Flower sprouts all’arancia, zenzero e nocciole – Flower sprouts with orange, ginger and hazelnuts

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Oggi vi racconto di un po’ di cose nuove… una forse la potete intuire dal titolo del post… quindi così incomincio da questa… dagli Flower Sprouts!

Premetto che non è un post sponsorizzato anche se poi alla fine sponsorizzo… nel senso che chi produce questi flower sprouts non sa nemmeno chi sono ma siccome amo scoprire nuovi ortaggi ed amo condividerli, vi lascio ovviamente i link necessari per saperne di più!

Ma partiamo dall’inizio, cioè da un giro al mercato con un’amica e dai miei occhi che cadono su una confezione di piccolissimi cavoli… la mia smisurata passione per tutto ciò che è in miniatura (sogno la casa delle bambole sin da piccola) ha fatto capolino ed ho subito chiesto informazioni. Il fruttivendolo mi dice che sono una novità, sono tipo cavoli ma piccoli, sul genere di quelli di bruxelles. Ovviamente non ho resistito e li ho comprati, sono così bellini, piccoli cavoli a fiore con sfumature tra il verde ed il viola!

Sulla busta c’era il link al sito di chi li produceQUESTO …e così ho scoperto che vengono dall’Inghilterra che sono un nuovo ibrido, frutto del lavoro di 15 anni, per ottenere un cavoletto di bruxelles dal gusto meno marcato. In effetti il gusto è delicato, più simile al cavolo riccio o al cavolo nero.

Questi cavoletti si cucinano davvero in poco tempo, sono versatili e buoni e contengono un’alta dose di vitamina B6 e vitamina C. Spero di trovarne ancora al mercato!

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Ed ora passiamo ad un’altra novità… il nuovo contest lanciato da 6 blogger torinesi …Sedici: L’Alchimia dei sapori.

Io l’ho scoperto grazie a Marzia – Coffee & Mattarello, mia compagna di StagioniAMO! che ha lanciato questa bellissima nuova idea, davvero stimolante!

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Il contest prende spunto dal libro la Grammatica dei sapori di Niki Segnit, la quale ha catalogato i sapori del cibo in 16 famiglie “aromatiche”, analizzandole, ordinandole e creando poi, per ogni alimento della famiglia degli abbinamenti ideali.

Ogni mese, il contest, avrá come protagonista una famiglia di sapori, ogni blogger seguirà un particolare alimento, ne elencherà gli abbinamenti ed ovviamente chi vorrà partecipare potrà sbizzarrirsi su quale alimento scegliere e con cosa abbinarlo e creare una ricetta ad hoc.

Per capirne di più comunque vi lascio il link alla pagina del contest così ​vi sarà tutto più chiaro.

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Questo mese si parla della famiglia degli agrumati e le 6 bloggers si sono così suddivise 6 cibi facenti parte di questa categoria:

Se cliccate su ogni nome scoprirete la loro ricetta ma anche tutti gli abbinamenti possibili per ogni alimento e da li potrete scegliere su quale o quali cimentarvi.

Mentre scoprivo i vari abbinamenti ho visto che tra gli abbinamenti dello zenzero c’era l’arancia e mi è venuta in mente questa ricetta che avevo già fatto… e così eccomi qui ad unirla al contest!

Sono felice che un abbinamento nato quasi a caso, a mio gusto, sia risultato anche uno di quelli suggeriti dall’autrice del libro. Zenzero e arancia stanno bene assieme, c’è la nota fresca, acidula e leggermente piccante dello zenzero che si sposa benissimo con la dolcezza dell’arancia.

Io ho poi unito anche le nocciole in doppia veste, sia in granella per dare un po’ di croccantezza, sia con l’olio di nocciole a crudo.

L’olio di nocciole, ricco di acido oleico (omega 9), vitamina E e fitosteroli, è ottimo per condire insalate, pesce e carne grigliati ed anche per la cottura in forno di piccola pasticceria. Una volta aperto va conservato in frigo.

Insomma… questi cavoletti son deliziosi, buoni loro, buono il condimento… io li ho gustati con del pesce a vapore ed hanno arricchito di gusto un piatto semplice! :) …e se non trovate in giro questi nuovi cavoletti provate con i classici! ;)

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  • 250 gr di flower sprouts
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cubetto di zenzero da 1,5 cm
  • succo e buccia di mezza arancia, bio
  • 1 cucchiaio di granella di nocciole
  • semi di sesamo
  • 1 cucchiaio di olio di nocciole
  • sale

Sciacquare i cavoletti ed eliminare la parte finale più dura. Scaldare in una padella l’olio evo insieme all’aglio. Unire i cavoletti, lo zenzero grattugiato e la scorza d’arancia, far saltare per qualche minuto e poi unire il succo d’arancia. Lasciar sfumare il succo, aggiustare di sale e dopo circa 5 minuti togliere dal fuoco. Servire con semi di sesamo, nocciole in granella ed un filo d’olio di nocciole a crudo.

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Flowers sprouts with orange, ginger and hazelnuts

In one of my recent local market shopping tour, I discovered a new vegetable which arrives directly from UK …they’re called flower sprouts and they are a new hybrid in between kale and brussels sprouts. Here is the link to their page so you can read more about them.

I always loved miniature things, I always dreamed to have a doll’s house for example, so as soon as I saw these little cabbages with their green and purple hues I suddenly loved them! …I’m not a great fan of classic brussels sprouts but these flower sprouts are delicious, they have a milder taste, more similar to kale one and I really liked them! I really hope to find them again!

I cooked these sprouts in a very simple and quick way, a stir-fry with some extra flavours… orange, ginger and at the end, to serve them, a sprinkle of sesame seeds, chopped hazelnuts and drizzle of hazelnut oil.

A dish packed with nutrients from sprouts (rich in vitamins) and from hazelnut oil too which is rich in omega 9 and vitamin E.

I served them with steamed fish to enrich a simple dish and make it heathier and tastier! :)

  • 250 gr flower sprouts
  • 1 tbsp olive oil
  • 1 garlic clove
  • 1 cube (1,5 cm x 1,5cm) fresh ginger, grated
  • juice and zest of ½ orange. Organic
  • 1 tbsp hazelnuts, chopped
  • Some sesame seeds
  • 1 tbsp hazelnut oil
  • salt

In a pan heat olive oil with garlic, add sprouts with grated ginger, orange zest and sauté for few minutes . Pour in orange juice, allow to evaporate, tossing sprouts in the pan. Adjust with salt and remove from heat. Serve with a sprinkle of sesame seeds, chopped hazelnuts and a drizzle of hazelnut oil.

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StagioniaAMO! a marzo porta a tavola gli spinaci!

 

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Marzo è iniziato… la primavera inizia a fare capolino e l’aria frizzantina già ci da le prime avvisaglie del risveglio della natura! 

Anche il nostro corpo ha bisogno di risvegliarsi dal letargo invernale e tanti ortaggi di stagione sono qui per darci una mano… inclusi gli spinaci, ricchi di sali minerali, acido folico e vitamine!

Noi 4 stagionatrici abbiamo scelto proprio questo meraviglioso ortaggio per preparare un menù tinto di verde dall’antipasto al dolce! :)

L’antipasto questo mese però ce lo propone la vincitrice della categoria antipasti del Contest di StagioniAMO! conclusosi a dicembre… Fausta di Caffè col cioccolato che ci propone un sfizioso e gustoso Patè di spinaci e feta …dove ci sono anche zenzero e mandorle e tante cosine buone, insomma una cremina buonissima da spalmare, tartinare, rubare con le dita!

Grazie Fausta per il goloso contributo… è stato un piacere averti tra noi! :)

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Vi aspettiamo lunedì prossimo da Federica di Caffè Babilonia per il primo con gli spinaci!

Racconti di tortillas… di mais, di frumento, di quesadillas e sincronizadas – Tales of corn and wheat tortillas… of quesadillas and sincronizadas

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 Tortilla frumento-ita

Ed eccoci arrivati all’ultimo giorno della tappa messicana dell’Abbecedario Culinario Mondiale e in quest’ultimo post racconterò dell’emblema della cucina messicana… le tortillas… e della mia odissea per arrivare a fare della tortillas di mais decenti!

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(tutte le ricette messicane le trovate a casa della nostra ambasciatrice di Lucia di Torta di Rose che QUI le ha raccolte)

Ma andiamo per ordine! :) …come vi dicevo e credo molti sappiano, le tortillas sono davvero un simbolo della cucina messicana, sono parte integrante della storia di questo paese. Ora si trovano anche tortilla di frumento ma è la tortilla di mais la vera antenata di questi pani piatti che accompagnano quasi tutti i pasti messicani.

Le tortillas di mais venivano preparate sin dai tempi degli aztechi che le mangiavano un po’ come oggi, ripiene di carni vari, fagioli, verdure e immancabile peperoncino. Le tortillas di frumento sono arrivate solo secoli più tardi, dopo la scoperta dell’America e l’introduzione del grano nelle colture locali.

Un neofita della tortilla di mais potrebbe pensare che per fare delle tortilla di mais si potrebbe usare la nostra farina di mais, quella per polenta o la fioretto ma purtroppo non è così! In Messico, il mais per preparare le tortilla viene lavorato in una particolare maniera detta Nixtamalizzazione (Nixtamalization), che consiste nel trattare i chicchi di mais con acqua di calce (soluzione acquosa satura di idrossido di calcio). Questo processo, risalente anch’esso all’epoca precolombiana, oltre a rimuovere la pellicina esterna del chicco, lo rende molto più digeribile dall’organismo e arricchisce il mais di molti nutrienti, da numerose vitamine (come la vitamina B3 o niacina), minerali (tra i quali il calcio), aminoacidi (triptofano) e proteine.

Una volta trattato il mais viene frantumato, cotto e ridotto poi in un impasto morbido chiamato masa nixtamalera, che viene pressato e cotto su un comal, una teglia piatta, originariamente di terracotta ed ora di ghisa o altro metallo.

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Ovviamente se uno vuole preparare delle tortilla in casa, senza partire dall’impasto di mais cotto, lo può fare usando la Masa Harina, ovvero una farina ottenuta dal mais trattato e cotto, seccato e ridotto in farina. La masa harina è quella che alla fine quasi tutti usano per fare le tortilla di mais in casa ma non è facilissima da reperire qui da noi.

 

Io per fortuna l’ho trovata nel mio negozio di fiducia, quello dove trovo tutte le spezie, le erbe ed altri ingredienti particolari e stranieri. Io felicissima di averla trovata ho scioccamente pensato che la tortillas di mais fossero ormai nelle mie mani… ma non è stato così facile farle!

L’impasto che si crea con questa farina, priva di glutine, non crea una maglia elastica ed è quasi impossibile stenderla con un mattarello, io c’ho provato ma si sfregola e si rompe. Le palline che si formano infatti, devono venir pressate con la tipica pressa da tortilla (che ora voglio assolutamente!!!) e cotte subito. Una volta cotte le tortilla sono molto meno fragili e si possono piegare senza problemi.

Masa harina4

 

Così dopo aver preparato un impasto non troppo umido ma nemmeno troppo asciutto… come ovviare alla mia mancanza di pressa e riuscire a preparare delle tortillas decenti? …ho iniziato a pressarle tra due fogli di carta forno con una pentola sopra che imprimeva però anche il marchio che aveva sul fondo ;) e che comunque non mi appiattiva abbastanza le tortilla. Insomma… alla fine è intervenuto l’uomo di casa che ha risolto la situazione, prima trovando una pentola dal fondo piatto e poi salendo sopra una sedia per imprimere dall’alto più forza e pressione alla pentola… et voilà… le tortillas erano appiattite e pronte alla cottura.

Come ogni preparazione particolare e nuova bisogna farci un po’ la mano insomma, sia nell’avere un giusto impasto che nella pressatura e cottura. Io ho ancora un po’ di farina per far pratica ma prima voglio ordinare una pressa online… che di salire sopra a sedie e pentole non ne ho più voglia! ;) …credo poi che la pressa possa tornare utile per stendere anche altri impasti simili come le piadine, quindi potrà essermi molto utile! :)

Masa dough

Oltre alle tortillas di mais ho anche preparato le tortillas di frumento che, come dicevo prima, furono introdotte in epoca post-colombiana. In Messico le tortillas di frumento sono molto usate nel Nord del Messico, oltre che negli USA negli stati limitrofi con il Texas e quindi per la famosa cucina tex-mex. Con le tortilla di frumento si preparano i burritos o le quesadillas. Le tortilla di mais invece si usano più negli stati centrali e meridionali del Messico e si usano per accompagnare i piatti, per fare la zuppa di tortillas, le tortilla chips, tacos, tostadas, enchilladas, flautas e quesadillas.

Il mondo delle tortillas è dei suoi vari ripieni è quindi davvero vasto ed ogni preparazione ha il suo modo di piegare le tortillas, di mais o di frumento ed ha i suoi ripieni ed a volte anche piccole differenze fanno cambiare il nome ad un piatto. Io l’ho scoperto con le quesadillas!

La quesadilla è fatta con una tortilla di mais (ma anche di frumento) che può essere farcita con vari ingredienti tra i quali però non deve mancare il formaggio, il queso da cui prende il nome. La tortilla per la quesadilla va scaldata, così da ammorbidirla, va farcita su una metà e piegata a mezzaluna e scaldata sulla piastra. Il formaggio tipico usato è l’oaxaca, un formaggio a pasta filata che io ho sostituito con della provola (tanto per restare su un formaggio a pasta filata). Nel nord del Messico oltre ad usare le tortilla di frumento viene usato anche il Monterey jack, un formaggio vaccino a pasta semidura.

Quesadilla pollo 1-horz

Spesso la quesadilla, una volta pronta viene tagliata a metà, in due spicchi e questo a volte l’ha fatta confondere con un altro piatto, la sincronizada anche perché spesso, quest’ultima, viene chiamata quesadilla al di fuori del Messico. Ma dove sta la differenza?… la differenza sta nella tortilla, sempre di frumento, nel fatto che la sincronizada non viene piegata ma la farcitura sta tra due tortillas che poi vengono tagliate a spicchi e poi in un ingrediente che non deve mai mancare nella sincronizada …il prosciutto, infatti la sincronizada classica è quella più semplice di formaggio e prosciutto.

Io, avendo fatto anche delle tortillas di frumento ed avendo tutto in frigo alla fine ho provato anche questa velocissima e semplice sincronizada.

Devo dire che l’impasto della tortilla di frumento mi ha ricordato molto la nostra piadina ed è bello trovare queste similitudini a migliaia di Km di distanza! …io ho usato lo strutto, molte ricette prevedono lo shortening (il più usato in America e in tanti altri stati limitrofi è quello tutto vegetale di marca Crisco) o volendo anche l’olio.

Un consiglio che vi do, se volete approcciarvi alle varie tortillas e capire al meglio la manualità, è quello di guardare un po’ di video su youtube, ce ne sono tanti, per entrambi i tipi di tortillas e di sicuro aiutano a capire la gestualità e a vedere bene le consistenze degli impasti.

tortilla mais

Tortillas di mais

- Per circa 7-8 tortillas: 

  • 250 gr di masa harina
  • 1 cucchiaio d’olio d’oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • 300/350 ml di acqua

In una ciotola mettete la farina, il sale, versate al centro l’olio e pian piano l’acqua, iniziando ad impastare. Unite l’acqua un po’ per volta finchè non otterrete un impasto morbido, non appiccicaticcio ma nemmeno troppo secco altrimenti diventa sbricioloso. Formate delle palline e schiacciatele o con l’apposita pressa o mettendola tra due fogli di carta forno e pressandole sotto a delle pentole pesanti. Scaldate una teglia piatta, ottimo è il testo per piadine. Adagiatevi sopra la tortilla, con delicatezza e cuocetela qualche minuto per parte finchè iniziano a formarsi le macchioline scure. Le tortilla una volta cotte si possono conservare coperte in frigo per due o tre giorni e poi scaldate prima di farcirle o usarle come accompagnamento per i piatti.

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Tortillas di frumento

- per circa 5 tortillas:

  • 250 gr di farina
  • 50 gr di strutto
  • ½ cucchiaino di sale
  • ¼ cucchiaino di lievito
  • 120/150 ml di acqua

In una ciotola miscelata la farina con sale e lievito. Unite lo strutto e lavoratelo con le dite insieme alla farina, cercate di distribuirlo bene ed avere un composto sbricioloso. Unite pian piano l’acqua ed impastate fino ad ottenere una palla morbida. Lasciate riposare 15 minuti. Formate delle palline e stendetele tonde con un mattarello. Scaldate una piastra, tipo testo per piadine e cuocete le tortillas qualche minuto per lato finchè iniziano a formare delle macchioline scure. Le tortilla una volta cotte si possono conservare coperte in frigo per due o tre giorni e poi scaldate prima di farcirle.

Quesadilla pollo 4

Quesadillas di pollo e avocado

- per 4 quesadillas:

  • 400 gr petto di pollo, tagliato a pezzetti
  • 3 cucchiai olio evo
  • 2 cipollotti
  • 6 jalapenos, affettati e senza semi
  • 1 cucchiaio epazote
  • sale
  • 1 avocado, piccolo e tagliato a fettine
  • 150 gr provola (o altro formaggio a vostra scelta)
  • 4 tortillas di mais

Scaldare l’olio in una padella ed unire cipollotti e pollo. Saltare per 5 minuti, mescolando bene. Unite jalapenos, epazote e sale. Continuate  la cottura per altri 5 minuti finchè il pollo sia bene cotto e brunito.

Scaldate le tortillas di mais su una teglia piatta finchè morbide. Farcirle su una metà con pollo, avocado e formaggio. Piegare la tortilla e scaldarla sulla teglia qualche minuto per lato, finchè ben calde ed il formaggio sia cotto.

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Sincronizadas al prosciutto e formaggio

- Per 2 porzioni:

  • 2 tortillas di frumento
  • 150 gr di formaggio a scelta
  • 150 gr di prosciutto cotto

Scaldare le tortillas finchè calde e morbide. Farcite una tortilla con prosciutto e formaggio, coprite con la seconda tortilla e scaldatele sulla teglia finchè calde ed il formaggio sia fuso. Servite con salse a piacere (guacamole, panna acida, salsa piccante etc).

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Tales of corn and wheat tortillas… of quesadillas and sincronizadas

And here we are at the last day of the Mexican stopover of the Culinary World ABC and in this last post I’ll tell you about a staple of Mexican food … the tortillas … and of my odyssey to make some decent corn tortillas!

But come to order! :) … as I said and I think many people know, the tortillas are real food staple of mexican cuisine and and an important part of the history of this country. Nowadays you can find even wheat flour tortillas but is the corn tortilla the ancestor of all the flat unleavened breads you eat along with most Mexican dishes.

Corn tortillas were prepared since Aztecs time and they were used to eat more or less as we used today, stuffed with meat , beans , vegetables and of course chillies. Wheat tortillas came only centuries later, after the discovery of America and the introduction of the grain in the local crops.

A newcomer to corn tortillas might think that, to make corn tortillas you could use our cornmeal but unfortunately it is not so easy! In Mexico , the corn to prepare the tortilla is processed in a particular way called Nixtamalization, which consists in treating corn kernels with limewater. This process, used since pre-Columbian era, removes the outer skins of the grain, making corn easier to digest and it enriches the corn of many nutrients, numerous vitamins (such as vitamin B3 or niacin), minerals (including calcium), amino acids (tryptophan) and proteins.

Once treated corn is crushed , cooked and then reduced to a soft dough called masa nixtamalera , which is pressed and cooked on a comal, originally a flat terra cotta griddle, now usually made of light sheet-metal instead.

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Obviously, if you want to prepare the tortillas at home, without having cooked nixtamaled corn, you can do it using the Masa Harina, a flour made from nixtamaled corn, dried and ground into flour. The masa harina is the one that eventually almost everyone uses to make homemade corn tortillas… but unfortunately it is not easy to find it over here.

I’ve been lucky to find masa harina in my local store, the one where I find all spices and herbs and other foreign ingredients . I was really happy to have found it and I foolishly thought that corn tortillas were now in my hands… but it has been harder than I thought!

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The mixture that is created with this flour, gluten-free, doesn’t create an elastic dough and it is nearly impossible to roll it out with a rolling pin, I tried but it was all cracked. The “secret” is that the dough balls should must be pressed with the typical tortilla press (which now I definitely want !!!) and cooked immediately. Once cooked tortillas don’t break and can be folded without problems .

So after having prepared a good tortilla dough (not too wet and not too dry)… how to overcome my lack of press and be able to prepare some decent tortillas? … I started pressing them between two sheets of parchment paper with a saucepan on top but it printed also the pan brand it had on the bottom ; ) and anyway I wasn’t able to flatten enough my tortillas. Well … finally my half came to help me and he solved the situation. He found a flat-bottomed saucepan and then climbing on a chair he pressed from above giving more strength and pressure the pan … and here they are … the tortillas were flattened and ready to be cooked.

Like any new and typical recipe it’s important to practice the technique many times in order to have the right dough consistence and to learn how to press it well and cook it properly. For sure I’ll buy a tortilla press online cos I don’t want to climb on chairs and pans anymore! ;) …and I think that the press will be handy also for similar flat breads, like the Italian piadina for example

In addition to corn tortillas I also prepared some wheat flour tortillas which, as I said before, were introduced in the post-Columbian period. In Mexico wheat flour tortillas are commonly used in the Northern Mexico, as well as in USA, especially in Texas and its famous Tex-Mex cuisine. With wheat flour tortillas you can make burritos or quesadillas. Corn tortillas instead are used in the central and southern states of Mexico and they’re served as an accompaniment to many dishes or to make soup of tortillas, tortilla chips, tacos, tostadas, enchilladas, flautas and quesadillas.

The tortilla world is really wide …many way to fold them and fill them and its way has its own name. Some uses corn tortillas, some wheat ones and even small differences can create a totally different dish! …and I discovered this quesadillas !

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The quesadilla is made with corn tortilla (but also wheat ones can be used) and stuffed with various ingredients and the main one should be cheese, the queso from which it takes its name. To make quesadilla the tortilla is warmed to soften it enough to be folded in half, and then filled. The typical cheese used is the Oaxaca cheese, a stretched curd cheese (like mozzarella) that I substituted with provola (another stretched curd cheese). In northern Mexico quesadilla are made with wheat tortillas and they use the Monterey jack , a semi-hard cow’s milk or cheddar.

Often the quesadilla, once ready is cut in half and sometimes it’s confused with another dish called sincronizada which is usually called quesadilla outside Mexico. But where is the difference? …There more than one difference, sincronizadas use always wheat tortillas, they’re not folded but the filling is between two tortillas which are then cut into wedges and then the main ingredient that should never miss is ham. The most classic sincronizada is the simple cheese and ham one.

As I made some wheat tortillas and I had all ingredients in the fridge, I also tried this fast and simple sincronizada.

I must say that the ingredients of wheat tortillas reminded me very much our piadina and it is nice to find these similarities in so distant cuisines! …I used lard, but many recipes use shortening or vegetable oil.

I suggestion, if you want to make your own tortillas, corn or wheat ones, is to watch some vidoes on youtube, there are many, for both types of tortillas and certainly they’ll help you to understand the gestures and to see how the right dough should be like.

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Corn tortillas

- For about 7-8 tortillas:

  • 250 gr masa harina
  • 1 tbsp olive oil
  • 1 tsp salt
  • 300/350 ml water

In a bowl mix flour and salt. Add oil in the middle and start kneading, adding water until you get asmooth dough, not too wet and not to dry and crumbly. Shape some little balls and press them with a tortilla press or in between two wax paper sheets with an heavy saucepan on top. Cook tortillas on a hot griddle few minutes on each sides until brown spots appear on the surface. You can store tortillas, wrapped, in fridge for 2 or 3 days and warm them before using them.

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Wheat flour tortillas

- For about 5 tortillas:

  • 250 gr all-purpose flour
  • 50 gr lard (or shortening or vegetable oil)
  • ½ tsp salt
  • ¼ tsp baking powder
  • 120/150 ml water

In a bowl mix flour with salt and baking powder. Add lard and work it with flour using fingertips until you get a crumbled mixture. Pour water and work the mixture until you get a smooth dough. Let it rest for about 15 minutes. Shape some balls and roll them out in circles. Cook tortillas on a hot griddle few minutes on each sides until brown spots appear on the surface. You can store tortillas, wrapped, in fridge for 2 or 3 days and warm them before using them.

Quesadilla pollo 5

Chicken and avocado quesadillas

- for 4 quesadillas:

  • 400 gr chicken cut in small pieces
  • 3 tbsp olive oil
  • 2 spring onions
  • 6 jalapenos, sliced and seeds removed
  • 1 tbsp epazote
  • salt
  • 1 small avocado, sliced
  • 150 gr provola cheese (or oaxaca cheese or another cheese at your choice)
  • 4 corn tortillas

Heat olive oil in a pan add apring onions and chicken and cook for about 5 minutes, stirring well. Add epazote, jalapenos, salt and continue cooking for about 5 minutes, until chicken is brown and cooked through.

Heat tortillas on a griddle until warm and soft. Fill them on one half with some chicken, avocado slices and cheese. Fold tortilla and cook it on the griddle, few minutes on each side until hot and cheese melts.

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Ham and cheese sincronizadas

- for 2 portions:

  • 2 wheat flour tortillas
  • 150 gr ham
  • 150 gr cheese at your choice (I used provola)

Heat tortillas on a griddle until warm and soft. Place ham and cheese on one tortilla, cover with the second one and heat on the griddle until hot and cheese melts. Serve it cut in wedges together with a salsa of your choice (guacamole, tomato salsa, sour cream).

 

Frijoles negros con epazote y chorizo – Fagioli neri con epazote e chorizo – Mexican black beans with epazote and chorizo

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La carovana dell’Abbecedario Culinario Mondiale fino a domenica resta in Messico, sempre alla guida di Lucia di Torta di Rose che QUI sta raccogliendo un sacco di ricette messicane, una più golosa dell’altra!

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Io in questi giorni farò una full immersion in una microscopica parte di questa calda e ricca cucina che a modo suo racconta di un paese molto vasto, ricco di storia, di influenze, di tradizioni, il tutto accompagnato da tanto colore e tanto gusto! :)

Dopo un piatto di mare passo ad un piatto di terra che ha come protagonista uno degli ingredienti piú tradizionali della cucina messicana, i fagioli.

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Tra i fagioli più usato ci sono i pinto e i fagioli neri che sono quelli che ho usato per questa ricetta, dove tra l’altro i fagioli sono cotti insieme ad un’erba aromatica tipica messicana, l’epazote. Per fortuna la mia smania da food shopping mi ha portato a scovare anche l’epazote. Lo presi tempo fá su un sito inglese che ahimè non esiste piú!

L’epazote ha un’aroma unico, molto intenso, ricorda un po’ l’origano, un po’ il dragoncello con una nota agrumata…va provato, in ogni modo a me è piaciuto molto. In Messico è spesso abbinato ai fagioli, soprattutto per le sue proprietá carminative, infatti rende piú digeribili i legumi aiutando ad prevenire i gas intestinali che producono!

Sará che io amo i legumi di ogni tipo, sará l’epazote, sará il tocco di chorizo ma sti fagioli li amati al primo assaggio… Gustosi, piccantini, cremosi… Una vera bontá!

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  • 200 gr di fagioli neri
  • 1/2 litro di acqua
  • 1/2 litro di brodo di pollo
  • 2 cucchiai epazote
  • 120 gr di chorizo
  • 2 carote
  • 2 cipollotti
  • peperoncino in polvere

Mettete in ammollo i fagioli per 6 ore e se possibile cambiare l’acqua almeno una volta. Metterli in una pentola capiente (l’ideale sarebbe di coccio) con l’acqua, il brodo e 1 cucchiaio di epazote. Portate a bollore, abbassate la fiamma e cuoceteli coperti per circa un’ora e mezza. Scolate i fagioli e teneteli da parte.

In una padella fate saltare il chorizo tagliato a pezzettoni affinché si scotti bene e rilasci il suo grasso. Toglietelo dalla padella e mettetelo da parte. Mettete nella padella calda con il sugo del chorizo i cipollotti e le carote affettati. Saltateli qualche minuto ed unite i fagioli, il chorizo, il restante epazote ed un po’ di peperoncino. Versate due bicchieri d’acqua, coprite e lasciate cuocere per circa 20 minuti o finchè i fagioli e le verdure siamo teneri e l’acqua sia evaporata.

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Mexican black beans with epazote and chorizo

We’re still in Mexico… Till sunday we’ll keep exploring some of the many amazing dishes and flavours of this country.

In one of my crazy food-shopping moments I ordered from an UK site a typical mexican aromatic herb …epazote!

Epazote has an unique scent, quite strong and pungent, it may remind of oregano or tarragon with a citrus touch… Anyway I really liked this herb and I wanted to try a recipe with it.

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I found out that it is often paired to beans (another staple of mexican cuisine) as this plant has carminative properties, which means that it helps to prevent intestinal gas and it makes beans easier to digest.

I really adore any kind of beans and pulses and I loved this dish, creamy, spicy, tasty, hot… a great mix of flavours.

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  • 200 gr of black beans
  • 1/2 liter water
  • 1/2 liter chicken stock
  • 2 tbsp epazote, dried
  • 120 gr chorizio, diced
  • 2 carrots, diced
  • 2 spring onions, sliced
  • chilli powder

Soak beans in cold water for about 6 hours and, if possible, change water once. Place beans in a saucepan together with water, stock and 1 tbsp of epazote. Bring to boil, cover and reduce heat. Cook for about 1 1/2 hour. Drain beans and set aside.

Heat a skillet and brown chorizo sausage. Remove the chorizo, leaving the fat in the pan. Add spring onions and carrots and stir them for few minutes then add beans, epazote, chorizo and chilli powder. Cover with 2 glasses of water and cook, covered, for about 20 minutes or until veg and beans are tender and water is evaporated.

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Camarones a la veracruzana – Gamberi alla veracruzana – Prawns Veracruz style

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Oggi si vola virtualmente in Mexico! ;) …chi mi segue forse ha giá capito che il Messico è l’attuale tappa dell’Abbecedario Culinario Mondiale che é arrivato alla lettera G di Guadalajara… cittá messicana of course! ;)

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Io come sempre arrivo tardi ma spero in questi giorni di riuscire a condividere un po’ di ricette messicane da unire alla raccolta che la nostra ambasciatrice Lucia di Torta di rose sta raccogliendo QUI! :)

Cominciamo da un piatto di mare, semplice e gustoso… dei gamberoni in stile veracruzano. Lo stato di Veracruz è una lunga striscia di terra che si affaccia sul golfo del Messico e la sua cucina risente delle influenze spagnole, caraibiche, afro-cubane ed é ovviamente ricca di piatti di mare.

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Nonostante ció questo piatto ha una salsa che accompagna spesso piatti di pesce o frutti di mare e che secondo me ha un tocco decisamente mediterraneo, d’influenza ispanica forse, visto che ha olive, capperi (che io ho omesso perchè non avevo), pomodori e peperoni (o jalapenos o normali).

Il tocco messicano sta nell’usanza di servirle con tortilla di mais e magari del lime! …è un piatto semplice e veloce da preparare ed è fresco, gustoso e leggero! …da rifare anche per l’estate!

Comunque restate sintonizzati per scoprire la mia odissea per fare le famose tortilla di mais con cui ho accompagnato questo delizioso piatto! ;)

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- per 3 persone:

  • 400 gr di code di gamberoni
  • 4 pomodori
  • 1 cipolla media
  • 3 jalapenos
  • circa 20 olive verdi
  • olio evo
  • sale
  • 1 foglia di alloro
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 lime per servire

Pulire le code di gambero eliminando il guscio e la vena centrale. Affettate la cipolla finemente. Eliminate il picciolo dai jalapenos e tagliateli in due per la lunghezza, eliminate i semi e tagliateli a pezzetti. Pelate i pomodori e tagliate ance questi a pezzettoni.

In una padella scaldare due cucchiai d’olio evo, unire l’aglio, la cipolla affettata e la foglia di alloro. Lasciar stufare qualche minuto ed unire i gamberi.

Far saltare i gamberi per qualche minuto, mescolando bene finché ben colorati ed unire i pomodori, i jalapenos e le olive. Continuare la cottura finchè i pomodori saranno teneri e cremosi. Aggiustate di sale, eliminate alloro e aglio e servite i gamberoni caldo con spicchi di lime.

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Prawns Veracruz Style

The World Culinary ABC has arrived at the letter G of Guadalajara and as you may guess is now exploring mexican cuisine! :)

Our guide for this tour is Lucia of the blog Torta di Rose and here you can find all the mexican recipes we are trying.

In these last days of mexican food journey I’m going to share some recipes I tried in these last few days and I’m starting from this fresh and tasty seafood dish!

The state of Veracruz faces the Gulf of Mexico and its cuisine has spanish, afro-cuban and carribean influences and of course it includes many fish and seafood dishes and the sauce I used it may pair both of them.

It’s a very simple sauce that I found very similar to some mediterranean dishes and I think it may comes from the spanish influences. It has capers (that I omitted cos I didn’t have them), olives, peppers (jalapenos or bell peppers) and tomatoes. The mexican touch is given by the corn tortillas with which it’s served and the lime you may add when you serve the dish.

I really liked these prawns, they’re fresh, tasty, slightly hot and it takes less then 30 minutes to cook the whole dish. For sure I’ll make it again …especially in summer time! ;)

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- for 3 persons:

  • 400 gr prawn tails
  • 4 tomatoes
  • 1 medium onion
  • 3 jalapenos
  • about 20 green olives
  • olive oil
  • salt
  • 1 bay leaf
  • 2 garlic cloves
  • 1 lime to serve

Clean prawn tails, peeling them and removing black vein. Finely chop onion. Remove stalk from jalapenos, cut them in two lenghtwise, remove seeds and slice them. Peel tomatoes and dice them.

In a pan heat 3 tbsp of olive oil and add onion, garlic and bay leaf. Stir for few minutes and add prawns. Sauté until cooked and pink then add tomatoes, jalapenos and olives. Cook until tomatoes are soft and creamy. Remove bay leaf, garlic, adjust with salt and serve them with lime wedges.

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#40… è in tavola il dessert di StagioniAMO! …Crème Brulée al Radicchio tardivo di Treviso – Radicchio Crème Brulée

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Il tempo vola… e vabbè che febbraio è il mese più corto ma mi è davvero sfuggito via! …l’unica cosa che mi fa felice è che si avvicina la primavera insieme a tutte le sue erbette e primizie!

Il bello di ogni stagione è che ognuna di loro ci regala ingredienti meravigliosi con cui cucinare… e che bella che è l’attesa di poterli trovare, la gioia nel vederli sui banchi del mercato… i primi asparagi, gli spinaci novelli, i carciofi di Sant’Erasmo… le erbette di campo da raccogliere!

Forse non tutti condividono questa gioia, rido tra me e me pensando ad amiche per cui cucinare è una tortura… non credo che loro cerchino con occhi curiosi nuove verdure al mercato… ma il bello sta nelle diversità… sia per la natura, stagione dopo stagione, che per le persone! ;)

La passione per la cucina, soprattutto quella legata alle stagioni è quella che ha spinto noi quattro stagionatrici, quasi un anno fa (aridaje come vola il tempo ;) ), a creare la rubrica StagioniAMO! e a elaborare, mese dopo mese, tanti bei menù con ingredienti di stagione! …nella pagina di StagioniAMO! potete scoprirli tutti! :)

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Questo mese abbiamo scelto un ortaggio che accompagna un po’ tutto l’inverno colorandolo con la sua tonalità di rosso intenso… quasi viola! …stiamo parlando del radicchio ovviamente!

In tavola vi abbiamo già portato:

Antipasto: toast con radicchio, ricotta e salsiccia di Federica – Caffè Babilonia

Primo: crespelle di grano saraceno con radicchio, prosciutto e besciamella vegetale di Luna – Pizza, fichi e zighini

Secondo: Polpette di radicchio e fagioli cannellini al forno di Marzia – Coffee & Mattarello

Come già vi raccontavo, vivendo in Veneto, il radicchio è un compagno di cucina molto presenteIl Veneto è la terra dei radicchi… tutti I.G.P. …c’è quello di Treviso, sia tardivo che precoce, c’è quello di Verona, quello di Castelfranco e quello di Chioggia (se cliccate su ogni radicchio vi rimando a dei siti che vi raccontano di più su ogni singolo meraviglioso radicchio).

Ogni radicchio ha le sue peculiarità, le sue ricette tipiche, zona per zona ed io per questo menù ho scelto il mio radicchio preferito, quello di Treviso tardivo …il fiore d’inverno… il più pregiato, quello con la coltura più laboriosa ma dal gusto unico, croccante, dolce ed amaro allo stesso tempo!

Ho vari ricettari legati ai radicchi locali… con ricette della tradizione e ricette gourmet …e credetemi ci sono un’infinità di ricette dolci con i radicchi, dalle marmellate alle crostate, dalle mousse alle frittelle!

Io vi avevo già presentato un dolce con il radicchio di Chioggia, la torta ciosota appunto …ma per questo menù oltre a cambiar radicchio, ho voluto cambiare proprio la tipologia di dolce… una mia idea… un’incognita che però mi ha soddisfatto moltissimo… una semplice e deliziosa crème brulée!

Il gusto è unico… si sente la crema alla vaniglia e si sente il radicchio, il suo profumo, le sue note dolci ed anche quelle amare… lievemente accennate nonostante lo zucchero! …perfetto direi! …lasciatevi tentare! ;)

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- Per 3 crème brulée:

  • 100 gr di radicchio di Treviso tardivo, già pulito e tagliato a tocchetti
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 3 tuorli d’uovo
  • 250 ml di panna
  • 1 cucchiaino di estratto liquido naturale di vaniglia
  • Zucchero di canna per caramellare

In un pentolino mettete il radicchio insieme a poca acqua (un bicchere circa) e metà zucchero. Lasciatelo cuocere finchè tenero e caramellato. L’acqua evaporerà e creerà una specie di marmellata. Fate raffreddare.

Una volta freddo frullatelo con un frullatore ad immersione insieme ai tuorli e al restante zucchero. In un pentolino scaldate la panna. Non portatela a bollore, quando vedete che inizia a fare delle bollicine sui lati toglietela dal fuoco. Unite un cucchiaio di panna al mix di uova e mescolate bene. Pian piano unite la restante panna, sempre mescolando bene. Unire la panna poco a poco non farà rapprendere le uova.

Versate il composto in delle ciotoline. Mettete le ciotole in una teglia da forno con bordi alti e riempite la teglia con acqua bollente. L’acqua dovrà arrivare a metà delle ciotole. Cuocete le crème brulée in forno preriscaldato a 160° per circa 45 minuti. Controllate comunque la cottura in base al vostro forno, dovranno essere dorate, sode all’esterno e ancora vagamente morbide al centro. Una volta pronte, toglierle dalla teglia, lasciarle intiepidire e metterle in frigo coperte con pellicola fino al momento di servirle. Non cuocete troppo le crème brulée o rischiate che si crepino in superficie.

Al momento di servirle cospargete la superficie con dello zucchero di canna e caramellatelo. Per questa operazione potete usare l’apposita torcia o mettere le ciotole sotto il grill del forno.

Servite subito.

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Non solo in cucina: Il radicchio rosso (Cichorium intybus), di qualsiasi varietà si tratti, ha davvero un sacco di proprietà benefiche. E’ un ortaggio ricco di sali minerali (potassio, fosforo, calcio, zinco, sodio, ferro, rame e manganese), vitamine (gruppo B, C, E, e K) e fibre. Consumare radicchio ci aiuta a depurare il fegato, a sbloccare l’intestino e a tonificare il nostro sistema nervoso e immunitario. Inoltre gli antociani (le sostanze responsabili del il colore rosso) gli conferiscono proprietà antiossidanti.

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Radicchio Crème Brulée

Radicchio (also known as Red Leaf chicory or Red Italian chicory) is a very popular vegetable here in Veneto (the region where I live), we grow many varieties like the Treviso tardivo, the Treviso precoce, the Chioggia (the round shaped ones),the Verona and the Castelfranco and all of these radicchio are protected by the PGI (if you click on the radicchio names you can read more on each one).

I have many cookbooks regarding these vegetable and there are many recipes to cook it in a sweet way… cos even if it has a bitter note, it is amazing also in sweet dishes! …you can make jams, fritters, soufflé, cakes… for example, a while ago, I made a cake with the radicchio di Chioggia and carrots and this time I wanted to try something different using the radicchio di Treviso tardivo.

I wanted to try something delicate and simple and even completely new to me… a crème brulée! …I was really pleased with the results, you can taste the vanilla cream mixed with the caramelized radicchio which anyway doesn’t lose its subtle bitter aftertaste. A mixture of flavours I really loved!

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For 3 crème brulée:

  • 100 gr of radicchio di Treviso tardivo, cleaned and chopped
  • 6 tbsp of sugar
  • 3 egg yolks
  • 250 ml of cream
  • 1 tsp natural vanilla extract
  • Brown sugar for the topping

In a saucepan cook the radicchio with some water (about a glass) and 3 tbsp of sugar. Cook until water is evaporated and the radicchio is tender and jam like. Allow to cool. Once cool mix it with a hand blender together with egg yoks, vanilla and remaining sugar.

In a saucepan heat cream until it comes up to a simmer. It doesn’t have to boil so remove from heat when you see bubbles on the sides. Add one spoon of cream into egg mixture and mix. Slowly add the remaining cream, mixing well. Adding the cream this way, in batches won’t curd the egg yolks.

Ladle the brûlée mixture into the serving ramekins and place them into a deep baking tray and pour hot water into the tray, until the water reaches halfway up the sides of the dishes (a bain-marie). Cook the crème brulées in preheated oven at 160° for about 45 minutes, until set firm but still with a slight wobble in the middle. Allow to cool. You can place the brûlées in the fridge at this stage if you’re not serving them immediately.

When ready to serve sprinkle some brown sugar on top of the brûlées. Heat the surface with a mini-blowtorch until it forms a thin layer of caramel. If you don’t have a blowtorch place them under a grill in the oven.

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Torta in tazza alle mele e mandorle – Apple and almond mug cake

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L’altro giorno, guardando le varie ricette in attesa di pubblicazione mi sono resa conto che dopo avervi presentato la mia prima torta in tazza al microonde, non vi ho più presentato i miei altri esperimenti con queste sempre più popolari mug cakes!

Queste torte veloci approdate da oltre oceano ormai spopolano, vedo sempre più libri anche in italiano e devo dire che, una volta presa la mano con questi dolcetti, ci si può davvero sbizzarrire e questa volta ho voluto provare uno dei miei dolci preferiti …la torta di mele! …per me le torte di mele sono delle coccole vere e propriela torta di mele che faceva mamma in prima linea! …quindi perché non farsi una coccola superveloce con questa apple mug cake? …buonissima, soffice e profumata! …per arricchirla, oltre alla cannella che con le mele sta sempre bene, ho usato delle mandorle e dello zucchero di canna muscovado che da una nota caramellata e un po’ di abbronzatura! :)

Ho promosso queste mug cakes anche con amiche e colleghe e mi hanno domandato quasi tutte le stesse cose e visto che magari certe domande possono nascere anche a chi mi legge ora provo a rispondere.

Le domande sono se questa torta si può cuocere anche al forno e se si può fare un impasto più grande per più persone e poi dividerlo per tazza… la mia risposta è quasi uguale ad entrambi i quesiti… tutto si può fare… ma si perde il perché di queste mug cakes che nascono con l’idea di fare tutto in tazza, senza sporcare ciotole e di far tutto veloce, cottura compresa che va fatta appunto nel microonde.

Quindi si possono fare al forno se con tazza adatta, si può fare un impasto più grande e dividerlo nelle varie tazze… ma state perdendo l’idea originale della mug cake! …io quelle che ho fatto fin’ora le ho fatte a colazione… primo pasto della giornata che amo variare, così al posto di scartare una merendina o dei biscotti o di spalmare una fetta biscottata con della marmellata… spendo due minuti per mettere insieme gli ingredienti, due minuti di cottura, due minuti di attesa che si raffreddi un po’ ed in meno di 10 minuti ho la mia bella torta per colazione, monoporzione, veloce e come voglio io! ;)

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Vi lascio un’altra volta il vademecum perché queste mug cakes vengano bene:

• Su alcuni libri ho visto dosi abbastanza precise ma vi consiglio di andare a occhio e di non formalizzarvi troppo. Il bello di queste torte e di mettere tutto dentro senza pesare nulla, andando a fette e cucchiai, senza sporcare troppi attrezzi.

La tazza va riempita per metà della sua capienza altrimenti l’impasto in cottura rischia di strabordare. Un trucco che ho sperimentato e funziona, per evitare strabordamenti, è quello di mettere una piccola fascia di carta forno intorno al bordo della tazza, per dentro, come si fa per i souffle ghiacciati. Così, in caso si riempia un po’ troppo la tazza con rischio tracimazione, si crea un prolungamento;)

• Meglio usare la farina auto-lievitante così da non star lì a misurare terzi o quarti di cucchiaino ed avere tutto già comodamente miscelato.

• Io ho trovato la perfetta cottura con 2 minuti a 750W ma siccome ogni forno è diverso provate partendo da 1 minuto e 45 e controllate la cottura. In caso non sia cotta, prolungate di 10 secondi alla volta. La torta deve risultar ancora leggermente lucida in superficie. Considerate che con il calore accumulato la cottura prosegue ancora fuori dal forno e si asciugherà. Ovviamente usate tazze che sapete essere adatte al microonde.

• Come utensili io uso una forchetta per sbattere ed una mini spatola per incorporare altri ingredienti come in questo caso i lamponi. Se non avete una mini spatola usate un cucchiaio.

• La consistenza delle mug cakes non è di certo come quella di una torta classica ma non ci va distante. Quelle provate fin’ora sono molto morbide, vagamente spugnose ma non in senso negativo.

• Io ho gustato le mie mug cakes con dello zucchero a velo sopra ma volendo si possono arricchire con altri topping più golosi come salse al cioccolato, alla frutta, al caramello.

Se avete un microonde, la voglia repentina di dolce o di una colazione diversa dal solito, se vi manca il tempo ma volete servire un dolce a qualche ospite dell’ultimo minuto… beh provate le mug cakes! …con un po’ di fantasia si possono variare e creare ogni volta dolcetti diversi!

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  • 1 fettina di burro (5 mm circa)
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di cannella
  • 3 gocce di essenza naturale di vaniglia
  • 3 cucchiai rasi di zucchero di canna muscovado
  • 2 cucchiai di farina di mandorle
  • 4 cucchiai di farina autolievitante
  • 1/2 mela golden, piccola tagliata a tocchetti

Mettete nella tazza il burro e fate sciogliere al microonde. Lasciate intiepidire dopodiché unite l’uovo e sbattete con la forchetta. Continuate, sempre sbattendo, incorporando il latte, la vaniglia, lo zucchero di canna, la cannella, la farina di mandorle e la farina autolievitante. Incorporate la mela tagliata a tocchetti. Se vedete che l’impasto supera la metà della tazza mettete una piccola fascia di carta forno all’interno, tutt’intorno al bordo, così da evitare tracimazioni. Cuocete in forno microonde a 750W per 2 minuti. Lasciate intiepidire qualche minuto e servite spolverizzando con zucchero a velo.

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Apple & Almond Mug Cake

I realized that after having posted my first mug cake… the raspberry & matcha one… I didn’t shared my other experiments with this new and trendy way to cook cakes!

So let me show you this delicious and fragrant apple and almond mug cake… my second experiment which I made for my breakfast and that I really loved! …I consider apple cakes and tarts a real comfort food and it was great to have one ready in few minutes for breakfast! ;)

Microwave mug cakes are getting more and more popular on the web and on bookshelves… and I understand why, once you practice the technique (so easy) and your own microwave… it’s very easy to vary these cakes and to have something new every time… and all this spending less than 10 minutes from start to finish! ;)

Before sharing the recipe I share once again a list of tips I think are quite useful to make good mug cakes:

• I’ve seen many mug cakes recipes, some ask you to measure ingredients some others call for spoons and slices and I think this is the best way to approach a mug cake. The nice part in making these cakes is that you just use one mug, no fuss… just fork and spoon and you mix all in the mug. So don’t go mad if the slice of butter is too thin or too thick or the spoon too full… just mix and have fun.

Don’t fill the mug more than half full or it may overflow. Anyway I found out that you can extend mug height, adding a 2 cm strip of parchment paper all around the mug edge (on the inside). Grease cup inside, stick the paper and you are safe in case you fill the mug more than half full.

• You best use self-rising flour, it’s much easier this way than to measure 1/3 or less of baking powder.

• I bake my mug cakes for 2 minutes at 750W but as every microwave is different start with a shorter cooking time, like a minute and 45 seconds and in case it’s not done add extra 15 seconds. The cake should look shiny and soft when you take it out, it will dry and set in a couple of minutes. You can eat your mug cake after few minutes when it cool down a bit. Of course always use microwave safe mugs or cups.

• To mix I use a fork to beat and a mini spatula to fold in extra ingredients (like raspberries in this recipe). In case you can use a spoon.

• Mug cakes will never be like a classic oven baked cake but they are tasty as well. They have a spongy texture but nice and very soft.

• I had my mug cakes with just some icing sugar on but you can add extra taste with syrups or sauces, like chocolate sauce, caramel sauce or fruit coulis.

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  • 1 slice of butter (about 5 mm)
  • 1 egg
  • a pinch of cinnamon
  • 1/2 tsp vanilla extract
  • 3 level tbsp of muscovado sugar
  • 2 tbsp almond flour
  • 4 tbsp self-rising flour
  • ½ apple chopped in small pieces

Place slice of butter in the mug and microwave few seconds to melt it. Allow to cool. Add egg and beat with a fork, then add milk, vanilla, muscovado sugar, cinnamon, almond flour and self-rising flour, mixing well after each addition. With a spatula or a spoon fold in apple chunks. Bake the cake in microwave at 750W for 2 minutes. Let it cool for few minutes then serve dusted with icing sugar.