Pane di farro monococco a lievitazione naturale – Sourdough einkorn bread

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E’ davvero da tanto che non pubblicavo una ricetta dei miei esperimenti con la pasta madre!

Questo meraviglioso pane l’ho fatto un po’ di tempo, prima ancora che trasformassi la mia pasta madre in li.co.li. e merita di esser condiviso!

Per questo pane ho usato una parte di farina di forza 360W ed una di farina di farro monococco (da alcuni chiamato Enkir), la più antica varietà di farro, che io compro da un’azienda agricola della mia zona che lo coltiva e lo macina. Per fortuna ci sono sempre più aziende agricole che stanno riscoprendo e ricoltivando, di regione in regione, i grani antichi che stavano per scomparire. Invito tutti a scoprire le aziende vicine o comunque a cercare questi tipi di farine, integrali, macinate a pietra e ricche di tutti i nutrienti.

La farina di monococco è molto più ricca (rispetto aglle altre varietà di farro) di antiossidanti, carotenoidi e vitamine. Non ha un’alta percentuale di glutine, ma miscelata insieme alla farina di forza regala un pane davvero profumato e morbido.

Ripeto, anche presentandovi questo pane, una mia considerzione sulla panificazione con lievito madre e sui tempi di lievitazione che spesso si trovano nelle ricette di libri o siti e che non sempre trovo attendibili. La lievitazione è un fenomeno volubile, anche usando il più stabile e standard lievito di birra e lo è ancor di più con il lievito madre, visto che oltre che al fattore umidità, temperatura, tipi di farine usate, influisce anche la storia della pasta madre che utilizziamo.

Ogni pasta madre è diversa… è un essere vivente unico ed anche la nostra stessa pasta madre, di volta in volta può essere più o meno vivace!

Quindi nelle ricette con pasta madre preferisco non indicare tempi precisi, a volte anche perché non sto a contare le ore… ma semplicemente impasto e aspetto che raddoppi… senza controllare l’orologio. Inoltre al bisogno, se devo allungare i tempi, metto anche l’impasto in frigo. Quindi regolatevi anche voi in base a vostri tempi ed impegni.

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  • 200 gr farina 360w
  • 300 gr farina di farro monococco
  • 170 gr pasta madre rinfrescata
  • 300 ml acqua
  • 2 cucchiaini di sale
  • 1 bustina di malto diastasico in polvere

Sciogliere il lievito in acqua, tenendo poco acqua da parte in cui sciogliere il sale. Versare la farina e cominciare ad impastare, unire la rimanente acqua con il sale e lavorare bene l’impasto per almeno 10 minuti o finchè lo vedrete bello elastico e morbido. L’elasticità potete controllarla spingendo un dito dentro l’impasto, se toccandolo l’impasto torna subito al suo posto l’impasto è pronto, se invece resta il segno del dito, lavoratelo ancora un po’. Io ho messo l’impasto  a lievitare in un cesto per lievitazione infarinato e l’ho coperto con un panno umido.

L’impasto va fatto crescere fino al raddoppio e i tempi variano dall’umidità alla temperatura. In estate i tempi si accorciano molto per esempio.

Una volta raddoppiato, rovesciate l’impasto su di una teglia da forno. Praticate delle incisioni, come più vi aggradano e lasciatelo riposare coperto per almeno un’oretta durante la quale si assesterà e crescerà ancora. Cuocetelo in forno caldo a 230° per i primi 10 minuti poi abbassata a 200° continuate per circa 30 minuti.

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Non solo in cucina: Il farro è un cereale della stesso genere botanico del frumento, il Triticum.
Ne esistono tre tipi il Triticum monococcum, detto anche farro piccolo, farro monococco o farragine il quale è il farro di più antica coltivazione, il Triticum dicoccum ovvero il farro propriamente detto ed il Triticum spelta o farro maggiore o semplicemente spelta.
Le origini del farro sono antichissime, risalgono a più di 5000 anni fa, è stato il cereale più importante dell’antico Egitto e i romani ne facevano largo uso, tanto da esserci anche un rituale matrimoniale un cui la sposa preparava e condivideva con lo sposo un dolce o un pane fatto con il farro.
Le sue lontane origini ed il suo uso ci fan capire come fin d’allora il farro fosse conosciuto ed apprezzato per i suoi benifici. Ricco di fibre (soprattutto se si usa quello decorticato o la farina integrale) ma non solo, il farro contiene anche diversi sali minerali (calcio, magnesio, ferro, potassio, fosforo, selenio e molti altri), vitamine (A, C, E e gruppo B), proteine, acido fitico (dall’azione antiossidante) ed ha proprietà lassative, emollienti (per l’intestino), antianemiche, rinfrescanti, demineralizzanti, antiossidanti e ricostituenti.
Oltre a ciò è da tener conto che è anche il cereale con minor apporto calorico (335 kcal per 100 gr) e quindi un ottimo alimento in caso di diete ipocaloriche.

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Sourdough einkorn bread

It’s been a while since I posted a recipe made with sourdough so today I want to share this amazing bread I made weeks ago using a part of strong white flour and a part of einkorn flour.

Einkorn is an ancient type of grain that here in Italy, but I know also in the US, has being rediscovered and is getting more and more popular. It’s higher in protein, antioxidants, vitamins and minerals.

It’s not rich in gluten so if you want to use it for breads you best mix it with a bread flour with an high percent of gluten as I did. Be sure you’ll have a soft and scented bread!🙂

One thing I realized while experimenting with sourdough is that leavening times I read on many recipes arent’ always reliable… this cos wild yeast is such a fickle thing that there are many causes that may vary these times. Even using the most stable and standard yeast you have to pay attention at  humidity, temperature in the house etc… and with sourdough there are even more variables.

Each sourdough is different … it is unique and also our own sourdough, from time to time may be more or less lively! That is to say in the recipes with sourdough I prefer not indicate precise leavening times, but I suggest to check your own dough and see when it doubles in size. Then you may “play” with temperature according to your times… if you need a quicker rise place it in warm places, if you need more time, use the fridge.

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  • 200 gr strong white flour (bread flour)
  • 300 gr einkorn flour
  • 170 gr sourdough
  • 300 ml water
  • 2 tsp salt
  • 1 level tbsp of diastatic malt powder

Dissolve sourdough in water (save a spoon to dissolve salt in), add mixed flour and malt and start mixing with a spatula. Add remaining water with salt and transfer dough on a slightly floured surface and work it for about 10 minutes or until soft and elastic.

I placed the dough on a rising basket dusted with flour. I covered the  basket with a damp towel and allow to rise until doubled in size. Reverse the dough onto a baking tray  and cut a cross or another design on top. Cover with towel and allow to set and rise once more for at least 1 hour. Bake at 230° for first 10 minutes then turn oven down at 200° and bake for extra 30 minutes.

Barrette di avena, banane e semi- Oats, banana and seeds bars

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Continuo sulla scia della banana, un tormentone praticamente… ma son tutte idee buonissime e gustose che spero vi intrighino tanto da provarle tutte!🙂

Anche questa ricetta fa parte del cospicuo archivio di cose fatte tempo fa e lasciate in panchina in attesa di entrare in gioco… così, visto la mia scarsa produzione culinaria degli ultimi tempi, approfitto per dare spazio a tutte le cose buone preparate che aspettavano di esser condivise!

…e visto che ho cominciato con il tema della banana, io continuo con quest’ultima ricetta (tra quelle in archivio of course…😉 ) che ha come protagonista la banana.

Questa volta vi propongo delle barrette golose, di quelle stile snack energetico, ottime da colazione o come snack spezzafame.

La ricetta originale a cui mi sono ispirata l’avevo salvata tanto tempo fa, copia-incollata su foglio word senza riferimenti se non che, nella lista della ricetta originale in inglese, sponsorizzavano vari prodotti “fairtrade” …quindi del commercio equo-solidale. Sempre la versione originale li chiamava flapjacks, le famose barrette inglesi fatte con avena, burro, zucchero di canna e golden syrup (melassa chiara molto usata in Inghilterra)… ed in effetti qui abbiamo sia l’avena ed anche il burro ma il resto manca quindi io le ho chiamate barrette!

Nome a parte quel che conta è il gusto che è davvero buonissimo e soprattutto son davvero barrette che danno la carica, pensate a tutti i nutrienti dei semi oleosi, come gli omega 3 e 6, ai sali minerali e vitamine che contengono… inoltre c’è l’avena (qui vi raccontavo delle sue infinite proprietà) ed le vitamine, il potassio e altri minerali della banana! …pensate quindi a quanto figo è mangiare una cosa buona sapendo che ci fa anche bene… già ci passa mezzo senso di colpa!😉

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  • 6 cucchiai di miele
  • 100 gr di burro
  • 3 cucchiai di semi di girasole
  • 1 cucchiai di semi di zucca
  • 1 cucchiaio di semi di sesamo
  • 375 gr di fiocchi avena
  • 3 cucchiai di uvetta
  • 3 banane mature

In un pentolino sciogliere il burro con il miele. Con un frullatore tritare grossolanamente i semi e miscelarli all’avena, all’uvetta e alle banane schiacciate. Unite anche il miele sciolto con il burro e mescolare bene. Travasate il composto in una teglia rettangolare (22 x 30 cm) coperta con carta forno e pressarlo bene. Cuocere in forno preriscaldato a 180º per circa 20 minuti o finchè dorato sui bordi. Lasciar intiepidire e tagliare a quadrotti o rettangoli. Ottime sia calde che fredde, si conservano in frigo.

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Oats, banana and seeds bars

I know.. I’m back with another banana recipe and probably you could be or really bored or very enthusiastic by this latest theme… but while looking at all the recipes in my drafts section, I saw all these banana ideas and I thought to share in sequence, to have a kind of banana week!😉

In any case this is the last one… for now… but I’m sure I’ll be back soon with more… cos I love to bake with bananas!😉

I saved the recipe of these bars years ago, on a word file with no trace of their real origin, but I guess I got it from a fairtrade website as the ingredient list has many fairtrade products.

They call them these bars flapjacks, I guess cos there are oats and butter in, anyway, as there is no golden syrup but honey I preferred to called them simply bars.

Anyway… no matter their name, these are truely delicious energy bars, packed with all nutrients of seeds, oats and bananas so a perfect companion for your snacks or breakfasts… it’s like eating something really yummy with nearly no guilt!😉

  • 6 tbsp honey
  • 100 gr butter
  • 3 tbsp sunflower seeds
  • 1 tbsp pumpkin seeds
  • 1 tbsp sesame seeds
  • 375 gr oats
  • 3 tbsp raisins
  • 3 bananas, ripe

Put the butter and honey in a saucepan and heat gently until the butter has melted.
Grind the sunflower and pumpkin seeds in a food processor then combine them with oats, sultanas and bananas.
Pour the melted butter and honey over and stir to combine. Spread mixture out evenly into a rectangular pan (22 x 30 cm) covered with parchment paper and press well. Bake for 20 minutes or until golden in the centre and brown at the edges.
Cool for 10 minutes and then cut into squares. Serve warm or at room temperature. Store in the fridge.

Barrette avena banane e semi

Tropical banana bread

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Tropical banana bread 3

Ve lo avevo detto che amavo i banana bread e ne avevo tanti da voler provare!!! …e questo è un altro banana bread provato tempo fa che aspettava di esser condiviso!😉

Questa volta niente ciocccolato ma un tocco tropical dato dal cocco e dalla frutta esotica disidratata. Mi sono lasciata ispirare ancora una volta dal bravissimo Dan Lepard rinomato “panettiere” che ha scritto bellissimi libri sul pane (dei quali ho “The handmade loaf”) …e non solo e che scrive e pubblica alcune delle sue ricette anche sul quotidiano inglese “The Guardian”… e quest’ultima ricetta viene proprio da questo giornale!

Che dirvi… è buonissimo, profumatissimo, ricchissimo di frutta golosa… meraviglioso compagno da colazione o merenda!🙂

Tropical banana bread 4

  • 3 uova
  • 130 gr di zucchero
  • 180 gr di farina
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 200 gr di burro morbido
  • 2 banane mature
  • 50 gr di golden syrup (se non lo trovate usate del miele o sciroppo d’agave)
  • 70 gr di farina di mandorle
  • 50 gr di cocco rapè
  • buccia grattugiata di un’arancia
  • 130 gr di frutta esotica disidratata tagliata a tocchetti da 1 cm (papaya, mango, ananas, cocco e scorze di pomelo)

In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero finchè belle gonfie e chiare, unire il burro morbido sbattendo bene. Unire la scorza d’arancia, il golden syrup, sempre sbattendo, aggiungere la farina, miscelata al lievito, poco per volta e sbattere finchè ben amalgamata. Con una spatola incorporare le banane precedentemente schiacciate con una forchetta e ridotte in purea ed infine la frutta disidratata. Versare il composto in uno stampo da plum cake rivestito con carta forno. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per un’ora o finchè uno stecchino infilato al centro non esca pulito e asciutto. Sollevate il cake dallo stampo con la carta forno e fatelo raffreddare su una gratella.

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Tropical banana bread 2

Tropical banan bread

I told you I love banana breads and I have lots of recipes to try… well this is one I tried a while ago and I think it’s time to share!😉

For this verion no more chocolate but a tropical twist thanks to coconut and exotic dried fruit.

Once again I got the inspiration by the talented Dan Lepard and the recipes he publishes on “The Guardian”.

I loved this bread and it amazing taste and scent… it’s soft, moist and delicious!🙂

  • 3 eggs
  • 130 gr sugar
  • 180 gr plain flour
  • 2 tsp baking powder
  • 200 gr butter, soften
  • 2 bananas, ripe
  • 50 gr golden syrup (or agave syrup)
  • 70 gr almond flour
  • 50 gr desiccated coconut
  • gated zest of 1 orange
  • 130 gr dehydrated fruit cut into 1 cm pieces (papaya, mango, pineapple, coconut and pomelo zest)

In a dish mash bananas with a fork and set aside. In a bowl whisk the eggs and sugar until thick and creamy then add butter and whisk well. While whisking add the grated zest of the orange, golden syrup, then add flour, mixed with baking powder, one spoon at time until well combined. Add bananas and then dehydrated fruit.

Line the base and sides of a loaf tin with nonstick paper, spoon in the mixture and bake in prehaeated oven at 180° for about 1 hour or until a skewer inserted in the middle comes out clean. Lift the cake and paper out of the tin and cool on a wire rack.

Tropical banana bread

 

Cake alla banana e gocce di cioccolato con frullato di banana e carrube – Banana and chocolate chip loaf with banana carob smoothie

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Continuo con il rispolvero delle vecchie ricette lasciate a decantare per fin troppo tempo nella sezione bozze!

Dopo polpette e polpettoni e ora di deliziarci un po’ con un dolce ed anche una bevanda per accompagnarlo!

Sono due cose un po’ all’apposto, nel senso che il cake alla banana è classico …con burro, uova e zucchero… mentre il frullato è vegan… ma il tutto rispecchia come sono io, curiosa sperimentatrice, amante del cibo e della cucina a 360°, aperta a tutto e che prova di tutto!…e poi infondo che male c’è… le cose fatte con ingredienti prettamente vegan, sono gustabili da tutti, sono buone… proprio come questo frullato che vi giuro che ci sta benissimo con questo dolce!😉

Di cake alla banana, banana bread e simili ce ne sono un’infinità… ed io non credo mi stuferò mai di provarli… ho una lista lunghissima di ricette e piano piano le proverò tutte!

Per ora qui sul blog vi ho proposto questo ciambellone, questo cake marmorizzato, dei minicakes, la versione jamaicana, oltre a tante altre ricette bananose che potete trovare sotto il tag “banana”.

Oggi però tocca a questo cake, dove il cioccolato è in gocce ed anche così si sposa benissimo alle banane. Io questa volta ho provato uno stampo in silicone ma ahimè ha perduto la forma allargandosi di lato. Quindi, a meno che non abbiate anche il supporto di plastica che aiuta a mantenerlo in forma, vi consiglio di usare uno stampo classico imburrato o coperto con carta forno.

In ogni modo, forma allargata a parte, vi giuro che è favoloso, un classico dolce da merenda o colazione, uno di quei dolci coccola che tirano su il morale!

Frullato banane e carruba

Il frullato che accompagna questo favoloso cake, anche se il colore inganna, non è fatto con il cacao ma con un suo surrogato, la farina di polpa di carruba che per me ha bontà tutta sua che è un peccato definirla surrogato!

Io amo proprio il gusto che regala ai dolci ed infatti l’avevo già usata per fare questi minicakes e questi brownies.

Questa volta è finita in un frullato, insieme al latte di mandorla, la banana ed un po’ di sciroppo d’agave per addolcire ancor di più il tutto. Davvero delizioso… insieme al cake avrete una merenda totally banana davvero golosa e nutriente!😉

Ricordo che di farina di carrube ce ne sono duequella di polpa, che sembra appunto cacao e si usa come un suo surrogato, sia quella di semi che è bianca, si trova in barattolini piccoli e viene usata come addensante.

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– per il cake:

  • 250 gr di farina
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 125 gr di burro
  • 250 gr di zucchero
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
  • 150 gr di gocce di cioccolato fondente
  • 3 banane mature

Schiacciate le banane belle mature con una forchetta fino ad avere una purea. Sbattere il burro con lo zucchero finché cremoso, unire le uova una ad una, la vaniglia, le banane ed infine la farina miscelata con il lievito. Incorporate le gocce di cioccolato.

Versate il composto in uno stampo da plumcake (o in silicone o uno classico imburrato o coperto con carta forno) e cuocete in forno preriscaldato a 190° per circa 50/60 minuti. Fate la prova stecchino per controllare la cottura al centro.

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– per il frullato:

  • 1 banana
  • 100/150 ml di latte di mandorle
  • 1 cucchiaio di farina di polpa di carruba
  • 1 o 2 cucchiaini di sciroppo d’agave a piacere

Mettete in un frullatore le banane tagliate a tocchetti insieme con il latte di mandorle, la farina di carrube e lo sciroppo d’agave. Frullate bene e servite!😉

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banana chocolate bread e frullato

Banana and chocolate chip loaf with banana carob smoothie

More or less like for apple cakes and tarts, I think that also for banana breads you can find thousand of different recipes! …and if you love this kind of cakes as I do, you should have a long list of saved recipes to try out!

This is one where bananas are paired with a long time friend… chocolate… to be precise chocolate chips!… and once again they create a fantastic cake which I think is perfect for breakfast or snack!

…even more if you enjoy it with this smoothie, always with banana in but instead of using cocoa I used carob powder and almond milk, which makes it also vegan!

I love carob powder, it’s commonly used as cocoa substitute but I love it for its own taste which is great also in baked goods (see these delicious healthy brownies I made a while ago).

– for the cake:

  • 250 gr all-purpose flour
  • 2 tsp baking powder
  • 125 gr butter
  • 250 gr sugar
  • 2 eggs
  • 1 tsp natural vanilla extract
  • 150 gr dark chocolate chips
  • 3 bananas, ripe

Mash bananas with a fork and set aside. Beat butter and sugar until creamy and fluffy, add eggs, one at time, then add vanilla and mashed bananas. Stir in flour mixed with baking powder and mix well to combine all ingredients. Pour batter into a greased (or covered with parchement paper) loaf pan and bake in preheated oven at 190° for about 50/60 minutes or until a skewer inserted in the middle comes out clean.

– for the smoothie:

  • 1 banana
  • 100/150 ml almond milk
  • 1 tsp carob powder
  • 1 or 2 tsp agave syrup to taste

In a blender mix together banana with milk and carob powder, add also agave syrup to taste.

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Polpette di carne lessa – Leftover boiled meat meatballs

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Altra ricetta fatta tanto tempo fà, altra ricetta dalle foto un po’ infami… ma altra ricetta legati ai ricordi di cui voglio lasciar traccia!… le mamme e le nonne avevano i quaderni di cucina su cui si appuntavano tutto, noi invece abbiamo cartelle sul pc (le mie stracariche di Giga di ricette salvate) e nel mio caso anche il blog, dove oltre a lasciar traccia scritta ho la gioia di condividere ogni ricetta con chi mi legge.🙂

Dal polpettone passiamo alle polpette per la precisione quelle fatte con la carne lessa avanzata dal brodo, un piatto tipico di antiche origine che credo sia popolare in molte case qui nel nord Italia, le più famose e forse proprio le antenate di tutte le polpette di lesso sono quelle milanesi, chiamate “Mondeghili” che nacquero dall‘esigenza di non sprecare le carni avanzate dalle feste, lessi, brasati etc.

E per lo stesso motivo le faceva mia mamma, per la quale il brodo era solo quello fatto o con la carne o le verdure e nulla di questo andava sprecato! …ora con tutti i brodi sotto forma di dado, polvere, tetrapak etc… non so quanta gente ha ancora della carne lessa che avanza… ma se vi capita, non buttatela perchè queste polpette vanno assolutamente provate!
Per me sono sempre state una tira l’altra… amavo quando mamma faceva il brodo perchè sapevo che poi arrivavano le polpette!!! …che delizia!!!

Ovviamente ogni casa ha la sua versione, ogni regione e città… queste son quelle di mamma… a parte la piccola variante di mettere l’aglio orsino (visto che avevo quello fresco in casa) e non lo spicchio schiacciato.

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  • Circa 300 gr di carne lessa
  • 80 gr circa di mortadella
  • 1 uovo
  • pecorino grattugiato (o parmigiano)
  • pangrattato
  • aglio orsino tritato (o 1 spicchio d’aglio schiacciato)
  • prezzemolo tritato
  • sale e pepe
  • olio di semi per friggere

In un robot da cucina tritate la carne lessa insieme alla mortadella. Trasferite il tutto in una ciotola ed unite l’uovo, una manciata o più (le dosi sono a gusto e indicative) di pecorino grattugiato. il prezzemolo, l’aglio orsino ed infine pangrattato quanto basta a rendere l’impasto lavorabile con le mani. Aggiustate di sale e pepe e formate le polpette. Passatele nel pangrattato e friggetele in abbondante olio di semi. Una volta ben colorate, scolatele e mettetele su un piatto con carta per fritti. Sono favolose sia calde che fredde!😉

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Leftover boiled meat meatballs

After a meatloaf I’m back with meatballs! …again a recipe that is connected to my mum memories, one of the classic recipes she made for years and years, one of the recipe I loved!

These are meatballs made with the leftover meat from broth making and they are also a traditional recipe from Milan, where they call them “Mondighili”. They were a way not to waste the leftovers from big meals after festive days, so they are usually made with boiled meat or braised one.

I know that nowadays most of the broths are made with stock cubes or powders but the taste of a classic broth with meat, vegetables and herbs is incomparable …and then you also get the chance to make and try these delicious meatballs… which I’m sure, you won’t stop eating them until you finished them all!😉

  • about 300 gr leftover boiled meat
  • about 80 gr mortadella
  • 1 egg
  • grated pecorino or parmesan cheese
  • breadcrumbs
  • chopped wild garlic (or 1 mashed garlic clove)
  • chopped parsley
  • salt and pepper
  • frying oil

In a food processor mince the boiled with together with mortadella. Transfer the mixture in a bowl and add the egg, grated cheese, parsley, wild garlic (ot the garlic clove) and soem breadcrumbs, enough to a have a mixture you can easily handle and shape. Adjust with salt and pepper then shape into slightly flat meatballs. Toss them into breadcrumbs and deep fry them until brown. Place on a dish with paper towel and then serve. They are great also cold!😉

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Polpettone saporito con farro – Spelt meatloaf

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Continuo sulla scia dei ricordi… passando da un piatto dolce ad un piatto salato… ed il ricordo si lega a mia mamma e alla miriade di volte in cui mi ha chiesto di rifarle questo polpettone!🙂

Prima di aprire il blog, condivido la mia passione culinaria su un sito/community e questa era una ricetta che postai anche lì. L’idea originale veniva da uno speciale della rivista “La Buona Cucina” (non credo esista ancora) tutto dedicato ai cereali, un libricino che ho sfruttato molto ed ancora rispolvero per le idee originali che ci sono!

Tipo questa, mai mi sarei pensata di mettere del farro dentro ad un polpettone… ma all’epoca mi feci ispirare da quella ricetta e a mia mamma piacque così tanto che divento un classico di casa! …tempo avevo del farro in casa da smaltire e mi tornò in mente questo amato polpettone… i commenti di mamma, le sue richieste di rifarlo… e così, dopo tanto tempo è tornato sulla mia tavola, leggermente rivisitato ma sempre gustosissimo!

Le foto non rendono… fatte all’ultimo minuto pensando proprio mentre lo sfornavo che avrei potuto condividerlo! …è davvero gustoso, ricco, un vero piatto unico alla fine, servito con verdure avete un bel pasto completo con proteine e carboidrati!

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  • 300 gr di macinato di vitellone
  • 70 gr di farro perlato
  • 150 gr di mortadella tritata
  • 70 gr di gouda grattugiato (la ricetta originale prevedeva il parmigiano ma io avevo del gouda questa volta… ed ho optato per questo)
  • 1 uovo
  • 4 cucchiaio di pangrattato (io ho usato panko)
  • 1 cucchiaio di aglio orsino secco (o 1 spicchio d’aglio schiacciato)
  • una spolverata di noce moscata
  • sale e pepe

Cuocere il farro in abbondante acqua salata per 30 minuti.
Nel frattempo in una ciotola preparare gli altri ingredienti, unendo la carne trita di vitello e la mortadella tritata, l’aglio orsino, l’uovo, il gouda, il pangrattato, la noce moscata, il sale e pepe.
Mescolare ben il tutto, aiutandosi con una forchetta.
Una volta cotto e ben scolato unire il farro e mescolare bene.
Rivestire uno stampo da plumcake con carta forno, versare dentro l’impasto, schiacciando bene.
Infornare a 180° per 1 ora.
Una volta cotta aspettare una decina di minuti prima di sformare il polpettone.

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Spelt meatloaf

I’m back with another recipes packed with family memories… after a sweet dish connected to my father it’s time for a savoury dish that my mother loved and asked me to cook so many times!🙂

Before opening the blog, I share my passion for cooking on a website/community and this meatloaf was a recipe that I posted there many years ago. The original idea came from an old italian magazine called “La Buona Cucina” (which I belive it doens’t exist anymore) which published an issue all dedicated to whole grains, a little book that I used a lot and I still use sometimes when I look for original ideas with whole grains!

Like this recipe for example, I never thought to put the spelt (farro in italian) into a meatloaf … but at the time I let me inspire by the recipe and my mom loved it so much that it became a classic! … a while ago I had some spelt to use and I remember of this beloved meatloaf …I closed my eyes and it was like listening to mom’s comments of pleasure and her request to cook it again … and so, after a long time the meatloaf was back on my table, slightly revisited but always delicious!

Photos are not so good …I took them last minute, cos only when I was taking the meatloaf out of the oven I thought I could share it! …but believe it’s really tasty, rich, a great full meal, served with vegetables you have everything you need, proteins, carbs and vegs!

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  • 300 gr ground beef
  • 70 gr pearled spelt
  • 150 gr finely chopped mortadella (or ham or sausage)
  • 70 gr grated gouda cheese (or any other cheese you have, such as parmesan or grana padano)
  • 1 egg
  • 4 tbsp breadcrumbs (I used panko)
  • 1 tbsp chopped wild garlic, dried (or 1 garlic clove mashed)
  • a good dash of nutmeg
  • salt and pepper

Cook spelt in salted boiling water for 30 minutes.
In the meantime mix in a bowl the other ingredients, mixing ground beef with mortadella, wild garlic, egg, cheese, breadcrumbs, nutmeg, salt and pepper. Mix with a fork and when spelt is cooked and drained add it to the mixture, mixing well to combine all ingredients.

Cover a loaf tin with parchment paper and press the mixture into it. Bake in preheated oven at 180° for about 1 hour. Once cooked, wait about 10 minutes before transferring the meatloaf on a serving dish.

Torta di patate dolci – Sweet potato cake

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Incredibile ma vero… a breve distanza dall’altro post son già di ritorno!!! …ma vi avevo detto che la voglia di tornare su queste pagine è sempre fortissima!

Il tempo per cucinare è sempre poco ma le ricette già pronte da condividere sono tante… quindi cercherò di postare più costantemente almeno quelle!😉

Oggi un’altra tortina di stagione che ha come protagonista le patate americane o patate dolci.

Mi ricordo che quando iniziai a seguire i blog di cucina, soprattutto quelli stranieri e poi aprii il mio, mi incuriosiva ogni ingrediente strano che incontravo e finendo con il cercarlo freneticamente (mi sa che è cosa comune tra noi foodblogger😉 ) …e tra questi vari ingredienti vi erano le patate dolci arancioni, che qui, anni fa, si faceva davvero fatica a trovare!

Ora gli anni son passati ed anche grazie ai molti programmi tv dedicati al cibo e alla cucina, molti ingredienti, vista la domanda più alta, sono diventati facilmente reperibili… ed ora che so che, quando voglio, posso trovare le patate dolci arancioni senza sforzo… mi sento più attratta da quelle classiche bianche con cui son cresciuta.

Sarà la vecchiaia che avanza?! ;-p …scherzi a parte, mi rendo comunque conto che seppure io sia una persona sempre piena di idee nuove, cose da fare e progetti da realizzare, più passano gli anni, più il nostro bagagli dei ricordi cresce insieme a quello delle nostalgie… ed i “mi ricordo…” crescono! …non ho mai avuto nonni ma in compenso ho avuto genitori fantastici con cui ho “accumulato” tantissimi ricordi meravigliosi! …da un po’ di anni ormai non li ho più entrambi ed ogni momento passato con loro, nel mio cuore e nella mia testa ha un valore immenso!

Forse è per questo che ora cerco le patate americane dolci, quelle nostrane (in Veneto sono famose quelle di Anguillara Veneta) che mio papà adorava! …quando arrivava la stagione non mancavano mai a casa, fatte al forno o lesse, accompagnate magari da un vinello dolce. Alcune le “sequestrava” mia mamma e le metteva dentro dei vasi particolari, dove solo una estremità della patata entrava in contatto con l’acqua e queste dopo pochi giorni iniziavano a fare le radici fino a diventare delle bellissime piante che lei posizionava sopra ai mobili diventando stupende cascate verdi!

Ora quando le prendo un po’ le gusto in maniera “classica”… ed un po’ se riesco, le uso per fare qualche dolce! …oltre alla crostata favolosa che postai qui sul blog anni fa, amo provare sempre qualcosa di nuovo e questa volta la scelta è andata su una ricetta di Sale e Pepe, che mi ha ispirato poiché ricca di patate dolci ed anche perchè davvero semplice da fare… una di quelle ricette che sanno da casa della nonna, un po’ rustiche ma infinitamente buone!🙂

La versione originale prevedeva l’uvetta ma io non ne avevo ed ho approfittato per finire dei cranberries che avevo in dispensa!… è davvero superpatatosa, morbida e gustosa… se amate le patate americane non mancate di provarla!😉

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  • 500 gr di patate americane cotte al forno
  • 150 gr di zucchero
  • 50 gr di farina
  • 30 gr di burro fuso
  • 70 gr di uvetta (io ho usato cranberries)
  • la buccia e succo di 1 limone
  • 1 uovo

Lavare bene le patate dolci, asciugarle e cuocerle in forno a 180° per circa 1 ora. Quando tiepide e maneggiabili passarle allo schiacciapatate. Mescolare il purè di patate con lo zucchero, l’uovo, la buccia ed il succo del limone, i cranberries, la farina ed il burro fuso.

Versare il composto in una teglia a cerniera da 24 cm precedentemente imburrata. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 45 minuti.

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Sweet potato cake

I know that the most common sweet potatoes in the UK or US market are the orange flesh ones but over here in Italy, especially in Veneto (my region) the most popular sweet potatoes are white and even if I love the orange ones, the local ones have a special place in my heart, as they are related to my childhood memories, when my dad, fond of these potatoes, as soon as they were in season, he was used to eat tons of them! …boiled or cooked in the oven, they were usually enjoyed with a glass of good sweet wine!… my mum always managed to save some of the sweet potatoes to put them in a vase with water and grow amazing big and luxuriant plants from them!

So, even if I can find more and more often also the orange sweet potatoes, my heart belongs to the white ones and now they are in season I love to cook them and eat them, rememebering my dad and mum… and if I save some, I also try to cook some baked goods!

Few weeks ago I tried this simple, rustic cake, quite old style but always delicious, packed with sweet potatoes and the sweet tartness of cranberries. The original recipe called for raisins but I didn’t have any, so I opted for cranberries… and the pairing is great!!!😉

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  • 500 gr of sweet potatoes, baked (white ones)
  • 150 gr sugar
  • 50 gr  flour
  • 30 gr butter, melted
  • 70 gr raisins (I used cranberries)
  • zest and juice of 1 lemon
  • 1 egg

Wash sweet potatoes and bake them in oven at 180° for about 1 hour. When you can handle them, peel them and pass them to a potato ricer or masher. In a bowl mix potato purée with sugar, egg, flour, lemon zest and juice, cranberries and melted butter.

Pout the mixture into a greased 24 cm baking tin (I used springform one) and bake in preheated oven at 180° for about 45 minutes.

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