un giorno!

Nelle mie ricerche tra libri vari (ottima la Garzantina della Cucina curata da Allan Bay) e web, mi sono imbattuta in questo sito dedicato alla cucina molisana, dove ho trovato la ricetta che vi presento oggi! …onestamente le ricette presenti le avrei provate tutte… ma alla fine questa ha vinto anche per una questione pratica… avevo tutti gli ingredienti a casa a disposizione e sembrava dirmi “prepara me!!!” …e così ho fatto! ;)

Il nome l’ho lasciato in dialetto così come l’ho trovato e non è difficile capire che queste polpette sono fatte di cacio (pecorino) e uova …ma non solo loro, perchè l’altro ingrediente base è la mollica di pane raffermo! …e sempre sul sito dove l’ho trovata c’è una pagina dedicata alla mollica di pane, che come raccontano sembra essere uno degli ingredieti basilari della loro cucina!

Queste polpette sono di una semplicità unica ma soprattutto sono altrettanto buone! …sono un classico esempio di cucina povera, dove l’aggettivo sta ad indicare l’uso di pochi ingredienti semplici, comuni, che molto probabilmente c’erano in tutte le case dei contadini un tempo ma dove non indica di sicuro la bontà o il gusto di questo genere di piatti poichè queste polpettine, per esempio, sono a dir poco deliziose, gustose ed appaganti! …pensate che la mia metà, dopo avermi osservato nel prepararle ed aver fatto uno sguardo dubbioso… all’assaggio è rimasto sorpreso dal gusto… dicendo che sembravano fatte con la carne ed era forte pensare che c’erano solo pane, uova e formaggio!!! ;)

Dalla foto della ricetta sul sito, in un primo momento avevo pensato fossero polpette fritte, poi leggendo la ricetta ho scoperto che andavano cotte in un sugo di peperoni e pomodori… ed il tutto, assieme, sta proprio benissimo! …della ricetta originale ho dimezzato le dosi (essendo noi in due) tranne che per il sugo… Avevo un po’ di peperoni da smaltire e così l’ho fatto abbondante, per usarlo sia per le polpette sia per condire una pasta (buonissima tra l’altro con dei cubetti di pancetta dolce!) …per prepararlo ho usato dei peperoni verdi che avevo a casa e della polpa di pomodori a pezzettoni ed è venuto un sughetto da scarpetta buonissimo! ;)

- per 2 porzioni (9 polpette):

  • 150 gr mollica pane raffermo
  • 3 uova
  • 100 gr circa di pecorino (*)
  • Prezzemolo tritato
  • 3 peperoni verdi dolci (o altri peperoni dolci anche rossi o gialli)
  • 1 vaso di polpa di pomodori a pezzettoni
  • 1 cipolla
  • Olio evo
  • Sale

Ho lavato i peperoni, li ho tagliati per la lunghezza, eliminando semi, coste bianche interne e (grazie ad un apposito strumento utilissimo) buona parte della pelle esterna. Li ho tagliati a listarelle e messi da parte. In una padella ho soffritto la cipolla tritata in due cucchiai d’olio, ho unito i peperoni ed li ho lasciati andare a fiamma media per un po’ di minuti. Ho poi unito la polpa di pomodoro a pezzettoni e ho cotto il tutto per un alcuni minuti finchè il sughetto si è ben addensato. Nel frattempo ho preparato le polpette, mischiando ed amalgamando assieme le uova, la mollica di pane raffermo spezzettata, il pecorino grattugiato ed il prezzemolo. Le uova ammorbidiscono la mollica, regolatevi poi con l’aggiunta di pecorino in base alla consistenza dell’impasto che deve esser malleabile con le mani. Essendo comunque uno degli elementi principali, visto anche il nome della ricetta, io non ho lesinato, non l’ho pesato ma saran stati all’incirca 100 gr. Di formaggio. Impastate bene il tutto e formate delle polpettine che vanno unite poi al sugo di peperoni e fatte cuocere per alcuni minuti finchè l’uovo si sian ben rassodato e le polpette siano sode al tatto. Servite come antipasto caldo o secondo vegetariano.

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Egg and cheese “breadballs”

Today I introduce you to a very simple, delicious recipe that comes from Molise, one of the smallest region in Italy, maybe not so famous abroad but that is really worth a visit, for the beautiful towns, landscapes, history and of course… Food! ;)

This is a classic dish that represent the poor men food, for sure a traditional dish made with few simple ingredients available also in the poorest kitchen, such as bread, eggs and cheese! …but this doesn’t mean of course it is poor in taste, cos believe me these “breadballs” are tasty and delicious as much as normal meatballs!

Stale breadcrumbs are an essential ingredient of many Molise recipes… It is used to prepare pasta dishes for example… And in this recipe it is, as said, the main ingredient together with eggs and pecorino cheese to make these balls cooked afterwards in a tomato and sweet peppers sauce! …believe me, with few simple ingredients you can get a great warm starter or a satisfying second course! :)

- for 2 portions:

  • 150 gr stale breadcrumbs
  • 3 eggs
  • about 100 gr of grated pecorino cheese
  • 3 sweet green peppers (red or yellow ones are great as well)
  • 1 tbsp chopped parsley
  • 1 can of tomato sauce (not puree but diced)
  • 1 onion
  • Extra virgin olive oil
  • Salt
Wash the peppers, cut lenghtwise, remove the inner white parts and seeds then cut them in chunks. Heat 2 tbsp of olive oil in a pan, add the chopped onion, the peppers and stir-fry them for few minutes on medium heat. Pour in the tomato sauce, mix well and let cook till the sauce is reduced and thick. In the meantime prepare the balls mixing together the eggs, stale breadcrumbs, chooped parsley and the grated cheese. The eggs will help to make the bread softer then the cheese will help you to thick the mix, so add enough cheese till you are able to make up the breadballs with your hands. Place the breadballs into the pepper and tomato sauce and let them cook for few minutes till the eggs cook and the balls get firm. Serve them as warm appetizer or as second course.

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