Brownies ai lamponi – Raspberry brownies

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Dopo una breve pausa salata ritorno con un dolce, una delle cose più popolari e goduriose delle cucina americana …i brownies, quadrotti fatti con cioccolato e/o cacao, con poca farina, morbidi e super golosi!

…ovviamente ancora ricette made in U.S.A. fino a domenica… ultimo giorno della tappa americana dell’Abbecedario Culinario Mondiale che sta ospitando Simona – Briciole! :)

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Di brownies ne ho già provati alcuni e lì trovate qui… ma ci sono così tante ricette e varianti che viene sempre voglia di provarne di nuove, con nuove aggiunte e proporzioni! :)

Brownies ai lamponi

Questa volta ho provato a farli coi lamponi… connubio famoso e collaudato che anche in questo caso ha riscosso successo!

Sono venuti davvero bene, morbidi e “fudgy” (non saprei come tradurlo ed in inglese rende perfettamente la consistenza) e con la crosticina croccante che si screpola! …perfetti!

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– per 9 brownies:

  • 180 gr cioccolato fondente
  • 115 gr di burro
  • 200 gr di zucchero
  • 20 gr cacaco amaro
  • 3 uova
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 100 gr farina
  • 1 pizzico di sale
  • 125 gr lamponi freschi

Sciogliere burro e cioccolato assieme o a bagnomaria o in microonde. Lasciate raffreddare. In una ciotola miscelate assieme zucchero e cacao, versate il mix di cioccolato e burro e mescolate. E’ sufficiente un frustino a mano. Non è un composto che deve montare. Unire le uova, la vaniglia ed infine la farina. Incorporate delicatamente i lamponi con una spatola, tenetene da parte qualcuno da affondare appena nell’impasto così che si vedano in superficie una volta cotti i brownies. Coprite una teglia quadrata (23 x 23 cm) con carta forno e travasate dentro il composto. Affondate parzialmente gli ultimi lamponi. Cuocete in forno preriscaldato 180° per 35 minuti. Togliete i brownies dalla teglia sollevando la carta forno. Lasciateli raffreddare e tagliateli a quadrotti.

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Raspberry brownies

I love brownies… and luckily there are so many recipes to try out, so many variations that I can make ;)

This time I made raspberry brownies and once again this pairing has been fabulous!!!

Brownies were very chocolatey and fudgy and their richness was balanced by the sweet and tart touch of raspberries… pure pleasure!

If you love brownies, do not miss this version… you’ll adore them!!!

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– for 9 brownies:

  • 180 gr dark chocolate
  • 115 gr butter
  • 200 gr sugar
  • 20 gr cocoa powder
  • 3 eggs
  • 1 tsp pure vanilla extract
  • 100 gr flour
  • 1 pinch of salt
  • 125 gr fresh raspberries

Melt chocolate and butter together or over a bain-marie or in the microwave. Let it cool. In a mixing bowl mix cocoa and sugar pour in melted chocolate and butter and mix. You can use a spatula or a hand whisker cos the batter doesn’t need to be whipped. Add eggs and vanilla, mix well then add flour and mix to combine. Gently fold in raspberries, leave some behind to partially sink them into the batter, so you can see them once brownies are ready. Cover a baking pan (23 x 23 cm) with parchment paper and pour in batter. Sink into the batter remaining raspberries and bake in preheated oven at 180° for 35 minutes. Remove from pan lifting parchment paper and let it cool. Once cool cut in squares.

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Maryland Crab Cakes – Polpette di granchio per l’Abbecedario! ;)

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Crab cakes5

Facciamo una pausa dai dolci (per ora!) e passiamo ad una ricetta salata… ma sempre made in U.S.A. perché fino a domenica l’Abbecedario Culinario Mondiale resta in America e io voglio continuare a sperimentare un po’ di ricettine che da tempo erano nella mia Wish List! :)

Ricordo inoltre che la nostra ospite/ambasciatrice per questa tappa è Simona – Briciole e QUI sta raccogliendo le tantissime ricette che le stiamo facendo pervenire.

Come dicevo prendo una pausa dai dolci americani per provare una ricetta salata che ho preparato con un altro ingrediente americano che ho comprato sul sito My American Market, quello dove ho preso anche lo shortening ed il marshmallow fluff per i Whoopie Pies.

Sto parlando di un mix di spezie la cui origine risale al 1939 …l’Old Bay Seasoning!

Il suo creatore era un tedesco sbarcato in America di nome Gustav Brunn, il quale mise le sue radici a Baltimora, nella Chesapeake bay località tra l’altro famosa per i Granchi al vapore. Il signor Brunn appassionato di spezie decise di creare un mix che potesse andare bene per insaporare il granchio ma anche molti altri tipi di pesce, dai gamberi all’aragosta. Dal 1990 il marchio Old Bay è stato comprato dalla McCormick che mantiene tutt’ora la ricetta segreta (un mix di 18 erbe e spezie) e propone questo mix non solo per il pesce ma anche per il pollo, per l’hummus, per la pizza, per le verdure, per i burger… insomma un mix versatile e gustoso con cui sbizzarrirsi.

Crab cakes-old bay

A me di questo blend di spezie piace molto anche il packaging vintage che è rimasto quasi del tutto invariato nella sua scatoletta di latta! :)

Come usare questo mix se non con il granchio ed in una delle sue più classiche ricette, le crab cakes?!

Le o i Crab Cakes sono in sostanza delle polpette grandi, quasi dei burger, fatti con polpa di granchio, pane e spezie miste. Ogni stato americano che si affacci sul mare ha la sua ricetta di crab cakes, il New England, il Maine, la Louisiana… ognuna con le sue varianti ma quella che ho voluto fare io è più o meno quella della Chesapeake bay, quella che si trova anche sulla confezione dell’ Old Bay Seasoning! :)

Essendo la ricetta segreta, sulla confezione le poche spezie indicate sono: celery salt (sale al sedano), red pepper (peperoncino), black pepper (pepe nero) e paprika. Cercando in giro, ricette per farlo in casa, dicono di aggiungere senape in polvere, cannella, cardamomo, zenzero, noce moscata, pimento, chiodi di garofano.

Quando si usa questo mix non conviene salare le pietanze poiché c’è già il sale ed il resto delle spezie danno davvero un gusto unico e gradevolissimo, leggermente piccante ma mai invasivo.

Questi crab cakes erano gustosissimi, morbidi e saporiti… ed ora non vedo l’ora di usare il mio Old Bay per altre ricettine di pesce e non solo! :)

Crab cakes

– Per 5 cakes:

  • 250 gr di polpa di granchio
  • 2 fette fini di pane in cassetta senza crosta
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di senape
  • 2 cucchiai di maionese
  • 1 e ½ cucchiaino di old bay seasoning
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • Pangrattato qb

Sbriciolate il pane e miscelato in una ciotola con la polpa di granchio ed il resto degli ingredienti. Unite un po’ di pangrattato se serve.

Formate delle polpette abbastanza grandi e schiacciate. Tenetele in frigo per circa mezz’ora. Cuocetele o in padella con poco olio, rigirandole finchè dorate su entrambi i lati o in forno sotto al grill, anche in questo caso 6-7 minuti per lato finchè ben dorate.

Io le ho cotte in forno spruzzandole con poco olio.

Note: nella ricetta originale la quantità di polpa di granchio era maggiore, io usandone meno ma usando comunque 1 uovo, ho unito un po’ di pangrattato per legare.

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Maryland Crab Cakes

I keep experimenting with American recipes… but for once I made a savoury recipe and I take a break from the sweetness of past days! :)

One of the american products I bought on this site, together with shortening and marshamallow fluff for the whoopie pies, was the Old Bay Seasoning spice blend. 

Old Bay Seasoning is one of the most famous and oldest american spice mix, it has been created in the Chesapeake Bay in 1939 and since then it’s a staple for crab (the bay is famous for its steamed crab), seafood dishes but not only.

The spices in this blend are a secret and on the tin you can read only “CELERY SALT (SALT, CELERY SEED), SPICES (INCLUDING RED PEPPER AND BLACK PEPPER) AND PAPRIKA.”… anyway browsing on the web I found some recipes which say that it also includes mustard in powder, cinnamon, mace, ginger, pimento, cardamom, cloves.

As first recipe with this blend I wanted to try one of the most popular recipe with crab… crab cakes!

There are crab cakes recipes for nearly all the states which face the sea, New England, Maine, Louisiana… but I tried the recipe from the Bay that I found on the Old Bay tin! :)

I loved the spicy touch that the blend gives to the cakes… slightly hot, flavourful, tasty!!! …I can’t wait to use it again on other recipes! …the cakes were soft and delicious and they will be form now on one of my favourite to dish to make again! :)

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– Per 5 cakes:

  • 250 gr lump crabmeat
  • 2 thin slices of bread, without crust
  • 1 egg
  • 1 tbsp of mustard
  • 2 tbsp of mayonnaise
  • 1 and ½ tsp of old bay seasoning
  • 1 tbsp chopped parsley
  • breadcrumbs

Crumble bread in a large bowl, mix in remaining ingredients and add some breadcrumbs if needed. Shape into patties and store in fridge for about 30 minutes. You can cook the cakes on a pan with some oil, few minutes on each sides or broil them under a grill. I cooked them under the grill, 5-7 minutes on each sides.

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Whoopie Pies!!!

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In questi giorni, se seguite il mio blog, rischiate che vi si alzi il vostro tasso di glicemia… ma l’Abbecedario Culinario Mondiale sta facendo tappa in America e qui i dolci classici non mancano di zuccheri! ;)

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Dopo i marshmallows torno con un altro dolcetto tipico americano che sta diventando sempre più famoso anche in Italia e che tra l’altro è sempre legato al marshmallow… sto parlando dei Whoopie Pies!

Inizio da alcune premesse… spesso quando rifaccio delle ricette americane (ma non solo) che vedo ricche di zuccheri o grassi, cerco in genere di ridurli in pochino, riadatto spesso le ricette per renderle più vicine al mio gusto personale ma quando mi accingo a rifare per la prima volta una ricetta tipica mi piace cercare di riprodurla al meglio, cercando il più possibile i riferimenti storici, rispettando dosi e, dove possibile, gli ingredienti.

In questo caso, per i whoopie pie originali, avevo bisogno di due ingredienti che non sempre sono facili da reperire qui in Italia, lo shortening ed il marshmallow fluff che si usa nel ripieno.

Lo shortening è un termine che indica un grasso solido a temperatura ambiente che si usa in pasticceria o in altre preparazioni alimentari. Può rientrare in questa categoria anche il burro ma in genere, soprattutto nel mercato americano, per shortening si intende qualcosa che è molto più simile alle nostre margarine vegetali.

Uno degli shortening più storici e famosi è quello della marca Crisco, che ho visto in tantissimi film o video su youtube, per preparare dolci, friggere polli o per altre ricette americane!

Altro ingrediente da usare nel ripieno classico dei whoopie pies è il marshmallow fluff ovvero una crema morbida di marshmallow (che, dopo averli fatti, a me ricorda il composto dei marshmallows prima di stenderlo in teglia e farlo riposare) le cui origini risalgono al 1917.

Whoopie - prodotti

Entrambi questi ingredienti, come dicevo, non sono facili da reperire qui in Italia e se non li avessi trovati molto probabilmente avrei optato per del burro al posto dello shortening e avrei cercato di fare un marshmallow fluff da me (tanto ho già fatto i marshmallows ;) ) …ma un giorno mi sono imbattuta in un sito francese (con pagina in italiano) che vende prodotti alimentari americani di vario genere e così ho ordinato un po’ di cosette… inclusi lo shortening della Crisco ed il marshmallow fluff! …il sito si chiama My American Market e vi consiglio di darci una sbirciata! :)

Sia gli ingredienti, che i whoopie pie in sé, non sono tra le cose più light e sane che si possono trovare… ma a volte guardando gli ingredienti di prodotti finiti che compriamo ci sono cose peggiori …e poi non è che bisogna mangiarne a chili… se come me condividerete i whoopie pie con gli amici vi assicuro che se riuscite a mangiarne uno è già tanto… spariscono alla velocità della luce… ed è bello vedere quelli che iniziano dicendo… “ne prendo solo mezzo” e poi si prendono pure l’altro mezzo e magari anche più! ;)

E dopo tutta sta filippica sugli ingredienti tipici spendo due parole sulla storia di questi dolcetti dal simpatico nome …”cosa hai fatto oggi Terry?” …”dei Whoopie pie?” …”Whoopie che?… Whoopie Goldberg?” …”ehm…non proprio!!!” ;)

I whoopie pie sono dei sandwich composti da due biscotti morbidosi, il cui impasto è simile a quello di una torta (pie) e non a quello di un biscotto, farciti con una morbida e bianca crema fatta con il marshmallow fluff.

Vedono le loro origini nelle comunità Amish del Lancaster County in Pennsylvania e sembra, secondo i loro racconti, che il nome deriva dall’esclamazione di gioia che i bambini facevano nel vederli “whoopie!”

Con il tempo sono diventati dei dolci tipici sia del New England che del Maine ma anche popolari in tutta l’America ed oggigiorno anche oltreoceano! :)

Whoopie pies

Ormai si fanno whoopie di ogni tipo… alla zucca, alla banana, red velvet… e si fanno di varie misure, in genere piccolini… ma i veri whoopie pies sono grandicelli, larghi come hamburger e, come ho trovato scritto in un sito di riferimento, spesso si condividono con amici e si accompagnano ad un bel bicchierone di latte.

Io alla fine ho fatto dei whoopie pies un po’ più piccoli rispetto ai classici ma nemmeno troppo piccoli come dei biscotti! :)

Il sito a cui ho fatto riferimento per info e ricetta è What’s cooking America… qui trovate tutte le info storiche, sullo uso dello shortening e del marshmallow fluff, sulla grandezza… e pure due ricette classiche… che sono le stesse che si trovano in molti altri siti.

Sicuramente non mancherò di provare whoopie pies in altre versioni… magari li alleggerirò pure… ma sono felice di aver provato, almeno una volta… la prima volta… i veri whoopie pie… con tutte le loro calorie… non una di meno! ;)

Vi ricordo che l’Abbecedario Culinario Mondiale resta in America fino al 7 luglio e che siamo ospiti da Simona – Briciole che QUI sta raccogliendo tutte le meravigliose ricette americane che stiamo provando! :)

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– Per 13 whoopie pies finiti (9 se li fate più grandi come da ricetta classica):

  • 100 gr di shortening
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 300 gr di farina
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaino di sale
  • 30 gr di cacao amaro
  • 240 ml di latte
  • 1 cucchiaino di estratto liquido naturale di vaniglia

– Per la farcitura:

  • 200 gr di shortening
  • 150 gr di zucchero a velo
  • 200 gr di marshmallow fluff
  • 1 e ½ cucchiaino di estratto di vaniglia

In una ciotola miscelare farina, lievito, bicarbonato, sale e cacao amaro. In un’altra ampia ciotola sbattere assieme shortening, zucchero e uovo. Unire, alternandoli, il mix di farina e il latte in cui avrete sciolto anche la vaniglia. Continuate a sbattere finchè avrete un bel composto cremoso ed omogeneo.

Preparate delle teglie da forno coperte con carta forno (io ho dei tappetini in silicone) e aiutandovi con un cucchiaio o un dosagelato, adagiatevi delle dosi di composto, formando dei cerchi di circa 5 cm, non troppo schiacciati e ben distanti tra loro poiché in cottura si allargheranno.

Cuocete i whoopie in forno preriscaldato a 180° per circa 12-15 minuti. Lasciateli intiepidire per qualche minuto sulla teglia poi con una spatola trasferiteli su una gratella.

Impasto whoopie-vert

Preparate il ripieno sbattendo assieme tutti gli ingredienti fino ad ottenere una crema omogenea e morbida.

Una volta freddi i whoopie farciteli con un cucchiaio abbondante di crema e conservateli avvolti nella pellicola.

Note: io ho fatto metà dose di crema ed ho farcito 10 su 13 whoopies. Li altri tre li ho gustati con marshmallow fusi… stile S’mores ;)

English corner 2

 

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Whoopie Pies

Until the Wolrd Culinary ABC remains in America I keep trying some of the many american recipes I want to try since a long long time!

One of these were whoopie pies, these famous New England and Maine sandwiched cookie-like cakes which have their origins in the Amish traditions.

When I make for the first time a traditional recipe, I try to follow the original recipe in all its steps and ingredients! …sometimes is not easy, cos some ingredients are not available in the Italian market and in this case, it wasn’t easy to find shortening and marshmallow fluff for the filling.

In the website “What’s cooking America” (but also in many other websites) I found many information about Whoopie history and traditional recipe which includes the use of those ingredients!

I was thinking to use butter instead of shortening and make my own marshmallow fluff… but then I found a French website that sells American food and I found Crisco shortening, marshmallow fluff and many other ingredients! ;)

So I made my first whoopie pies… with all the sugars, fat and calories they required ;) …they were amazing… I didn’t eat them all cos I shared them with friends and they all loved them!

For sure I’ll try other versions… cos now you see whoopies with many other ingredients… banana, pumpkin, raspberries… and maybe (as I often do) I’ll cut sugars and fat amounts …but these first ones were as they had to be… and every now and then it’s nice to eat these delicious treats! :)

I didn’t make whoopies as big as original should be, but they weren’t small at all. The recipe I followed called for 9 finished whoopies, I made 13.

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– For 13 finished whoopies:

  • 100 gr (1/2 cup) shortening
  • 200 gr (1 cup) brown sugar
  • 1 egg
  • 300 gr (2 cups) all-purpose flour
  • 30 gr (1/4 cup) unsweetened cocoa powder
  • 1 tsp baking powder
  • 1 tsp baking soda
  • 1 tsp salt
  • 240 ml (1 cup) milk
  • 1 tsp pure vanilla extract

– For the filling:

  • 200 gr (1 cup) shortening
  • 200 gr (1 cup) marshmallow fluff
  • 150 gr (1 and ½ cup) confectioners sugar
  • 1 and ½ tsp pure vanilla extract

In a bowl mix flour with baking powder, baking soda, salt and cocoa. In a mixing bowl cream together shortening, egg and sugar. In a small bowl stir vanilla into milk.

Add dry ingredients to shortening mixture, alternating with milk mixture. Beat until smooth.

Drop batter on a baking tray covered with parchment paper. Use a spoon or ice cream or cookie scoop. With back of the spoon spread batter into circles (I made 5 cm circles), leavening some space between them as they’ll spread while cooking.

Bake in preheated oven at 180° for about 12-15 minutes. Cool for few minutes on the tray then transfer them with a spatula on a rack.

Prepare the filling beating together all ingredients until well combined and fluffy.

Once whoopies are cool fill them with a heaped tbsp of filling and store them wrapped individually in plastic wrap.

Notes: I made half amount of filling and I finished 10 of the 13 whoopies I made. The remaining 3 I filled them with just marshmallow fluff.

Whoopie pies5

Marshmallows & S’more

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La americana dell’Abbecedario Culinario Mondiale prosegue… fino al 7 luglio saremo ospiti di  Simona – Briciole che in America vive da tanti anni e che ci racconta un sacco di interessanti cose nel suo post di presentazione dove sta raccogliendo tutte le ricette made in U.S.A. che stiamo preparando.

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Io in questi ultimi giorni che restano cercherò di preparare un po’ delle svariate ricette americane che da tempo vorrei preparare!

Dopo una leggera e sana insalata come il Succotash passiamo a qualcosa di dolce… i Marshmallows… quei cilindretti morbissimi, quasi sempre bianchi …a volte anche colorati, che anche qui si trovano (ne ho ricordi sin da quando ero piccola) ma che vengono chiamati (o venivano chiamati) in altri modi.

In sostanza, come qualsiasi altra caramella, anche i marshmallows sono in sostanza puro zucchero… solo che la lavorazione particolare li rende gonfi, bianchi e morbidissimi!

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Negli Stati Uniti sono l’emblema del dolcetto da campeggio, in tantissimi film ho visto i protagonisti arrostire marshmallows sul fuoco da campeggio per poi gustarli così, leggermente abbrustoliti o magari messi tra due biscotti, con del cioccolato per formare quello che è poi un altro dolcetto tipico americano, gli S’more…. abbreviazione dell’esclamazione “Some more” …che i bimbi usualmente dicono a bocca ancora piena quando ne vogliono ancora! :)

Coi marshmallows comunque si possono fare tante altre cose, ce chi mette i mini marshmallows nella cioccolata calda, oppure si mettono dentro dolci, si fanno creme o addirittura un “fondant” da usare come si usa la pasta di zucchero!

Ovviamente non rientrano nella categoria dei cibi sani ma come le caramelle, o qualsiasi altro dolce calorico, ogni tanto fanno voglia e gustarne qualcuno senza esagerare non ha mai fatto male a nessuno e piuttosto che comprare quelli già fatti è anche divertente provare a farli in casa!

Farli non è difficile ma bisogna precisi nei passaggi ed avere almeno un termometro per la cottura dello zucchero. In giro ce ne sono di economici ed averne uno a casa non è mai male, anche per fondere e temperare il cioccolato. Una volta imparata la tecnica ci si può poi sbizzarrire ed aggiungere coloranti alimentari ed estratti per renderli colorati ed aromatizzati.

Uno degli ingredienti principali del marshmallow è in America il light corn syrup che, da quel che ho letto dal bravo Dario Bressanini, è più o meno lo sciroppo di glucosio. Nel senso che lo sciroppo di glucosio si può ricavare dall’amido di mais (il corn syrup appunto) ma in Europa, a volte, si usa anche amido di frumento o patate. Io, in mancanza del corn syrup americano, ho usato lo sciroppo di glucosio e i marshmallows son venuti perfetti!

Ho trovato in rete anche ricette che non prevedono il corn syrup ma usano gli albumi e prima o poi proverò anche quelle, così da capirne le differenze! ;)

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Ovviamente dopo aver fatto i marshmallows non ho potuto non provare un S’more… solo che non essendo in campeggio non ho potuto arrostire il marshmallow e così l’ho passato pochi secondi al microonde… cosa comodissima ma deleteria perchè davvero in meno di un minuto tra assemblaggio e cottura uno può creare una droga che da dipendenza! ;)

I classici S’more andrebbero fatti con i graham crackers, biscotti integrali che spesso si usano anche per le basi delle cheesecakes, io non avendoli ho optato per i digestives!

Marshmallows

– per 36 cubetti di marshmallows:

  • 120 ml di acqua (60 + 60)
  • 11 gr di gelatina in polvere
  • 200 gr di zucchero
  • 120 ml di sciroppo di glucosio
  • 1 cucchiaino di estratto naturale liquido di vaniglia
  • zucchero a velo (almeno 250 gr anche se non li userete tutti)

Mettere nella ciotola dello sbattitore (manuale o fisso) 60 ml di acqua e la gelatina e lasciarla in ammollo per almeno 15 minuti. Nel frattempo oliate con dell’olio vegetale una teglia quadrata (23 x 23 cm) e copritela con della carta forno che va fatta aderire bene. Setacciate sul fondo della teglia almeno due cucchiai di zucchero a velo, così da creare uno strato uniforme.

In un pentolino scaldate assieme i restanti 60 ml di acqua, il glucosio e lo zucchero. Fate sobbollire e mescolate delicatamente affinché lo zucchero sia ben disciolto. Con un termometro controllate la temperatura e quando arriva a 115° togliete dal fuoco.

Azionate lo sbattitore a veloce minima e versate a filo lo sciroppo bollente. Pian piano aumentate la velocità fino alla massima e continuate a sbattere per almeno 10 minuti. Unire infine la vaniglia e sbattere per altri 30 secondi. Il composto dovrà essere ben montato, sodo e bianco.

Travasate il composto dentro la teglia e cercate di livellarlo con una spatola bagnata, visto che il composto è appiccicoso. Setacciate sopra altri due cucchiai di zucchero a velo e lasciate assestare per almeno 12 ore a temperatura ambiente senza coprire.

Quando andrete a tagliare i marshmallow usate un coltello unto con olio vegetale, così non si attaccherà. Togliete il tutto dalla teglia sollevando la carta forno, tagliate prima i bordi e poi i quadratini. Ogni qualvolta il coltello si dovesse sporcare consiglio di pulirlo e ripassarla con della carta da cucina unta d’olio e continuare con il taglio. Passate ogni cubetto di marshmallow in una ciotola riempita con zucchero a velo, ricopritelo su ogni lato e adagiatelo su un piatto, eliminando lo zucchero in eccesso. Una volta pronti potete conservarli in un contenitore ermetico per circa 2 settimane.

S'more

– per gli S’mores:

  • marshmallows
  • biscotti digestive (o altri biscotti integrali)
  • barrette di cioccolato

Mettete circa 4 quadratini di cioccolato sopra un biscotto, posatevi sopra un marshmallow e cuocetelo per circa 5 secondi a 500 W nel vostro microonde. Attenzione che ci mette davvero poco a squagliarsi! ;) Coprite con un altro biscotto e se riuscite aspettate qualche secondo che si raffreddi prima di addentare! ;)

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Marshamallows & S’more

The World Culinary ABC is still exploring American recipes and food traditions. Our guest for this trip is Simona – Briciole, an italian who lives in America since many years and in her introducing post she tells us lots of interesting things!

I have so many american recipes I’d love to try so until we are virtually in the USA, I’ll try to cook some of them. After a light and healthy salad like Succotash, I wanted to try something sweet ….very sweet… more or less pure sugar… and I’m talking of Marshmallows!

I’ve always seen marshmallows over here in Italy since I was a kid, but we never called them marshmallows and we always ate them as a candy more than roasted as they usually do in America, as campfire staple.

It was fun to recreate this fluffy candy at home, it’s not difficult at all even if I think that it’s important to have at least a good thermometer to check sugar temperature. Once you practise with tecnique I think it’s cool then to try different versions with different flavours, adding food colourings and extracts! 

Over here in Italy we don’t have corn syrup so I used glucose syrup which is more or less the same thing. I also found some recipes which don’t use corn syrup but they have egg whites in… One day I’ll try also that version and let you know which I prefer.

S'more 4

Once my marshmallows were ready I absolutely wanted to try another campire tradition… the S’more… where roasted marshmallows are put in a graham crackers sandwich together with a piece of chocolate bar. I didn’t have a campfire or even graham crackers, so I used digestive biscuits and I “cooked” my marshmallow for few seconds in the microwave… so easy… so quick… such a drug!!! :)

Marshmallows3

– for 36 marshmallow cubes:

  • 120 ml water (60 + 60)
  • 11 gr powdered gelatin
  • 200 gr sugar
  • 120 ml corn syrup (I used glucose syrup)
  • 1 tsp natural vanilla extract
  • confectioners sugar (at least 250 gr, even if you won’t use them all)

Place 60 ml of water into the bowl of your electric mixer. Sprinkle the gelatin over the water and let stand until gelatin softens, about 15 minutes.

In the meantime grease with vegetable oil a 23 x 23 cm pan and cover with parchment paper. Sift 2 tbsp of confectioner sugar on the bottom of the pan.

In a saucepan place sugar, corn syrup and remaining 60 ml of water. Stir over medium heat until sugar dissolves and the mixture comes to a boil. With a candy thermometer check temperature and when it reaches 115° remove from heat.

With mixer running at low speed, slowly pour the hot syrup into the gelatin mixture. Gradually increase the speed to high and beat for about 10 minutes. Mixture should be stiff, fluffy, very thick and white. Add vanilla extract and beat to combine for other 30 seconds.

Pour mixture into the pan and try to spread it and smooth it with a damp spatula as the mixture is very sticky. Dust 2 tbsp of confectioner sugar on top and let stand, uncovered, at room temperature until set, about 12 hours.

Remove the marshmallow from the pan lifting the parchemnt paper. Using a sharp knife brushed with oil cut the marshmallows, starting from the sides that would stick to the paper and then cutting the cubes. Dip the marshmallows cubes in additional confectioners’ sugar and coat them on each side. Shake off excess sugar and place them on a dish. You can store the marshmallows in an airtight container, at room temperature, for up to two weeks.

S'more

– for the S’more:

  • marshmallows
  • digestive biscuits  or graham crackers
  • chocolate bars

Place on the biscuits a piece of chocolate bars that would fit it. Add a marshmallow on top then cook in microwave for about 5 seconds at 500W. Marshmallow will melt quickly so keep an eye on it. Sandwich with another biscuits… resist few seconds until it cool and then enjoy your S’more! :)

Succotash… per la tappa americana dell’Abbecedario! :)

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Succotash4

Il nostro Abbecedario Culinario Mondiale continua a girare il mondo alla scoperta di nuove ricette e tradizione culinarie. Siamo arrivati alla lettera M di Minneapolis e siamo quindi negli Stati Uniti d’America, ospiti di Simona – Briciole che in America vive da tanti anni e che ci racconta un sacco di interessanti cose nel suo post di presentazione dove sta raccogliendo tutte le ricette made in U.S.A. che stiamo preparando.

La cucina americana è davvero vasta, vasta quando il suo territorio, vasta quanto le infinite influenze che ha ricevuto nei secoli, da chi l’ha colonizzata e da chi già c’era. Molte sono le ricette ormai famose in tutto il mondo, come i muffins o i brownies ma tantissime altre sono le ricette da scoprire e magari ci vorrebbe un Abbecedario solo per questa grande nazione! ;)

Io intanto ho voluto preparare un veloce e gustoso contorno che vede le sue origini proprio tra i nativi americani, il Succotash!

Lima beans

Il termine Succotash deriva dalla lingua dei nativi americani Narragansett (stanziati nel nord est degli Stai Uniti dove ora c’è il Rhode Island, Massachusett e New England) e vuol dire “semi di mais spezzati”. Nasce come piatto principalmente composto da chicchi di mais cotti e fagioli lima, quindi un piatto semplice ma completo di tutti gli aminoacidi essenziali. E’ stato un piatto molto usato durante la Grande Depressione negli anni ’30 poichè erano entrambi alimenti di facile reperibilità e di sostentamento. A tutt’oggi il Succotash è un piatto tipico del Ringraziamento nel New England ed anche in Pennsylvania.

Negli anni questa “Insalata di mais e fagioli” si è arricchita di altri ingredienti, come peperoni, pomodori, cipolla ed a volte anche bacon e si possono quindi trovare molte versioni di Succotash, io ne ho fatta una semplice, ispirandomi a quella trovata sul sito di Martha Stewart. La cottura è breve ed è così gustoso che lo riproporrò sicuramente per tutta l’estate! ;)

Succotash

  • 1 peperone rosso
  • 1 zucchina
  • 1 scalogno
  • una tazza di fagioli Lima cotti
  • 280 gr di mais giá cotto
  • qualche rametto di timo fresco
  • sale e pepe nero
  • olio evo

Tagliare la zucchina ed i peperoni a cubetti (io pelo sempre i peperoni con un apposito attrezzo). In una padella scaldare due cucchiai d’olio ed unire lo scalogno tritato, farlo cuocere due minuti ed unire poi le altre verdure, il mais, zucchine, peperoni e fagioli. Aggiustare di sale, pepe ed unire il timo sgranato da qualche rametto. Lasciar cuocere una decina di minuti, il tempo che le verdure diventino traslucide e leggermente morbide.

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Succotash

The World Culinary ABC is now arrived at the letter M of Minneapolis and we are exploring American recipes and food traditions.

Our guest for this trip is Simona – Briciole, an italian who lives in America since many years and in her introducing post she tells us lots of interesting things!

USA recipes  have been influenced in so many ways, by the colonizers arriving from different european nations and by the native americans who where there before them. There are so many typical American recipes to try… some are known worldwide, like brownies or muffins… others are less famous but not less tasty or interesting!

As first recipes, for this trip, I wanted to try Succotash salad, which I read about years ago but that I never tried!

Succotash is a word that comes from the native american Narrangasett language and means “broken corn kernels”. So it’s a dish that comes from these native americans who used to live in the area of Rhode Island, New Jersey and Massachusett.

Probably most of you, reading this now, already know this dish but over here in Italy I think is quite unknown and it has been interesting to discover more about its origins and that now is also a popular dish during Thanksgiving in New England and Pennsylvania.

I found out that originally was made only with lima beans and corn kernels and that nowadays more ingredients have been added and you can find many Succotash versions, with tomatoes, bell peppers, onions and sometimes also bacon.

I made my Succotash following, more or less, the recipes I found on Martha Stewart website and I really loved it! …It’s easy, fresh, tasty and for sure I’ll make it again during this summer!

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  • 1 red bell pepper
  • 1 courgette/zucchini
  • 1 shallot
  • 1 cup (about) of lima beans, cooked
  • 280 gr corn kernels (I used steamed ones)
  • some fresh thyme sprigs
  • salt and black pepper
  • olive oil

Wash zucchini and pepper and dice them. Heat 2 tbsp of olive oil in a pan, add chopped shallot and let it cook for about 2 minutes. Add remaining vegetables, corn, lima beans, zucchini and pepper, mix well, season with salt, pepper and the leaves of soem thyme sprigs. Cook for about 10 minutes until vegs become translucent and slightly soft.

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Mango Curd

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Continuo a tirar fuori dall’archivio un po’ di ricette fatte tempo fa e che fin’ora hanno aspettato pazienti il loro turno!

Oggi vi propongo una delle mie passioni, un curd di mango! …chi mi segue sa che amo i Curd di frutta, dal più classico, quello di limone passando per quelli di fragole, nespole e molto altro (Qui trovate tutti i vari curd provati fin’ora).

Questa volta vi presento questo meraviglioso fatto con il mango, frutto esotico delizioso che amo molto e che in questa versione cremosa è perfetto per essere spalmato a colazione (come si fa con le marmellate) o anche per farcire dolci!

Facendo questo curd ho inoltre provato un nuovo metodo, ho infatti usato solo tuorli (gli albumi non buttateli che presto condivido anche la ricetta che ho fatto con quelli!) e niente albumi.

La difficoltà che a volte si può riscontrare nel preparare un curd è quella di aver un calore troppo alto (consiglio di cuocerli sempre a bagnomaria) e che l’uovo si rapprenda troppo ed al posto di creare la crema densa, forma grumi. A me è capitato e si vedono chiaramente dei filamenti bianchi di albume.

Così ho provato un curd di soli tuorli ed è venuto delizioso e cremoso ugualmente. Altro “trucco” usato, per amalgamare bene da subito i tuorli con il resto degli ingredienti è stato quello di frullare brevemente il tutto con un frullatore ad immersione ed anche questo ha aiutato!

Se anche voi amate i curd come me, non fatevi mancare questo di mango… godurioso! :)

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  • 1 mango
  • 2 tuorli
  • 100 gr di zucchero
  • 80 gr di burro
  • 1 cucchiaio di succo di limone

Con un frullatore ad immersione frullate assieme il mango con i tuorli, il limone e lo zucchero (io ho tenuto il composto così ma se volte una versione più vellutata passate il tutto al setaccio).
Trasferite il composto in un pentolino che metterete a cuocere a bagnomaria su fuoco medio. Unite il burro e mescolate bene. Continuate a mescolare bene, meglio con un frustino, anche dopo che il burro si sarà sciolto, fino a che la crema si sarà addensata. Ricordatevi che comunque il curd si rassoderà ancor di più una volta freddo. Trasferite il curd in un vasetto sterilizzato, lasciatelo raffreddare e conservate in frigo.

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Mango Curd

I’m a real curd-maniac, I love any curd and each time I can I try to make new versions, with new fruit!

This time I tried a mango curd …I love mangoes and this curd was amazing!

I also changed the way I usually make curds, cos this time I only used yolks without egg whites.

Sometimes, if the heat is too high (I always suggest anyway to coom curds on a bain-marie), there’s the risk that eggs curd too much and you get scrambled eggs instaed of a smooth cream ;) …and when this happens you can clearly see egg whites pieces in the curd. So I tried to make a curd with only yolks and all blended with fruit before placing it on the stove.

I really liked the results and I suggest you to try this curd cos it’s a real drug ;)

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  • 1 mango, ripe
  • 2 egg yolks
  • 100 gr sugar
  • 80 gr butter
  • 1 tbsp lemon juice

Blend together mango, yolks, sugar and lemon juice (pass it through a sieve if you like a smotth texture). Place mixture in a saucepan over a bain-marie and add butter. Let it melt and keep stirring with a whisk over medium heat until curd thickens. Remember that curds usually gets thicker once cool. Pour curd into sterilized jars and allow to cool. Store in fridge.

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Panini multicereali con cioccolato e nocciole – Multigrain chocolate and hazelnuts buns

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Panini multicereali con cioccolato e nocciole

Anche se è da un po’ che non condivido le mie ricettine con la pasta madre, vi informo e vi rassicuro che è viva, vispa ed anzi… si è pure trasformata! …nel senso che ho deciso di trasformarla da pasta madre classica (con il 50% di idratazione) in lievito liquido, anche detto licoli (al 100% di idratazione).

Molte mie amiche panificatrici lo usano e me ne hanno decantato le qualità, tra le quali la possibilità di rinfrescarlo con minor frequenza, quindi una gestione semplificata, estremamente utile per me che con i turni di lavoro spesso non ho proprio il tempo o anche la testa di mettermi a panificare, organizzando anche i tempi di lievitazione e successiva cottura del pane con lievito madre.

In ogni modo, ho ancora ricettine fatte con la pasta madre prima della trasformazione ed è bene che inizi a condividerle con voi! …ed inizio da questi buonissimi panini che hanno tante farine integrali buone, no burro e latte di soia, quindi anche vegan se vogliamo! …amo il latte di soia nel pane perché vi giuro che li rende morbidissimi e questi panini lo sono eccome, nonostante le farine integrali con poco glutine che ho usato! :)

L’idea di farli mi è venuta dopo aver comprato dei paninetti simili di una marca molto famosa… carini a vedersi ma una volta addentati si appiattivano, si incollavano …soffici sì… ma non di quella morbidezza che premi un po’ ed il panino riprende forma… nooooo… premi e basta! …e poi quel forte odore di alcol come conservante!!! … Insomma per me è NO! (alla Mara Maionchi!!!)

Così ho guardato più o meno le farine contenute ed ho provato a replicarli… e son venuti morbidi, morbidi VERI… profumatissimi e buonissimi!!! …ideali per una colazione deliziosa!!!

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  • 200 gr di pasta madre (50% idratazione)
  • 80 gr farina di farro integrale
  • 80 gr farina di orzo integrale
  • 80 gr farina avena integrale
  • 80 gr farina di riso
  • 280 gr di farina manitoba
  • 120 gr zucchero di canna
  • 380 ml latte di soia
  • 100 ml olio di semi di girasole, bio e spremuto a freddo
  • 120 gr di gocce di cioccolato
  • 80 gr di nocciole in granella

Sciogliete la pasta madre nel latte di soia, unite l’olio, lo zucchero ed infine il mix di farine precedentemente setacciate e miscelate. Iniziate ad impastare o con impastatrice o a mano, con vigore fino ad ottenere un composto bello morbido, liscio ed elastico. Mettete l’impasto in una ciotola, coprite con pellicola e fate lievitare fino al raddoppio (i tempo variano a seconda della temperatura esterna, dell’umidità e dalla vivacità di ogni singola pasta madre). Riprendere l’impasto, lavoratelo, facendo due giri di pieghe a tre. Rimettetelo in ciotola e lasciatelo lì almeno un’oretta. Riprendete l’impasto, incorporate le gocce di cioccolato e le nocciole (tenetene un po’ da parte per la superficie) e ricavatene circa 6 paninetti, io li ho dato una forma oblunga/ovale. Posateli su una teglia da forno, copriteli con della pellicola (io la ungo leggermente per non farla attaccare) e fateli lievitare fino a raddoppio. Preriscaldate il forno a 200°, spennellate i panini con latte di soia e cospargete sopra le rimanente nocciole. Cuoceteli per circa 20/25 minuti o finché belli gonfi e colorati.

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Multigrain chocolate and hazelnuts buns 

There’s a famous baked goods brand in Italy that sells mutligrain buns, with chocolate chunks and hazelnuts… very similar to these ones I made (well the name at least).

They really inspired me and one day I bought them for my breakfast and… I didn’t like them at all! They were soft yes… but too soft that when you pressed them they remained flat, they were chewy and with a strong alcohol smell (it’s used as preservative).

So I thought to make my own buns, with a mix of all the different grain flours I had, some soy milk (which I found out makes breads and buns very soft) and some vegetable oil (no butter!) …so they’re even vegan… packed with great grains and delicious!!!!

I used my sourdough as leavening agent and it worked very well… longer rising times but great results!!!

My buns were fragrant, soft, healthy and delicious… so mix up all the good grain flours you have and bake some buns! ;)

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  • 200 gr sourdough (50% hydration)
  • 80 gr whole grain spelt flour
  • 80 gr whole grain barley flour
  • 80 gr whole grain oat flour
  • 80 gr rice flour
  • 280 gr strong white flour
  • 120 gr brown sugar
  • 380 ml soy milk
  • 100 ml sunflower seed oil
  • 120 gr di chocolate chips
  • 80 gr di hazelnuts, chopped

Dissolve sourdough in milk, mix in oil and sugar, then add mixed flours, previously sifted together. Work the dough or with a stand mixer or by hand, until you get a smooth, soft and elastic dough. Place it in a bowk and cover with film. Let it rise until doubled in size (times may vary according to temperature, weather and how “lively” is your own sourdough).

Take the dough, flat it down and fold in three, two times. Place it again in the bowl, cover and let it rest for about 1 hour. Take the dough and fold in chocolate chips and hazelnuts (save some to sprinkle on top pof the buns). Shape about 6 oval rolls. Place them on a baking tray, cover with a greased film (so it won’t stick to the dough) and let them rise until doubled in size. Preheat oven at 200°, brush buns with sot milk and sprinkle remaining hazelnuts on top. Bake for about 25 minutes or until puffed and golden brown.

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