La tavola a colori

Sempre piú spesso si sente parlare della “tavola a colori” …che non a che fare con i colori delle tovaglie o dei bicchieri ;) …ma con i colori della frutta e della verdura che portiamo o dovremmo portare a tavola.

Frutta e verdura sono state divise in 5 categorie di colore e per ogni colore sono stati individuati benefici, nutrienti e proprietá comuni. I nutrizionisti consigliano di portare a tavola, ove possibile, la piú ampia gamma di colori cosí da assumere una piú completa dose di nutrienti.

Nella pagina Facebook della nostra rubrica StagioniAMO!, io e le mie altre compagne di avventura, oltra a condividere i menú stagionali che cuciniamo mese per mese, raccontiamo molte altre cose, sulla stagionalitá delle verdure, idee per altre ricettine e molto altro… e se la cosa vi incuriosisce, venite quindi a trovarci e a seguirci anche lí! ;)

Nello specifico, per quanto riguarda “La Tavola a Colori”, abbiamo creato e condiviso delle schede per ogni colore! Vi invitiamo a scoprirle e magari stamparle o salvarle per conoscere meglio ogni categoria di colore e ricordarci, quando andiamo al mercato a far la spesa, di prendere una o piú verdure per colore! ;)

image

Kofta roz – Polpette di manzo e riso egiziane – Egyptian rice meatballs

Scroll down for english version

Kofta roz4

Eccomi qui con un’altra ricetta per la tappa egiziana dell’Abbecedario Culinario Mondiale che ho tra l’altro il piacere di ospitare. Nel post di presentazione sto raccogliendo le ricette che vorrete condividere e già ce ne sono un po’ …tutte buone e da scoprire! :)

88972-logo

Anche per questa ricetta devo ringraziare la mia amica Morena che mi ha dato le indicazioni per prepararla!

Le kofta roz sono delle polpette di manzo e riso davvero deliziose e sono un’altra ricetta tipica egiziana! Gli ingredienti son pochi e semplici ma il gusto è garantito. Basta seguire dei piccoli accorgimenti per farle venire ad hoc! :)

Guardando nel web ho scoperto anche questo sito/blog che ha molte ricette egiziane e nella kofta roz mette anche dell’aneto. Infondo le ricette tipiche hanno sempre piccole varianti. Io le ho fatte seguendo le istruzioni della mia amica e son venute gustosissime!

Leggendo il libro già citato nel post di presentazione, “La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa” di Claudia Roden, ho scoperto che nella letteratura e nel folclore arabi, i piatti a base di carne sono sempre stati considerati il cibo dei nobili e dei ricchi, contrapposti a quelli a base di legumi e cereali che sono il cibo del popolo. 

Kofta roz

Varie sono le maniere per cuocere la carne, sia stufata, che arrosto o rosolata o come in questa caso, fatta a polpette. Moltissime sono le ricette di polpette di carne trita nella cucina mediorientale, ci sono le famose Kibbeh libanesi (manzo e bulgur), declinate poi in vari modi nelle cucine degli altri paesi arabi e le kofta, come quelle che ho fatto io.

Tutte le preparazioni a base di carne trita prevedono una perfetta omogeneità dell’impasto, la carne viene tritata almeno due o tre volte e l’impasto deve essere morbido e liscio. Usare il mixer per miscelare in pochi secondi tutti gli ingredienti è un’ottima e pratica tecnica.

Io per preparare queste polpette ho avuto anche la fortuna di avere dalla mia amica anche un pacco di riso egiziano, adatto sia per le polpette che per il riso che le accompagna! …grassie vecia! ;)

Riso egiziano2

  • 400 gr di macinato magro di manzo
  • 150 gr di riso (tra i risi italiani scegliate il roma)
  • un bel mazzetto di prezzemolo
  • sale e pepe
  • 2 cipolle
  • un vaso di passata di pomodoro
  • olio evo

In un mixer frullare il riso da solo, dovrà essere in parte ridotto in polvere ed in parte essere ancora in pezzetti più grossi che daranno un tocco croccantino alla polpetta. Mixare poi il riso con la carne, una cipolla, sale, pepe e abbondante prezzemolo che deve colorare di verde l’impasto. Formate delle polpettine. Friggetele in abbondante olio vegetale di semi e fatele asciugare su carta assorbente. Preparate la salsa, soffrigendo per qualche minuto la seconda cipolla tritata in qualche cucchiaio d’olio evo. Unite la passata e quando prende bollore unite le polpette. Fatele cuocere per una ventina di minuti, dando anche il tempo alla salsa di asciugarsi un po’. Servite con del riso pilaf.

Indicazioni per cuocere il riso pilaf all’egiziana. Usate del riso tipo roma. Sciacquatelo bene, molte volte per togliere tutto l’amido. L’acqua dovrà esser trasparente. Versate dell’olio in una padella, dovrà coprire bene il fondo. Unite una manciata di riso e lasciatelo biscottare e diventare bruno. Unite il restante riso ben scolato e mescolare. Coprire con acqua fino ad un dito sopra il livello del riso, salare e quando prende bollore, abbassare fiamma e lasciare lì senza mai girarlo, coperto. Dopo circa 20 minuti controllare, se serve mescolare e ricoprire per finire la cottura.

Kofta roz2

English corner 2

Kofta roz5

Kofta Roz – Egyptian rice meatballs

Here I am with another recipe for Egyptian stop-over of the World CUlinary ABC, which I’m also pleased to host.

In the introducing post I am collecting all the recipes you’ll share, and If you have a look I already got some …all good and inviting! :)

For this recipe I have to thank once again my friend Morena who gave me the right directions to prepare it!

The kofta ros are delicious beef and rice meatballs very typical in Egypt! The ingredients are few and simple, but the taste is guaranteed, you just need to follow some tips and you will make perfect kofta :)

Looking on the web I also discovered this site/blog that has many Egyptian recipes, included kofta roz in which she adds also some dill. But as you may know all typical recipes have many variations according to families and areas.

I made mine following the instructions of my friend and they were very tasty!

Kofta roz3

Reading the book already mentioned in the presentation post, “The new book of Middle Eastern food” ​​by Claudia Roden, I discovered that in arab literature and folklore, meat dishes have always been considered the food of the nobles and of the rich, contratrily to those based on legumes and grains which are the food of the people.

There are various ways to cook meat, whether stewed, roasted or sautéed or as in this case, in meatballs. There are many recipes for ground beef patties in Middle Eastern cuisine, there are the famous Lebanese Kibbeh (beef and bulgur), with many variatons in neighbouring countries, and  the kofta, like the ones I amde. All preparations with ground beef requires a perfect homogeneity of the mixture, the meat is ground and mixed at least two or three times and the mixture should be soft and smooth. Use the mixer to mix it with also other ingredients and in few seconds you get a good texture. It is a practical and easy tecnique.

I also used an egyptian rice that my friend gave, which is great for the meatballs and for the rice that goes with them! :)

Riso egiziano

  • 400 gr lean ground beef
  • 150 gr shortgrain rice
  • a good bunch of parsley
  • salt and pepper
  • 2 onions
  • A jar of tomato sauce
  • olive oil

In a mixer reduce rice in a mixture of fine powder with some bigger pieces in. It will be nice to find some crunchy rice bits when eating meatballs. Mix rice with meat, parsley and 1 choped onion. In few seconds you get a smooth green mixture. Shape meatballs and fry them in deep veg seed oil. Place them on paper towel to absorb oil. Prepare the sauce; stir-fry chopped onion in few tbsp of olive oil, add the sauce and when it comes to a boil add meatballs. Cook for about 20 minutes, until meatballs gets softer and sauce is reduced a bit. Serve with white rice.

To prepare egypian white rice you have to wash very well the rice until water is completely clear. Cover the bottom of a saucepan with oil, add a handful of rice and let it brown. Add remaining rice, mix and cover with water, a finger above the rice. Bring to boil, adjust with salt, cover and let it simmer for about 20 minutes without mixing. After 20 minutes check if water is fully evaporated or mix and cover until water is fully absorbed.

Kofta roz6

Crostatine di farro e mandorle con crema frangipane agli spinaci – Spelt and almond tartlet with spinach frangipane cream

Scroll down for english version

Crostatine di farro e mandorle con crema frangipane agli spinaci2

Oggi la cucina ed il blog si tingono di verde… un brillante verde spinacio of course! ;) … perché oggi concludiamo il menù di StagioniAMO! con un delizioso dolce agli spinaci!

Il nostro menù mensile agli spinaci è così composto:

ed oggi io vi servo queste golose crostatine, che potrebbe esser scambiate per mini quiche salate ma che invece racchiudono una dolcezza infinità!

Ho fatto una frolla bella rustica, usando la farina di farro integrale che avevo usato anche per la pasta fresca, una farina ricca di crusca, profumata e sana… e poi ch’ho aggiunto anche un po’ di mandorle, per richiamare il ripieno che è composto di una crema frangipane agli spinaci.

ravioli-speck-patate-farina-tile

Per chi già non la conoscesse, la crema frangipane è una farcitura molto versatile e golosa fatta con uova, burro e farina di mandorle.

In cottura già emanavano un profumino favoloso… ed una volta assaggiate è stato subito amore! …ormai anche la mia dolce metà prova con più coraggio i miei dolci con le verdure e ad ogni assaggio lo convinco sempre più su quante possano esser buone le verdure in veste dolce! :) …anche lui ha apprezzato molto queste meravigliose crostatine e vi consiglio davvero di provarle! :)

Crostatine di farro e mandorle con crema frangipane agli spinaci6

Infondo non è un dolce completamente nuovo, infatti mi sono ispirata ad un dolce verde che fanno nella zona di Lucca e che mi pare chiamino “Torta coi becchi” e che ha la bietola nel ripieno. Inoltre avevo trovato ricette simili con gli spinaci in alcune riviste… quindi non mi invento nulla… non sono la prima ad usare gli spinaci in veste dolce. L’unica cosa tutta mia è la ricetta poiché non ne ho seguito nessuna in particolare ma ho “creato” a mio gusto sia la frolla che il ripieno! :)

Noi stagionatrici vi aspettiamo dopo Pasqua con il nuovo menù di aprile ed anche sulla pagina Facebook di StagioniAMO! dove oltre a presentarvi i nostri menù vi raccontiamo un sacco di cose sulle verdure di stagione e tante altre utili ed interessanti informazioni … tutte in stile StagioniAMO! :)

Crostatine di farro e mandorle con crema frangipane agli spinaci

Per 7 crostatine

- per la frolla:

  • 100 gr farina 00
  • 100 gr farina di farro integrale
  • 50 gr farina di mandorle
  • un pizzico di sale
  • 120 gr zucchero di canna
  • 90 gr di burro
  • 1 uovo

- per la farcia:

  • 140 gr di spinaci cotti e ben strizzati
  • 120 gr di burro a temperatura ambiente
  • 150 gr di farina di mandorle
  • 1 uovo
  • 1 bicchierino di rum

Miscelare le farine con mandorle e sale ed unirvi il burro freddo tagliato a tocchetti. Lavorare il tutto con la punta delle dita fino a creare un composto sbricioloso. Unite lo zucchero, mescolate bene e poi unite anche l’uovo ed impastate fino ad aver una palla liscia. Copritela con pellicola e mettetela a riposare in frigo.

In un robot da cucina miscelate assieme tutti gli ingredienti per la farcia fino ad ottenere una crema omegenea.

Riprendete l’impasto di frolla. Lo zucchero di canna, avendo melassa tende a rendere più umido l’impasto ma non preoccupatevi, ne guadagna il sapore ed è comunque facilmente lavorabile con poca farina sulla spianatoia. Prendetene un po’ alla volta e stendetelo con poca farina e rivestite gli stampi per crostatine. Farcite con la crema e decorate con della frolla. Io ho usato uno stampino a foglia.

Cuocete le crostatine in forno preriscaldato a 190° per circa mezz’ora o finchè ben brunite.

Crostatine di farro e mandorle con crema frangipane agli spinaci3

Spelt and almond tartlets with spinach frangipane cream

Today a bright green dessert with a veg I really love… spinach!!!

I keep experimenting with vegetable dessert and each time I’m more and more enthusiast about it!

Spinach is a very healthy veg (as I told you here) but thanks to its sweet note it is also very versatile and can be successfully used for sweet recipes!

For sure I’m not the first one trying this, cos I’ve seen some recipes on Italian food magazines and there is a typical tart from Lucca (Tuscany) very similar but with green chards in the filling.

Anyway I didn’t follow any specific recipe but I created my own one, making a rustic pastry with whole spelt flour and almond flour filled with a delicious spinach frangipane cream.

Frangipane cream is a very easy cream to make, you just have to mix butter with almond meal and eggs… then you can add any extra flavor… and this time I added spinaches! :)

We really loved these little tartlets, fragrant, rustic, sweet, crunchy and creamy at the same time!

I really suggest you to experiment and try spinach in this original way, I’m sure you’ll love them! :)

Crostatine di farro e mandorle con crema frangipane agli spinaci5

For 7 Tartlets

- for teh pastry:

  • 100 gr all-purpose flour
  • 100 gr whole spelt flour
  • 50 gr almond flour/meal
  • a pinch of salt
  • 120 gr brown suagr (demerara)
  • 90 gr butter
  • 1 egg

- for the filling:

  • 140 gr spinaches, cooked and well drained
  • 120 gr butter, room temperature
  • 150 gr almond meal/flour
  • 1 egg
  • 1 small glasses of rhum

Mix all flours together with salt, rub in cold butter, diced and work with fingertips until you get a mixture that resemble coarse crumbs. Add sugar, mix well and add egg. Work the mixture until comes together in a ball. Cover with film and place in fridge for at least 1 hour.

In a food processor mix together all ingredients for the filling until you get a well mixed cream.

Take the dough out of the fridge and work on a floured surface. Brown sugar has some molasses in which makes the pastry more humid but do not worry cos with a little flour you can work the dough easily. Take some pieces of dough at time, roll it out and cover tartlets pans. Fill them with the spinach cream. Cut some decorations out from the remaining pastry, I used a leaf cookie cutter. Decorate and then bake in preheated oven at 190° for about 30 minutes or until slightly brown.

Crostatine di farro e mandorle con crema frangipane agli spinaci4

Ahlan wa sallan fi Misr – Benvenuti in Egitto! …iniziamo con un po’ di antipasti… Falafel di fave e Baba ghanoush con del Aish baladi (pita integrale egiziana) – Welcome to Egypt! …Lets start with some Mezze, Fava beans Falafel and Baba Ghanoush with Aish Baladi (egyptian whole wheat pita)

Scroll down for english version

Falafel - Baba ghannouj

Ahlan wa sallan fi Misr

Benvenuti in Egitto

Mi sembra ieri che l’Abbecedario Culinario Mondiale ha preso il via. Io continuavo a pensare che ora che arrivassimo alla I del Il Cairo ci sarebbe voluto tempo… ma i mesi sono volati ed ora tocca proprio a me ospitare, con tanta gioia, una tappa dell’Abbecedario!

88972-logo

Vi voglio tutti pronti con abiti leggeri, magari anche un costume …che oggi si parte verso il caldo… siamo arrivati infatti alla lettera di I de Il Cairo e siamo appena atterrati in Egitto! :)

image

Non credo che l’Egitto sia uno stato che richieda tante presentazioni, la sua storia lo precede, una storia millenaria che racconta di un popolo evoluto, ricco …una civiltà ancora avvolta da misteri ma che ancora ci insegna. Le tracce della grande storia degli Egizi le troviamo ancora nelle piramidi, nella Valle dei Re, a Luxor od in tutti i luoghi storici e turistici famosi in tutto il mondo.

image

Negli ultimi anni il turismo egiziano si è spostato anche sulle coste, grazie al bellissimo Mar Rosso e alle località più famose come Sharm el Sheik o Hurghada, diventando un paese che ha molto da offrire ai turisti, dalla storia millenaria al mare, dalle escursioni tra piramidi e templi alle immersioni, dalla crociera sul Nilo alle gite nel deserto in sella ai dromedari. Tutto ciò godendo anche di una cucina squisita, profumata e variegata! 

Io non voglio dilungarmi troppo su quella che è la storia, la geografia, la morfologia o la politica di questo paese la cui fama lo precede! …altrimenti mi ritornano in mente le tesine scolastiche e non mi diverto più! ;)

Infondo il nostro Abbecedario è un tour gastronomico quindi siamo qui per scoprire di più sulla cucina dell’Egitto, sulle sue usanze e di sicuro, addentrandoci, scopriremo comunque qualcosina di più sulla storia della sua gente e della sua terra! :)

Innanzitutto ci tengo a menzionare quelle che sono state le mie due fonti principali per queste e le future ricette egiziane che condividerò con voi… prima, grande e validissima risorsa è stata Morena, mia amica e collega che ringrazio di cuore. Sposata con un egiziano, Morena mi ha dato idee, ricette, spunti, suggerimenti, trucchi ed anche alcuni ingredienti! 

La seconda fonte è stato il libro “La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa” di Claudia Roden. L’autrice, di origini egiziane, ha scritto questo suo libro nel 1968 e da allora, come lei stessa dice, è diventato parte integrante della sua vita. Sia la Roden che il libro sono considerati delle vere pietre miliari per quanto riguarda la cucina mediorientale. Ha pubblicato moltissimi libri ma questo suo primo libro, dal 1968 è stato ristampato più e più volte ed è sempre una fonte inesauribile di ricette, racconti e storia della cucina araba e nordafricana. La versione italiana è edita da Ponte alle Grazie per la collana Il lettore Goloso, di cui è stato il primo titolo pubblicato.

image

Una cosa che scrive proprio la Roden nel suo libro mi ha aiutato a capire meglio la vastità della cucina mediorientale e di come molte ricette non siano prettamente legate ad una sola nazione ma tocchino piú paesi del Medio Oriente. L’autrice racconta di come il cibo, per lei e i suoi parenti e amici, esuli al di fuori del loro paese, fosse una maniera per stare assieme, ritrovarsi e soprattutto per ricordare e tenere vive le tradizioni, tramandandole anche. Da lì la sua idea di raccogliere queste ricette e storie e la sua grande opera di ricerca.  Nel libro racconta di come più approfondiva la sua ricerca più si rendeva conto che piatti che lei riteneva fossero egiziani in realtà, magari con altri nomi, si trovavano ed a volte originavano, in molti altri paesi mediorientali.

Da questo spunto c’è da perdersi tra i suoi racconti, su come ha cercato sia gli elementi di unione che le differenze tra i tanti paesi trattati nella sua opera (Egitto, Turchia, Iran, Marocco, Libano, Grecia, Siria, Iraq, Arabia Saudita, Yemen, Sudan, Algeria, Tunisia e Israele). Io per non perdermi troppo sono andata in cerca, per questa tappa, di quelle che sono ricette d’origine egiziana e che l’autrice correda di bei racconti.

Pita con falafel

La cucina egiziana ha come protagonisti la carne, il pesce, le verdure il tutto accompagnato da riso o pane. Le carni più usate sono quelle di agnello, manzo e pollo e tra le verdure primeggiano, le fave, le melanzane, la bamia (l’okra), i peperoni, le zucchine. Tra la frutta troviamo la banana, i datteri, l’uva, le prugne ed ovviamente tanta frutta secca. dalle noci, alle mandorle, ai pistacchi, tutta frutta che si trova spesso nei dolci egiziani, i quali vengono poi arricchiti con miele o sciroppo di zucchero.

Una storia che mi ha affascinato, mentre la leggevo, è quella sui metodi e tempi di cottura. Una volta prima che i forni casalinghi entrassero nelle case, era d’uso cucinare le pietanze su dei fornelletti a petrolio chiamati fatayel. Era un metodo di cottura lungo e lento e nonostante gli attuali fornelli siano entrati nelle case la cottura lunga, soprattutto delle carni è tutt’ora in uso. Il che è stato anche una conseguenza dell’usanza sociale per cui le donne restavano in casa, quindi legate alla cucina come punto di raccolta e di lavoro. Un’altra usanza poi era quella di portare a cuocere piatti nei forni dei panettieri locali e mi immagino, anche in base alla descrizione dell’autrice, questi momenti in cui la gente si affollava sulle strade od intorno ai forni, con in mano pentole e vassoi, in attesa di cuocere le loro pietanze.

Fave secche2

Le carni, oltre ad essere cotte in stufati dalla lunga cottura, vengono spesso cucinate alla brace, in spiedini, i famosi kebab e, che siano di pollo, manzo o pesce, sono i più diffusi street food mediorientali.

Ovviamente nella preparazione di qualsiasi piatto non possono mancare le erbe aromatiche e spezie! Le immagini delle bancarelle dei mercati stracolme di sacchetti di polveri colorate ricordano subito i colori ed i profumi delle cucine mediorientali. In Egitto tra le più comuni troviamo il prezzemolo, il coriandolo, sia in foglie fresco che i semi essiccati, l’erba cipollina, il cumino, il fieno greco, la menta, a volte anche l’aneto, il timo e l’origano.

I cereali più diffusi sono il frumento, spezzato che è più in uso nelle campagne ed il riso, più comune in città e accompagnamento di moltissime pietanze. Altro elemento che non deve mai mancare è il pane, utile per attingere alle molte salsine e sughi. Le verdure vengono consumate crude, cotte e condite con olio, farcite e stufate o messe sottaceto. Di gran uso sono i legumi di ogni genere, lenticchie, ceci , fave.

E proprio dalla fave voglio partire per raccontare la prima ricetta che vi presento oggi… i falafel!

Falafel

 Falafel di fave

I falafel sono delle polpettine davvero famose in tutto il medioriente e oltre… ma il loro paese d’origine è proprio l’Egitto dove non vengono fatte coi ceci (come in molti altri paesi) ma con le fave secche, legume principe della cultura egiziana.

I cristiani copti, che si dice siano i diretti discendenti degli antichi egizi, rivendicano la paternità di questo piatto, di origini quindi antichissime. Queste polpette venivano consumate principalmente durante la quaresima cristiana, quando non si poteva mangiare carne ma al giorno d’oggi i falafel sono davvero onnipresenti e sono il piatto principe della cucina egiziana insieme al Ful medames (sempre a base di fave).

Le falafel sono uno dei tantissimi Mezze - antipasti che si possono trovare sulle tavole egiziane e mediorientali. I mezze sono una vera e propria tradizione, destinati ad essere gustati in tranquillità, questi stuzzichini simboleggiano un vero e proprio stile di vita. Ce ne sono un’infinità, da quelli semplici, con ingredienti messi semplicemente in ciotoline, come olive, erbe aromatiche miste o verdure varie e quelli più elaborati, cucinati e ricchi, come polpette varie ed involtini. Vengono accompagnati ovviamente da salse varie e pane! …quindi come non cominciare da un po’ di mezze?!

Falafel - prima della cottura

I Falafel li ho voluti preparare come prima ricetta, insieme al Baba Ghanoush e al pane pita poiché oltre ad essere un antipasto, quindi un inizio :)… sono anche le prime delizie egiziane che ho mangiato anni fa proprio a casa della mia amica! …da allora è stato amore al primo assaggio e con gioia ve li propongo oggi, seguendo le ricette e i consigli della mia amica e di suo marito… per dei piatti immersi al 100% nella tradizione egiziana!

  • 250 gr di fave
  • 30 gr di erba cipollina (un bel mazzetto)
  • sale
  • pepe nero
  • 2 cucchiaini di coriandolo in polvere
  • semi di sesamo

Mettete in ammollo le fave secche per almeno una notte o anche più. Cambiate l’acqua più volte. Scolatele bene e frullatele fino ad ottenere un composto ben tritato. Unite l’erba cipollina e tritate assieme anche questa. Unite infine sale, pepe e coriandolo. Formate delle polpettine schiacciate, posizionatele su un piatto e lasciatelo in frigo per una mezz’oretta. Prima di friggerle cospargetele con dei semi di sesamo, schiacciandoli un po’ per farli aderire. Friggetele in abbondante olio di semi finchè diventano marroncine. Fatele asciugare su carta assorbente e servitele.

Note: come ogni piatto si possono trovare piccole varianti, nel libro della Roden in piú c’erano l’aglio, il cumino ed al posto della cipollina, cipollotti con parte verde. Io ho seguito la ricetta che ho gustato ed assaggiato a casa dei miei amici egiziani, in cui il tocco della cipollina (abbondante) regala sapore ma anche il colore verde intenso tipico delle falafel egiziane.

Baba ghannouj 2

Baba Ghanoush – Crema di melanzane e tahina

Altro piatto molto famoso, che spesso accompagna i falafel, è il Baba Ghanoush una crema di melanzane arrostite e tahina. Le dosi possono variare in base ai gusti personali, assaggiatela mentre la preparate (cercando di non mangiarla tutta ;) ) …ed aggiustatela a vostro gusto! …è a dir poco meravigliosa!

  • 2 melanzane grandi
  • 5/ 6 cucchiai di tahina
  • prezzemolo
  • sale
  • succo di limone
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaino di coriandolo in polvere

Bucherellate le melanzane con una forchetta, mettetele su una teglia da forno ed infornatele a 200° per almeno un’oretta o finchè tenere e con la pelle tutte raggrinzita. Lasciatele intiepidire e spellatele. Raccogliete la polpa in un colino e schiacciatela per far fuoriuscire l’acqua. Frullate la polpa con la tahina, succo di limone, aglio, coriandolo e sale. Assaggiate e aggiustatela a vostro gusto unendo altra, tahina, sale o limone. Sevitela con del prezzemolo tritato sopra.

Pita bread

Aish Baladi – Pane Pita semintegrale egiziano

Il pane pita o pane arabo è ovviamente presente anche in Egitto. E’ un pane sottile, morbido (non croccante) con poca mollica ed una tasca interna che si crea in cottura. Generalmente il pane pita è cotto su pietra in forni a legna ma che con alcuni accorgimenti è possibile riprodurre anche a casa.

Se di sola farina bianca è chiamato Aish Shami, se miscelato con farina integrale (come quello che ho fatto io) è chiamato Aish Baladi.

Questi pani volendo si possono guarnire con semi e spezie varie. Se avanzano, basterà riscaldarli un attimo per farli ritornare fragranti e morbidi.

Io ho dovuto fare vari tentativi per aver un pane ad hoc! …ed alla fine i consigli della mia amica Morena sono stati decisi! …all’inizio avevo steso il pane in dischi e lasciato lievitare ma così facendo ho ottenuto un pane con troppa mollica (quello nella foto ripieno con le falafel). Era morbido, sempre buono, abbastanza gonfiato ma non del tutto. Al che ho chiesto consigli ed ho imparato che l’impasto va fatto lievitare una seconda volta come pallina e steso solo prima di infornarlo, così resta poca mollica. Inoltre per far sì che gonfino bene e si formi la tasca, è bene usare il forno ventilato (la prima volta l’ho usato statico), ripiano basso e meglio se vicino alla ventola. Con questi accorgimenti il pane si è gonfiato subito ed è restato bello morbido.

- per 4 pita:

  • 100 gr di farina 00
  • 50 gr di farina integrale
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • 70 ml circa di acqua

Impastate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Lasciate lievitare fino al raddoppio, in una ciotola, coperto con pellicola. Riprendete l’impasto e formate delle palline. Lasciate raddoppiare, sempre coperte fino al raddoppio. Preriscaldate il forno alla massima temperatura (il mio arriva a circa 250°) ed impostatelo sul ventilato. Stendete ogni pallina in cerchi molto sottili, metteteli su una teglia da forno, senza carta o altro ed infornate nel ripiano più basso. I pani devano gonfiarsi poco dopo e vanno tolti prima che prendano colore. Toglierli dal forno e farli raffreddare su gratella.

Pita bread3

English corner 2

Falafel - Baba ghannouj 2

Ahlan wa sallan fi Misr

Welcome to Egypt

It seems only yesterday that the World Culinary ABC has started…but the months have flown by and now it’s up to me to host, with much joy, one of this tour culinary journey!

88972-logo

I want you all ready with summer clothes, cos today we move to hot weather… in fact we got the letter I of Il Cairo and we just landed in Egypt! :)

image

I don’t think that Egypt is a state that requires a lot of presentations, history precedes it, a thousand-year history that tells of a rich and highly evolved population… a civilization still shrouded in mystery but who still have a lot to teach. The traces of the great history of the Egyptians are still in the pyramids, the Valley of the Kings, in Luxor or in all historical and touristic places famous all over the world.

image

In recent years, the Egyptian tourism includes the coastal areas, thanks to the beautiful Red Sea and the most famous resorts like Sharm el Sheikh or Hurghada, becoming a country that has much to offer to tourists, from ancient history to the sea, from trips between pyramids and temples to diving, from the Nile cruise to the desert excursions by riding the camels. All this also enjoying an exquisite, fragrant and varied cuisine!

I don’t want to dwell too much on what is the history, geography, morphology or the politics of this country whose reputation precedes him! …otherwise it reminds too much of school times and It’s not funny anymore! ;)

Our World Culinary ABC, is a culinary tour so we are here to find out more about the cuisine of Egypt, its customs and for sure, the more we’ll learn about it the more we’ll discover about the history of his people and his land! :)

First of all I want to mention the two main sources for these and future Egyptian recipes that I will share with you. First, large and very valuable resource was Morena, my friend and colleague whom I warmly thank. Married to an Egyptian, Morena gave me ideas, recipes, ideas, tips, tricks and also some ingredients!

The second source was the book “The new book of Middle Eastern food” ​​by Claudia Roden. The author, of Egyptian origin, wrote this book in 1968 and since then, as she says, has become an integral part of his life. Both Roden that the book are considered true milestones concerning Middle Eastern cuisine. She has published many books since then but this first book, since 1968 has been reprinted over and over again and it is always an inexhaustible source of recipes, stories and history of the Arab and North African cuisine.

image

One thing that Claudia Roden writes in her book really helped me to better understand the vastness of Middle Eastern cuisine and how many recipes are not strictly tied to a single nation but they touch more countries in the Middle East. The author tells how the food, for her, her family and friends, exiles outside their countries, it was a way to get together, meet and above all to remember and keep the traditions alive and to hand them down as well. From there her idea to collect all these recipes and stories and her great work of research. The book tells how the more she researched the more she realized that many dishes that she believed were actually Egyptians, sometimes they originated in many other Middle Eastern countries and they were known with other names.

You can really get lost among her tales on how she searched for both the elements of unity and the differences between the cuisine of all the countries she covered in her work (Egypt, Turkey, Iran, Morocco, Lebanon, Greece, Syria, Iraq, Saudi Arabia, Yemen, Sudan, Algeria, Tunisia and Israel). As I didn’t want to get lost… I did look straight away for recipes with Egyptian origin which Claudia Roden match as well with interesting stories.

Pita con falafel3

Egyptian cuisine has as protagonists meat, fish, vegetables, all accompanied by rice or bread. The most used meats lamb, beef and chicken. As vegetables, the most common are beans, eggplant, bamia (okra), peppers, zucchini. Among fruit you can find bananas, dates, grapes, plums and of course dried fruit like walnuts, almonds, pistachios, all fruit which are often used in Egyptian pastries, enriched as well with honey or sugar syrup.

A story that fascinated me, while I was reading the book, is the one about methods and cooking times. Once before current ovens where in use, there was the habit to cook food over small oil stoves called fatayel. It was a long, slow cooking method and despite the current stoves and ovens are entered houses the long cooking method, especially to cook meat, is still in use. This has also been a consequence of the social custom social where women usually stayed at home, so tied to the kitchen as a place where to work and meet. Another habit was to bring food to cook in the ovens of local bakers and I imagine, also based on the description of the author, all these people crowding the streets or around the ovens, holding pots and trays, waiting to cook their food.

Fave secche

Meat, apart from being slow cooked, is often cooked on a grill, skewered… the famous kebabs, which are, whether made with chicken, beef or fish, the most famous street food in the Middle East.

Something that should never miss when cooking any kind of dishes are aromatic herbs and spices! The images of market stalls packed with bags of colored powders immediately recall the smells of the kitchens of the Middle East . In Egypt, the most common are the parsley , coriander , both in fresh leaves , the dried seeds , chives , cumin, fenugreek , mint , sometimes even dill , thyme and oregano .

The most common grains are wheat (cracked like bulgur), which is more used in the countryside and rice, more common in cities and as complement of many dishes. Another element that should never miss is the bread, great to enjoy all the many sauces and dips served as Mezze. Vegetables are eaten raw, cooked and seasoned with olive oil, stuffed and stewed or even pickled. Along with vegetables you can find many pulses like, lentils, chickpeas, beans and fava beans.

And fava beans are the main ingredient of the first recipe that I present today … the falafel!

Falafel - Baba ghannouj 3

Fava bean Falafel

Falafel are very famous all over Middle East and beyond …but their country of origin is Egypt where they aren’t made with chickpeas (as in many other countries) but with dried fava beans, the most used pulses in Egypt.

Copts, native Christians of Egypt, who are said to be direct descendants of the ancient Egyptians, claim paternity of this dish, so they are a dish of very ancient origins. These meatballs/patties were consumed mainly during Lent, when they couldn’t eat meat but nowadays you can find falafel everywhere and are the main dish of Egypt along with Ful medames (always made with fava beans).

Falafel are one of the many Mezze - appetizers that you can find on Egyptian and Middle Eastern tables. Mezze are a real tradition, to be enjoyed with calm, these snacks represent a real lifestyle. There are countless, from simple one where ingredients are placed in bowls, like olives , mixed herbs and various vegetables and more elaborated ones, cooked and rich, like meatballs and various rolls. All these mezze are served together with different sauces, dips and breads… so it was impossible not to start from some mezze!

I decided to make falafel as first recipe for this Egyptian journey, together with Baba Ghanoush and pita bread cos they are a starter, but mainly cos they were the first Egyptian delights I ate years ago at my friend’s house! …Since then it was love at first taste and to make them I followed the recipes and tips my friend and her husband gave me… for dishes fully immersed in Egyptian tradition!

• 250 gr dried fava beans
• 30 gr chives (a good bunch)
• salt
• black pepper
• 2 tsp coriander powder
• sesame seeds

Soak dried fava beans overnight or even more if you can. Change water several times. Drain well and place in a food processor, mixing until you get a fine mixture. Add chive and blend them together with beans. Adjust with salt, black pepper and coriander powder. Shape into flat balls/patties, place them on a plate and leave them in the fridge for half an hour. Before frying sprinkle with the sesame seeds. Fry in vegetable oil until they become brown. Let them dry on paper towels and serve.

Notes: as each dish you can find small variations, in the book of Roden in most were the garlic, cumin and instead of chives, spring onions with green part. I followed the recipe that I tried and loved at my egyptians friends house, where the touch of chive (lot of) adds flavor but also gives the intense green color typical of Egyptian falafel.

Baba ghannouj

Baba Ghanoush – Eggplant and tahini dip

Another very famous dish, which often goes with falafel is Baba Ghanoush, a cream made with roasted eggplant and tahini. Quantities may vary according to personal tastes. Taste it while making it (trying not to eat it all;)) … and adjust it as you prefer! … Is really delicious and addictive!

• 2 large eggplants
• 5/6 tbsp of tahini
• Parsley
• salt
• lemon juice
• 1 clove of garlic
• 1 tsp coriander powder

Prick the eggplant with a fork, place them on a baking sheet and bake at 200 degrees for at least an hour or until tender and skin all wrinkled. Let them cool and peel them. Collect the pulp into a colander and press it to drain the water. Puree (in a blender) the pulp together with the tahini, lemon juice, garlic, coriander and salt. Taste and adjust according to your taste by adding more tahini, salt, coriander or lemon. Serve it with chopped parsley on top.

Pita bread2

Aish Baladi – Egyptian whole wheat Pita Bread

Pita bread or Arab bread is one of most common bread also in Egypt. It’s a thin bread, soft (not crispy) with little crumb and an inside pocket that is created while cooking it. Generally the pita bread is baked on a stone in wood ovens but with some tricks you can make it at home as well.

If it’s made only with white flour is called Aish Shami, when mixed with whole wheat flour (like the one I made) is called Aish Baladi.

If you want you can garnish these breads with seeds and various spices. If you have any leftover, just heat them for few minutes in the oven and they’ll turn soft and fragrant again.

I had to make several attempts to obtain some decent pita breads! … at the end, my friends advices have been determining! …At first I roll out the bread and let rise flat but in doing so I got a bread too thick and with too much crumb (the one in the pics with falafel in). It was good, soft but not completely puffed. So I asked for advice and I learned that the dough should be left to rise a second time shaped into balls and rolled out in discs only before baking it, only this way you get a thin bread with little crumb. Then to make it puff and get the pocket inside it is better to use fan oven (first time I used static), at max temperature, place the baking tray on lower shelf and preferably close to the fan. With these tricks my breads puffed in few minutes, I got a nice pocket and they stay soft.

- for 4 pita breads:

• 100 gr all-purpose flour
• 50 gr whole wheat flour
• 1 tsp salt
• 1 tbsp extra virgin olive oil
• approximately 70 ml of water

Knead the ingredients until the dough is smooth and elastic. Let rise until doubled in size, in a bowl, cover with plastic wrap. Take the dough and roll into balls. Let double in size again, always covered. Preheat the oven at max temperature (mine arrives at about 250°) and set it on fan. Roll out each ball into very thin circles, put them on the baking sheet, with no paper on. Bake for few minutes. You should see the bread puff and after a minute or two remove from the oven. Bread should be white, no brown and remain soft not crisp. Cool on wire rack.

Pita bread4

Ecco la lista delle ricette egiziane arrivate:

Spinaci da bere e da spalmare …sulla faccia! – Spinach to drink and to spread …on your face!

Scroll down for english version

Frullato spinaci e banana4

Non vi siete dimenticati vero che gli spinaci sono l’ingrediente del mese di StagioniAMO!? …Il menù è quasi completo… c’è l’antipasto di Fausta – Caffè col cioccolato (vincitrice della categoria antipasti del Contest) un sfizioso e gustoso Patè di spinaci e feta, il primo di Federica – Caffè Babilonia, un saporito e colorato piatto di spaghetti vongole e spinaci ed il secondo di Luna – Pizza, fichi e zighini un caldo gratin di uova e spinaci.

LOGO UFFICIALE

Io arrivo settimana prossima con il dolce (restate sintonizzati) ma come resistere alla freschezza di queste brillanti foglie verdi e provare a declinarle in altre maniere?!

E visto che gli spinaci fanno taaaanto bene ed hanno un sacco di proprietà benefiche ho voluto sfruttarle a pieno, sia per via interna che per via esterna… con un delizioso frullato da bere ed una fresca maschera da spalmare sul viso! :)

Idee per maschere per il viso ve ne ho presentate tante nell’angolo “Non solo in cucina” dove oltre ad indicare le proprietà di molti alimenti ho lasciato anche qualche idea per della bellezza fai-da-te e fai-in-casa ;)…ma non ve ne avevo mai fatta vedere una …così oggi provvedo …raccontandovi un po’ di più dei benefici di questo meraviglioso ortaggio verde.

Maschera spinaci2

Lo spinacio (Spinacia oleracea), ortaggio appartenente alla famiglia delle Chenopodiacee, è da sempre famoso per essere una superverdura grazie al suo contenuto in ferro ma gli spinaci hanno molto di più da offrire. Come molti altri ortaggi di colore verde gli spinaci contengono acido folico, luteina, clorofilla ma anche nitrati (che aiutano a rinforzare la muscolatura), flavonoidi, vitamine (A e K) e sali minerali (magnesio, ferro, calcio, manganese, selenio, zinco). Hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, immunostimolanti, aiutano a prevenire il cancro, a migliorare la vista, a tenere vispo il sistema nervoso e le funzioni cerebrali ed abbassano la pressione del sangue, inoltre grazie al loro contenuto di fibre aiutano l’apparato digerente a funzionare bene.

Per sfruttare al meglio i suoi benefici la cosa migliore sarebbe consumarli crudi, viste che con la cottura molti di questi nutrienti si perdono. Inoltre per assimilare il loro contenuto di ferro l’ideale sarebbe quello di consumarli con del succo di limone poiché la vitamina C aiuta l’assorbimento del ferro.

Insomma consumare spinaci fa bene dentro ma fa bene anche fuori, vitamine, sali minerali ed antiossidanti fanno molto bene alla nostra pelle, sia mangiandoli che spalmandoli. A livello cosmetico gli spinaci applicati sotto forma di maschera, hanno effetti rinfrescanti, tonificanti ed energizzanti. Dopo l’applicazione di una maschera agli spinaci la pelle sarà più luminosa, fresca ed idratata.

spinach - pxlr 2

Così oggi vi lascio due idee per sfruttare al meglio tutte proprietà benefiche degli spinaci… un frullato con spinaci crudi, banana e latte di soia per nutrirci da dentro ed una veloce maschera per nutrirci anche dall’esterno e voler bene alla nostra pelle.

Il frullato verde può spaventare, nei siti americani se ne trovano tante varianti ma a prescindere da cosa c’è dentro… il frullato di spinaci è spesso chiamato “Green Monster” … forse perché bere una cosa verde intimorisce?!… beh rilassatevi perché questo frullato è delizioso! Lo spinacio è una verdura dolce ed abbinato alla banana ed un tocco di sciroppo d’agave (o miele… anche se non sarebe più vegan) si ottiene un frullatone cremoso, sano e buonissimo!!! …io ci ho messo anche un tocco di semi di chia, per aggiungere proteine, sali minerali e antiossidanti!

E se il frullato vi intimorisce… chissà che pensieri vi passano per la testa all’idea di spalmarvi sulla faccia una salsa agli spinaci?! …anche qui vi chiedo di lasciare da parte ogni preconcetto e di provare a divertirvi con un po’ di cosmesi casalinga! …forse fa strano pensare di avere sulla faccia una crema di spinaci con magari pezzetti di verdura… ma tutto quello che contiene quest’intruglio sono solo cose buone …e credo sia più triste e preoccupante pensare a con quanta facilità, a volte, ci si spalmi delle creme che solo perchè sono bianche, cremose ed in belle confezioni ci sembrano innocue quando in realtà la maggiorparte di queste contengono parabeni, siliconi, petrolati e conservanti nocivi!

L’avvicinarmi all’erboristeria, fitoterapia e cosmesi naturale mi ha portato alla conoscenza degli ingredienti ma non serve necessariamente fare corsi o scuole per imparare a leggere le etichette e rendere comprensibile il codice INCI dei cosmetici, ci sono vari siti che ci possono aiutare come questo o questo… ed il web è una risorsa ampia a cui attingere per saperne di più su molti ingredienti, da cercare o da evitare, nei cosmetici che ci spalmiamo!

Nel blog l’ho detto più volte che non sono un’estremista, anche se mi piace sperimentare e provare tanti ingredienti e stili di cucina, non riesco ad eliminare del tutto qualcosa… lo stesso vale per la cosmesi, amo farmi le creme in casa ma ne compro anche! …l’importante, quando acquistiamo del cibo o delle creme per il corpo è quello di fare un’acquisto consapevole, con conoscenza! …informiamoci sempre, dobbiamo essere curiosi… solo conoscendo quello che ingeriamo e ci spalmiamo possiamo creare una domanda di mercato intelligente ed avere, da chi produce, un’offerta sempre più corretta, onesta e pulita!come consumatori abbiamo un potere a volte a noi sconosciuto… ma cerchiamo di riprendercelo e non sprecarlo!

…ed ora via a frullare spinaci …da bere e da spalmare… che dobbiamo volerci bene e farci tanto bene! :)

Frullato spinaci e banana - da frullare2-horz

 

- per il frullato:

  • 1 banana medio-piccola
  • una manciata di spinaci freschi (vedi foto)
  • 1 cucchiaio di succo d’agave
  • 1 cucchiaio di semi di chia
  • 1 bicchiere circa di latte di soia

Lavare bene gli spinaci, asciugarli e metterli insieme al resto degli ingredienti in un frullatore o bicchiere per frullatore ad immersione. Frullate bene, versate e gustate! :)

Maschera spinaci3-horz

- per la maschera rivitalizzante:

  • 5/6 foglie di spinaci freche
  • 1 cucchiaio di olio di mandorle dolci (o olio evo)
  • 1 cucchiaio di miele
  • 1 cucchiaino succo di limone
  • 1 cucchiaio farina avena integrale

Per preparare la maschera potete frullare o pestare il tutto. Otterrete un composto appiccicoso, con pezzetti magari di spinaci ma non è un problema anzi. L’olio di mandorle aiuta a nutrire, il miele idrata, lenisce e riequilibra, la farina addensa bene il tutto ed il limone idrata, rinfresca, purifica e tira fuori il meglio delle vitamine e i minerali contenuti negli spinaci. Otterrete un composto che va bene per due applicazioni. Quello che avanza coprite con pellicola e conservate il frigo per max due giorni. La maschera potete applicarla con le dita ma consiglio di usare un pennellino, da cucina o cosmetico. Lasciate agire per 20 minuti e risciacquate con acqua tiepida. Sentirete da subito la pelle liscia, morbida, fresca e tonica e l’effetto dura per giorni! ;)

English corner 2

Frullato spinaci e banana2

 Vegan Spinach smoothie and Refreshing Spinach Face Mask

Alongside with my passion for cooking I also have a great interest in natural remedies, healing herbs and homemade cosmetics! …I made my own beauty creams at home since years but I also love to use what nature gives us and use them in a cosmetic way!

Seeing some amazing green and bright spinach leaves at the market I didn’t resist them and I transformed some of them into two amazing way to nourish my body from the inside and outside as well! …a super healthy smoothie and a face mask!

Spinach (Spinacia oleracea) is vegetable belonging to Chenopodiaceae family. It has always been famous for being a superveg due to its iron content but the spinach have much more to offer. Like many other green vegetables, spinach contain folic acid, lutein, chlorophyll but also nitrates (which help to strengthen the muscles), flavonoids, vitamins (A and K) and minerals (magnesium, iron, calcium, manganese, selenium, zinc). They have antioxidant properties, anti-inflammatory, immune-stimulating, help prevent cancer, improve eyesight, to keep nervous system healthy and lower blood pressure, also thanks to their fiber content they help the digestive system to work well.

To make the most of its benefits they should be eaten raw, as when cooked they lose most of their nutrients. In addition to assimilate their iron content the ideal would be to consume them with lemon juice because vitamin C helps iron absorption.

To consume spinach is good inside but also does well outside, vitamins, minerals and antioxidants are very good for our skin, eating them is that spreading them. A cosmetic level spinach applied as mask, have refreshing, nourishing and energizing effects. After applying a mask to spinach skin will be brighter, fresh and hydrated.

So today I leave you two ideas to make the most of all the beneficial properties of spinach … a smoothie with raw spinach, banana and soy milk to nourish ourselves from within and a quick mask to nourish ourselves from the outside, and also to love our skin.

The green smoothie can be frightening, I found many version of this smoothie in many US or UK sites and most of  times it was called the “Green Monster” … maybe because drinking a green thing is scaring?! … Well relax because this smoothie is delicious! Spinach is a sweet vegetable and combined with banana and a touch of agave syrup (or honey …even if it wouldn’t be vegan anymore) you get a super smoothie creamy, healthy and delicious !!! … I also added some chia seeds to add protein, minerals and antioxidants!

And if the smoothie may scare you… I wonder what you may think at the idea to spread on your face a spinach sauce ?! … Once again I ask you not to have preconceptions and try to have fun with some homemade cosmetic! … Maybe it’s weird to think about having on the face a spinach cream with pieces of veg too... but all contents of this cream are really good and healthy… and I think it is more sad and worrying to think at how easily sometimes we use some creams that we think are good just because they are white, smooth and in beautiful packaging …they may seem harmless but in fact the majority of them contain parabens, silicones, petrolatum and harmful preservatives!

The approach herbalism, herbal medicine and natural cosmetics has led me to the know more about ingredients but  you don’t need to follow classes or schools to learn how to read labels and make understandable the cosmetics INCI code, there are many sites that can help us in this and the web is a vast resource to learn more about many ingredients and learn what to avoid or to look for into a cosmetic!

In the blog I have said many times that I’m not an extremist, even though I like to experiment and try out many ingredients and cooking styles, I can not completely eliminate something …the same goes for cosmetics, I love to make my own creams but I also buy some! …The important thing, when we buy food or body creams is to make a purchase aware, with knowledge! … lets get informed always, we have to be curious … just knowing what we eat and we use on uour skin we can create an intelligent market demand and have, from those who produce, a more correct, honest and clean offer! …As consumers we have a lot of power but we sometimes ignore… but we should try to use this power and not waste it!

…and now let blend spinach… to drink.. to spread …to love ourselves from inside and outside! :)

Frullato spinaci e banana3

- for the smoothie:

  • 1 banana medium-small
  • a handful of spinach
  • 1 tbsp agave syrup
  • 1 tbsp chia seeds
  • 1glass soy milk

Wash spinach very well. Pat them dry and mix with remaining ingredients until smooth. Pour, serve and enjoy! :)

Maschera spinaci

- for the revitalising mask:

  • 5/6 fresh spinach leaves
  • 1 tbsp almond oil (or olive oil)
  • 1 tbsp honey
  • 1 tsp lemon juice
  • 1 tbsp oat flour

To prepare the mask you can mix or pestle the ingredients together. You have to obtain a sticky mixture and even if you have some spinach pieces is ok. Almond oil nourishes, the honey hydrates, soothes and balance your skin, oat flour will help thicken the mask and lemon juice refreshes, purify and helps to extract all vitamins and minerals from spinaches. The mask you get is enoug for two applications. Cover with film and store in fridge for max 2 days. Apply the mask with fingers or even better with a brush, a cooking one or a make-up one is the same. Leave it on for 20 minutes then wash your face with tepid water. Your skin will be smooth, fresh, soft and tonic and it will last for days! ;)

Frullato spinaci e banana

Torta salata impressionista

image

Il tempo vola, mi sembra ieri che Alice di Pane, Libri e Nuvole ha dato il via al suo contest “Ricette a regola d’arte… invece il tempo vola e il 22 marzo, data di scadenza è sempre più vicina!

Lo scopo del contest è quello di creare un piatto ispirato ad un’opera d’arte che sia essa un quadro, una scultura, una vetrata di una chiesa (come la sua bellissima tarte tatin) o qualsiasi altra forma d’arte che ci possa ispirare.

Non potevo aspettarmi un contest più bello ed elegante da Alice …basta guardare il suo blog, le sue bellissime foto e leggere le sue parole per capire e far sorprendere dal suo animo artistico e poetico! :)

Io non sono una gran artista dei piatti… ho sempre disegnato molto, ho anche pitturato e mi son dedicata a varie forme creative ma in cucina non mi son mai dilungata nella decorazione dei piatti… anche se ho sempre guardato con ammirazione chi eccelle in questo, come Libera che secondo me sa creare piatti meravigliosi da guardare oltre che da mangiare!

Questa mia poca predisposizione mi sa che la si vede anche in questa torta salata che tanto bella non è (buona sì perché comunque le cose messe dentro son buone) ma che comunque mi son divertita a fare e a pensare!

Quando mi son messa a pensare a quale opera riprodurre il mio pensiero è corso subito agli impressionisti e a Monet! Ho sempre amato l’impressionismo, l’ho studiato con passione a scuola per Storia dell’arte e ricordo con gioia lo stupore nell’ammirare i quadri di Monet che ho avuto modo di apprezzare dal vivo ad una mostra, tenuta anni fa a Treviso.

image

Così ecco la mia torta salata impressionista ispirata al dipinto “I papaveri” di Monet! …è un quadro che mi ha sempre ispirato tranquillità e serenità! …l’ho amato studiandolo e non vi dico che spettacolo vederlo dal vivo… ci si poteva tuffar dentro, i colori inebriavano gli occhi e la sensazione di pace era ancora più intensa!

Come riprodurlo?… i pomodorini son diventati papaveri, gli spinaci il campo d’erba, le nuvole son delle cucchiaiate di philadelphia, i broccoli gli alberi all’orizzonte ed il cielo blu?… beh per quello ho fatto la piccola chimica ed ispirandomi agli articoli sul cavolo viola di Dario Bressanini nel suo blog “Scienza in cucina ho trasformato il colore viola del cavolo viola frullato con la ricotta in celeste… come?… con un pizzico di bicarbonato! :)

image

Il risultato è più gradevole guardando la torta da cruda e non cotta …ma anche se non perfetto ed un po’ naif… mi son divertita a fare questa torta impressionista e a dipingere con i colori e le forme che la verdura ci regala!

Ed anche se il contest termina non mancherò di continuare a guardare a future opere d’arte con occhio culinario e ringrazio Alice per questo, magari cercherò di giocare ancora a questo bellissimo gioco! :)

image

  • Pasta sfoglia rettangolare
  • Spinaci cotti
  • 250 gr di ricotta
  • 4 foglie di cavolo viola
  • 2 pizzichi di bicarbonato
  • 1 uovo
  • Sale
  • Broccoli lessi
  • Pomodorini
  • Philadelphia
  • pangrattato
  • erbe di provenza

Non do dosi precise per questa torta salata, infondo un’artista crea senza badare alle dosi di pittura ;) …andate ad occhio e a ispirazione!
Ho steso la sfoglia su una teglia ho bucherellato e cosparso il fondo con del pangrattato. Ho mescolato due pugni di spinaci cotti e strizzati con metà ricotta, l’uovo ed un pizzico di sale. Ho steso il composto sula parte inferiore della teglia. Ho frullato la restante ricotta con le foglie di cavolo ed cambiato il colore da viola a celeste con due pizzichi di bicarbonato. Ho aggiustato di sale ed ho steso questo composto sulla parte superiore della teglia. Ho posizionato i broccoli sulla linea che divide spinaci e crema di cavolo, ovvero l’orizzonte. Ho tagliato la parte superiore dei pomodorini, eliminando un po’ di acqua e semi e li ho messi sul lato sinistro della teglia. Li cosparsi con pangrattato ed erbe di provenza (un ulteriore effetto impressionista :) ). Ho messo delle cucchiaiate di philadelphia sulla parte celeste per formare le nuvole ed ho infornato a 200° per 40 minuti.

image

Scaloppine di maiale con salsa di pompelmo e crescione – Pork scaloppini with grapefruit and cress sauce

Scroll down for english version

image

Giorni fá, con la ricetta dei flower sprouts all’arancia e zenzero, vi ho parlato del nuovo contest “Sedici: l’alchimia dei sapori“. Questo mese il contest trattava gli abbinamenti per la famiglia degli agrumati ed un abbinamento che mi aveva colpito era quello pompelmo-crescione.

Cosí, anche se si può partecipare con una sola ricetta al mese, io non ho resistito ed ho voluto comunque provare quest’accoppiata. Ogni anno non mi faccio mancare mai dei semini di crescione che faccio crescere/germogliare o in vaschetta o in vaso, crescono in pochi giorni e con un po’ di pazienza ho potuto provare l’abbinamento.

Ma prima di parlare della ricetta torno a precisare le differenze e confusione che ne puó nascere, tra i vari tipi di crescione. Il crescione è una pianta spontanea ed aromatica di cui ne esistono alcune varietà, quello d’acqua (Nasturtium officinale) che in alcuni paesi si può trovare persino al supermercato (watercress in inglese) …e quello dei prati o lepidio (Lepidium sativum) che è quello che ho usato io e di cui si trovano facilmente i semi
Entrambi i due tipi di crescione comunque sono accumunati da un egual sapore… hanno quella piccantezza simile alla rucola per intenderci, fresca e saporita che da un tocco in più ad insalate e piatti vari!

image

I semi di crescione dei prati (Lepidium sativum) si possono usare sia per seminarli in terra, cosa che faccio durante l’estate mettendoli in vaso, sia per farli germogliare in casa durante l’inverno, in vaschette, un po’ come si faceva da piccoli con le lenticchie :) …mettendoli su un letto di cotone ed inumidendoli. Il crescione germogliato è ricco di nutrienti… contengono vitamine A, C, D, B1, B2, B3, sali minerali quali calcio, potassio, iodio, ferro e fosforo, inoltre hanno proprietà depurative e di controllo degli zuccheri.

Tornando alla ricetta e all’abbinamento con il pompelmo… a noi é piaciuto moltissimo! …commento a caldo “di queste scaloppine ne mangerei una scafa”! (Scafa in veneziano sta per lavello della cucina) …insomma buonissime… C’era tutto, freschezza, dolcezza (ho usato il pompelmo rosa leggermente piú dolce), aciditá e il tocco piccantino del crescione! Una delizia far scarpetta con quel sugo… Perfino la gatta, seppure 21enne ed acciaccata a fine pasto, appena mi sono allontanata dal tavolo, ha fatto un balzo e si è leccata il piatto! …ed io che pensavo che questi tiri felini da vecchia non li facesse piú! ;) …non so se è lei in gamba o il piatto davvero invitante. Forse entrambe le cose! ;)

Pompelmo e crescione, un’accoppiata da ricordare… E questo di sicuro é un piatto da rifare, buono, semplice e veloce! Segnate tutto! ;)

image

per 3 persone:

  • 9 fettine di lonza di maiale
  • olio evo
  • succo di un pompelmo
  • una manciata di crescione
  • 1 cucchiaino di senape di digione
  • sale

Infarinate le fettine di lonza. Frullate assieme il crescione con il succo di mezzo pompelmo, un cucchiaio d’olio e la senape. Tente da parte. In una ampia padella scaldate tre cucchiai d’olio evo. Unite le fettine, girandole dopo pochi minuti per scottarle su entrambi i lati. Bagnate con il succo di mezzo pompelmo insieme a mezzo bicchiere d’acqua. Lasciate sfumare e salate e fettine. Una volta sfumato il sugo, con una pinza, togliete le scaloppine e disponetele sui piatti di portata. Unite in padella la crema di crescione e pompelmo e fate addensare insieme al sugo di cottura, mescolando bene. Basteranno pochi minuti. Versate la salsa calda sopra le scaloppine e servite con del crescione fresco e una fettina di pompelmo.

English corner 2

image

Pork scaloppini with grapefrut and cress sauce

Thanks to an italian foodblogger contest, inspired by Niki Segnit book “The flavour thesaurus”, I found out that a great combination for grapefruit is cress (I think both garden cress and watercress, both with a similar peppery taste).

As I always grow some garden cress, in pot or as sprouts, I wanted to try these two ingredients together and I used them as sauce for some pork scaloppini.

I really loved this combination of flavours, the sauce was fresh, sweet (I used pink grapefruit which are slightly sweeter), tangy and peppery. It’s such a simple and quick meal to cook that for sure I’ll make it again, especially as everyone loved it! …grapefruit and cress, a couple to remember! ;)

image

- for 3 persons:

  • 9 pork loin steaks
  • extra virgin olive oil
  • juice of 1 grapefruit
  • 1 tsp dijon mustard
  • 1 handful of garden cress sprouts
  • salt

Toss loin steaks with flour. With a hand blender mix cress with the juice of 1/2 grapefruit, 1 tbsp of olive oil and mustard. Set aside. In a large pan heat 3 tbsp of olive oil, add loin and cook them few minutes on each side. Pour the juice of 1/2 grapefruit with 1/2 glass of water and let evaporate. Remove scaloppini and place them on serving plates. Pour in the pan the cress mixture, mix it with the juices in the pan and let it thicken for few minutes. Pour the sauce over scaloppini and serve with some fresh cress on top and a slice of grapefruit.

image