Dorayaki con crema al matcha – Matcha Dorayaki

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In extremis… quasi allo scadere del gong… eccomi con un’ultima ricetta giapponese per la tappa dell’Abbecedario Culinario Mondiale che si conclude stasera e che è stata egregiamente ospitata da Sabrina di Nata sotto il cavolo.

Potevo farmi mancare un dolcetto jap?!… ovvio che no… così ecco a voi …ma soprattutto a ME ;) …questi deliziosi Dorayaki, i dolcetti tanto amati dal gatto-robot Doraemon dell’omonimo cartone animato tornato in voga in quest’ultimo periodo.

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I Dorayaki sono in sostanza dei pancakes paffuti ed uniti a sandwich con un ripieno che generalmente è di Anko… ovvero la marmellata di azuki (fagioli rossi tipici dell’Asia orientale).

Io purtroppo non sono riuscita a trovare né l’anko pronto né gli azuki per provare a farlo da me (da Resy trovate la ricetta della marmellata di fagioli rossi e pure i suoi dorayaki) così ho pensato ad un ripieno alternativo ed il web mi è venuto in aiuto!

dorayaki filling

Quest’immagine trovata qui mi ha dato l’idea di farli con una crema al matcha, il pregiato the verde in polvere giapponese, usato nella tradizionale cerimonia del the e che negli ultimi anni ha preso sempre più piede anche come ingrediente in cucina, sia per piatti dolci che salati.

E così ecco i miei dorayaki al matchamorbidi, coccolosi, deliziosi e perfetti per la meranda o la colazione! ;)

Dorayaki al matcha

– Per 6 Dorayaki finiti (12 pancakes):

(ricetta presa da qui)

  • 2 uova
  • 80 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di miele
  • ½ cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 50 ml acqua (più 1 o 3 cucchiaini per aggiustare la consistenza dell’impasto)
  • 130 gr farina 00

– Per la crema al matcha:

(ricetta presa da qui)

  • 200 ml di latte
  • 1 uovo
  • 50/60 gr di zucchero
  • 25 gr di farina
  • 5 gr di amido di mais
  • 5 gr di matcha

Preparare prima la crema che va tenuta in frigo qualche ora prima di usarla per farcire i dorayaki.

In un pentolino, fuori dal fuoco, sbattere con un frustino il latte con l’uovo. Unire zucchero, farina, amido e matcha e sbattere bene per amalgamare il tutto. Mettere il pentolino sul fuoco e cuocere a fiamma bassa finchè la crema di addensa. Mescolare sempre per evitare grumi. Mettere la crema in in una ciotola coprire con pellicola a contatto (così non si forma la pellicina dura sulla crema) ed una volta fredda metterla in frigo.

Per preparare i dorayaki in una ciotola sbattere con un frustino le uova con lo zucchero ed il miele, il bicarbonato sciolto in acqua ed infine la farina setacciata. Sbattere bene dopo ogni aggiunta. Coprite la ciotola con pellicola e farla riposare 30 minuti. Riprenderla e controllare la consistenza (guardate il video per capire bene come dev’essere) e se serve unire da uno a tre cucchiaini d’acqua.

Scaldate bene una piastra antiaderente, ungetela leggermente usando della carta (per non lasciare eccessi), tenetela su fuoco medio e versate circa 30 ml di impasto alla volta (circa 2 cucchiai). Versandola pastella sempre dal centro il pancake si allargherà a cerchio. Cuocete per circa 2/3 minuti e quando vedrete delle bollicine in superficie girate il pancake e cuocetelo per un altro minuto.

Mentre cucinate tutti i dorayaki mettete quelli pronti su una gratella e copriteli con un panno o con della carta assorbente umida. Quando i dorayaki sono tutti pronti prendetene uno, farcitelo al centro con un cucchiaio circa di crema al matcha e coprite con altro dorayaki, premendo bene tra i palmi della mano per chiuderlo sui bordi.

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Dorayaki al matcha5

Matcha Dorayaki

The World Culinary ABC virtual trip to Japan ends tonight and I couldn’t leave Japan without trying a sweet recipe!

So here you have (well I have ;) ) these fluffy and yummy dorayaki… the favourite food of the anime character Doraemon… a robotic cat who really loves them!

Dorayaki are basically two pancakes usually filled with anko, which is a red bean sweet paste (a kind of jam) made with azuki beans.

As I couldn’t find ready-made Anko or even the azuki beans to make my own, at the end I looked for another filling and the web, once again, as been a great resource! :)

dorayaki filling

I found this image here and I got the idea to make dorayaki with a matcha custard (powdered green tea) filling.

I really loved these soft pancake sandwiches… soft, creamy… a delicious teatime or even breakfast treat!

Dorayaki al matcha3

– For 6 Dorayaki (12 pancakes):

(recipe from here)

  • 2 eggs
  • 80 gr sugar
  • 1 tbsp of honey
  • ½ tsp baking soda
  • 50 ml water (plus 1 to 3 tsp to adjust the batter thickness if needed)
  • 130 gr flour

– For the matcha cream:

(recipe from here)

  • 200 ml milk
  • 1 egg
  • 50/60 gr sugar
  • 25 gr flour
  • 5 gr cornstarch
  • 5 gr matcha

First make the matcha cream as it needs to be refrigerated for few hours before using it to fill dorayaki.

In a saucepan, whisk milk with egg. Add sugar, flour, starch and matcha and whisk until combined. Place saucepan over low-medium heat and cook until cream thicken. Keep whisking while cooking to avoid lumps. Place cream in a bowl and cover with cling film. Film should touch the cream in order not to dry cream on top. Once cool place in fridge.

To make dorayaki place eggs in a bowl and whisk them well. Add sugar and honey, then baking soda dissolved in water and then flour, sifted. Beat each well after each addiction. Cover bowl with film and let it rest for 30 minutes. Before cooking dorayaki check batter thickness (watch video to understand how it should be) and add from 1 to 3 tsp of water if needed.

Heat a non-sticking pan and grease it with some oil or butter, use a piece paper to remove any excess, place the pan on low-medium heat. When hot pour about 1/8 cup (about 2 tbsp) of batter, keep pouring the batter in the centre so you’ll get a nice round pancake. Cook for about 2/3 minutes and when you see bubbles on top flip it and cook for another minute.

Place ready dorayaki on a rack and cover with a towel or damp paper towel. When you have all pancakes ready, place one in your hand, add about 1 tbsp of cream in the middle and close with a second pancake, pressing well on the edges to seal it.

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Zuppa di miso con soba, tofu e verdure – Miso soup with soba tofu and vegs

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La tappa giapponese dell’Abbecedario Culinario Mondiale sta per finire ed io continuo a provare alcune delle tante ricette di questo paese che vorrei provare!

Uno dei piatti che piú mi colpí quando mangiai al ristorante giapponese fu la zuppa di miso con soba, saporita e leggera… un gusto particolare e unico… cosí eccomi a riprodurre una mia versione!

Una volta nato questo amore per le zuppe e per la soba ho salvato tante idee ed anche la confezione di Shiro Miso che ho acquistato mi ha dato spunti e fatto capire che si possono fare tante belle zuppe con il miso, variandole ogni volta, scegliendo cosa metterci dentro tra tofu o carne varia (pollo, manzo etc), un mix di verdure a scelta ed eventuali noodles.

Alla fine per questa zuppa mi sono ispirata ad una ricetta del blog Cooking Ala Mel, visto che si attineva a queste indicazioni base per una zuppa di miso e che aveva tutti ingredienti che avevo a casa! :)

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È una zuppa corroborante, gustosa e allo stesso tempo leggera… Sicuramente ora che mi sono “avviata” ;) proveró altre versioni. Inoltre in questi giorni di pioggia e freschetto sta zuppetta è caduta proprio a fagiolo! :)

…aaahhhh dimenticavo… per chi mi legge e non sa cosa è il Miso (so già che alcune amiche son lí che strabuzzano gli occhi e pensano “ecco una solita starnezza della Terry”) …beh il Miso è una pasta, una crema densa fatta con i fagioli di soia (e altri cereali) fermentati. Esistono vari tipi Miso, io ho usato lo Shiro Miso, o miso bianco, chiaro e delicato ma qui potete leggerne di piú sui tipi di miso e sulle proprietá benefiche, essendo un alimento probiotico, ricco inoltre di proteine vegetali, vitamine e sali minerali. Attenzione a scegliere un miso con soia non ogm.

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per 2 persone:

  • 50 gr di soba (spaghetti giapponesi di grano saraceno)
  • 150/200 gr champignon
  • 2 cipollotti
  • olio di sesamo (o evo)
  • 700/800 ml di brodo vegetale
  • 2 cucchiai di miso shiro
  • 1/2 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 spicchio d’aglio grattugiato
  • 1 pezzetto di zenzero (2 x 2 cm) grattugiato
  • due manciate di foglie di spinacino
  • 120 gr di tofu

Affettare i cipollotti, tenere da parte la parte verde e mettere la bianca in una casseruola con due cucchiaio d’olio e i funghi puliti e affettati. Cuocere i funghi finché teneri e se serve unire un po’ d’acqua.

Mettere a cuocere la soba in acqua bollente per 4/5 minuti, scolarla e tenerla da parte.

Quando i funghi sono teneri coprite con il brodo ed unite lo zenzero, l’aglio, la soia e il miso. Mescolare bene finché sia ben dissolto e quando prende bollore unire il tofu a cubetti, la parte verde dei cipollotti e gli spinaci. Cuocere per qualche minuto finchè gli spinaci appassiscono un po’. Impiattare la zuppa e mettere in ogni ciotola una porzione di soba. Se la soba si è un po’ attaccata passarla sotto l’acqua fredda.

Tutte le ricette giapponesi dell’Abbecedario Culinario Mondiale le trovate a casa della nostra ambasciatrice Sabrina – Nata sotto il cavolo :)

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Miso soup with soba tofu and vegs

Before the japanese culinary journey (of the World Culinary ABC) ends I keep trying some of the many recipes I always wanted to make.

Since I first tried the soba miso soup in a japanese restaurant I fell in love with it and since then I started saving a lot of soba and miso soup.

Anyway I learned (and I read this also on the miso packaging) that to make a miso soup is really easy and you can vary it as you like, you choose among tofu, chicken or other meat, then you add a mix of vegetables and some noodles at your choice. So you can mix and match many ingredients to have each time a different miso soup.

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At the end, for this soup, the main inspiration came from the blog Cooking Ala Mel, who made a soup that followed the basic miso soup steps I read about and had a mix of ingredients which I already had at home! :)

It’s a very tasty, noirishing, light soup and now that I tried one, I can’t wait to try more different versions! ;)

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for 2 persons:

  • 50 gr di soba noodles
  • 150/200 gr  champignon mushrooms
  • 2 spring onions
  • Sesame oil (or olive oil)
  • 700/800 ml Vegetable broth
  • 2 tbsp miso shiro
  • 1/2 tbsp soy sauce
  • 1 garlic clove, grated or minced
  • 1 piece of ginger (2 x 2 cm) grated
  • 2 handful of young spinach leaves
  • 120 gr tofu

Chop the white part of spring onions and slice the green part. Leave the green part aside and place the white part in a saucepan with 2 tbsp of oil and sliced mushrooms. Cook mushrooms until soft. Add some water if needed.

Cook soba noodles in boiling water fro 4/5 minutes, drain and set aside.

When mushrooms are soft add broth together with soy sauce, ginger, garlic and miso. Stir well to dissolve bring to boil then add the green part of spring onions , tofu and spinach. Cook until spinach wilts.

Pour soup in serving bowls and add soba noodles in each one. If soba sticks together rinse briefly under cold water. Serve hot.

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I miei primi sushi roll… Kappa Maki, Hosomaki e Uramaki con avocado e salmone – My first sushi rolls.. Kappa Maki and Uramaki and Hosomaki with avocado and salmone

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Sushi - misto

Continuano i miei primi approcci con le ricette giapponesi! …infatti con l’Abbecedario Culinario Mondiale siamo arrivati alla lettera K di Kyoto e tutta la carovana è sbarcata nel paese del Sol Levante …in Giappone!

La nostra ambasciatrice Sabrina di Nato sotto il cavolo ha preparato un bellissimo post di presentazione ricco di informazioni e fascino e lì sta raccogliendo tutte le ricette arrivate fin’ora e che arriveranno fino a domenica prossima!

Il bello di queste tappe dell’Abbecedario è che mi stimolano a provare ricette straniere che voglio fare da tempo ma che alla fine ho continuato a rimandare! …così per questa tappa come non cimentarsi nel piatto simbolo della cucina giapponese, il sushi!

Con il termine sushi si dice tutto e niente… ci sono tantissime varietà di sushi, dai rotolini di riso con l’alga piccoli (hosomaki) a quelli grandi (futomaki), dai coni di alga ripieni (temaki), alle polpettine di riso con il pesce crudo sopra (nigiri). Ognuna di queste preparazioni poi ha il suo nome specifico ed io per questo primo approccio ho voluto cimentarmi con i roll… genericamente chiamati maki… ed i miei nello specifico sono i Kappa Maki, quelli con il cetriolo ed i semi di sesamo, gli Hosomaki ovvero i classici roll che all’interno possono avere varie farciture e gli Uramaki, detti anche California Roll che sono quelli con l’alga all’interno ed il riso all’esterno coperto in genere da semi di sesamo. Quest’ultimi sono stati chiamati anche California Roll perché sono stati adattati per il gusto estetico americano.

E per spiegare un po’ meglio i tipi di sushi vi lascio anche un’altra immagine presa sempre da Pinterest sempre dello Chef Taro… trovo simpaticissime queste immagini a fumetto! :) …sono in inglese ma credo comunque comprensibilissime.

Sushi info

Come primo esperimento non mi lamento, anche qui più si prova più si affina la tecnica, quindi non mancherò di sperimentare ancora provando altri ripieni… intanto come inizio, per non sprecare troppa roba in caso fossero venuti male, ho usato solo i cetrioli, del salmone e l’avocado. Come salmone tra l’altro ho usato quello affumicato, poiché l’uomo di casa non ama l’idea del pesce crudo ed allora ho optato per la versione fumé. ;)

Il sushi va servito di solito con il wasabi (salsa di rafano verde tipica giapponese), zenzero in agrodolce o salsa di soia. Io ho optato per quest’ultima…visto che non avevo pesce crudo e che il wasabi, quando l’assaggiai la prima volta mi turbò! ;)…anche lo zenzero serve per pulire il palato tra un pesce ed un altro quindi anche questo non l’ho usato.

Ed ora vi lascio le indicazioni su come fare e come ho fatto questi miei primi sushi! ;)

Ingredienti usati: 

  • 150 gr di riso per sushi
  • 200 ml acqua
  • 35 ml aceto di riso
  • 15 gr zucchero
  • 3 gr di sale
  • salmone (io ho usato quello affumicato)
  • cetriolo
  • avocado
  • semi di sesamo
  • alga nori

Riso per sushi

La preparazione del riso per sushi:

con queste dosi di riso ho fatto 2 rotoli di kappa maki (poi tagliati a in rotolini piccoli), 2 di Hosomaki e 1 Uramaki.

Lavare ripetutamente il riso sotto l’acqua corrente per eliminare tutto l’amido. Sfregare bene il riso tra le mani mentre lo si sciacqua. L’acqua deve risultare limpida.

Mettere il riso in una pentola con l’acqua fredda e coprire con un coperchio. Calcolate 30- 35 minuti da quando accendete la fiamma. Cuocete a fuoco basso. Io ho usato anche uno spargifiamma. Una volta cotto lasciare il riso nella pentola, coperto per circa 10 minuti.

Mentre il riso riposa mettete in un pentolino l’aceto con zucchero e sale. Non fate bollire, scaldate solo fino a che lo zucchero sia ben sciolto.

Trasferire il riso in una ciotola larga io ne ho usata una in ceramica ma si userebbero quelle in legno. Smuovere il riso con una spatola di legno (questa ce l’avevo, presa con tappetino e libro sul sushi) e versarvi sopra il mix di aceto, muovendo bene il riso. Coprire con un panno e lasciar intiepidire.

Prima di preparare i sushi tenete a portata di mano una ciotola di acqua e aceto di riso che servirà per bagnarvi le mani prima di toccare il riso. Solo in questo modo il riso non si attaccherà alle dita.

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Per la preparazione dei Kappa Maki:

Mettere sul tappetino metà foglio di alga nori. Stendervi sopra uno strato di riso. Lasciate un po’ di alga scoperta in alto dove andrete a chiudere il rotolo. Al centro, nel senso della lunghezza mettere i semi di sesamo e poi delle strisce di cetriolo (io avevo provato con due ma il rotolo non si chiudeva bene e ne ho tolto una). Alzate il tappetino ed iniziate ad arrotolare il sushi, chiudendolo bene.

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Per la preparazione degli Hosomaki:

Mettere sul tappetino metà foglio di alga nori. Stendervi sopra uno strato di riso. Lasciate un po’ di alga scoperta in alto dove andrete a chiudere il rotolo. Al centro, nel senso della lunghezza mettere delle strisce si avocado e di salmone. Alzate il tappetino ed iniziate ad arrotolare il sushi, chiudendolo bene.

Per la preparazione degli Uramaki:

Coprite il tappetino con un foglio di pellicola. Mettere sul tappetino metà foglio di alga nori. Stendervi sopra uno strato di riso. Cospargete il riso con semi di sesamo. A questo punto con delicatezza sollevate l’alga e capovolgetela così che lo strato di riso tocchi la pellicola. Stendere al centro, nel senso della lunghezza uno strato leggero di maionese (suggerimento trovato in alcuni libri e siti… non tutti lo riportano) e poi mettere delle strisce di avocado e salmone. Alzate tappetino e pellicola ed arrotolate il sushi chiudendolo bene.

Per tagliare i rotoli bagnate il coltello con l’acqua acidulata con l’aceto.

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My first sushi rolls.. Kappa Maki and Uamaki and Hosomaki with avocado and salmone

The Wolrd Culinary ABC has arrived at the letter K of Kyoto… so we are landed in Japanand we are now exploring the amazing, delicious and healthy cuisine of this country.

Our ambassador, Sabrina of the blog Nato sotto il cavolo prepared a great introducing postwhere she is also collecting all the Japanese recipes we’re trying.

One of the cool thinsg about this event is that it stimulates me to cook some of the many foreign recipes I always wanted to cook but that I always postponed! …so for this Japanese “journey” I finally tried to make some sushi!

The term sushi is quite generic, cos there are so many kind of sushi and each one has its specific name. There are the little rolls with the nori weed outside (hosomaki) and their bigger version (futomaki), then there are the rolls with rice outside and weed inside (uramaki) or the rice balls with fish on top (nigiri)… and much more… so there’s a big variety of sushi to choose among.

Here an image I found on Pinterest from The Chef Taro. :)

Sushi info

I’m quite happy with my first attempt… for sure the more you practice the technique the nicer the rolls will be! :) …you can fill the maki with many ingredients but as I didn’t know the results and I didn’t want to waste too many ingredients I only used cucumber, avocado and salmon. I used smoked salmon cos at home they don’t like to idea to eat raw fish… so I opted for this smoked version! :)

Usually sushi is served with wasabi, pickled ginger and soy sauce. I only used this last one cos usually wasabi and pickled ginger are served with raw fish and, as said, I didn’t use it.

Now I leave you the indications on how to make… and especially how I made these sushi rolls.

Ingredients I used: 

  • 150 gr sushi rice
  • 200 ml water
  • 35 ml rice vinegar
  • 15 gr sugar
  • 3 gr salt
  • salmon (I used smoked)
  • cucumber
  • avocado
  • sesame seeds
  • Nori seaweed

How to make sushi rice:

With this quantity of rice I made 2 kappa maki rolls (then cut in small rolls), 2 hosomaki and 1 uramaki.

Wash rice very well to get rid of all the starch. Rub rice with fingers and change water many times until you get a clear water.

Place rice in a saucepan with cold water. Cover with a lid and cook on low heat for about 30-35 minutes. Turn heat off and let rice in the pan, with lid on, for about 10 minutes.

While rice rest in the pan prepare the vinegar. Place in a small saucepan rice vinegar with sugar and salt. Cook until sugar is dissolved. Do not bring to boil.

Put rice in a large flat bowl (I used a ceramic one but the proper one should be a wood bowl) and move it with a wooden spatula (I got the right one, together with the mat, when I bought a book/set about sushi). Pour vinegar over the rice and keep mixing with the spatula. Cover with a towel and let it cool.

Before making sushi rolls prepare a bowl of water with some vinegar in. Bath your hands in it each time you have to touch the rice, so this way it won’t stick to your hands.

Sushi - misto7

To make Kappa Maki:

Cut nori weed in two and place one half on the bamboo mat. Spread some rice over the weed leaving some space on top, this will help to close roll properly.

Spread some sesame seeds in the middle, lengthwise then place cucumber strips (I put two at first but then took away one cos the roll didn’t close very well). Lift the mat and roll up the sushi.

Kappa Maki

 

To make Hosomaki:

Cut nori weed in two and place one half on the bamboo mat. Spread some rice over the weed leaving some space on top, this will help to close roll properly. Place avocado and salmon in the middle, lenghtwise. Lift the mat and roll up the sushi.

uramaki

 

To make Uramaki:

Cover the mat with film. Place half nori on the film and spread some rice over. Sprinkle sesame seeds on rice then carefully flip upside down the nori so that the rice faces the film. Spread some mayonese in the middle of the weed, lenghtwise (it’s a tip I found in some, not all, the recipes I read online and in some books). Place avocado and salmon strips then Lift the mat with film and roll up the sushi.

Before cutting sushi rolls wet the knife with vinegared water so the rice won’t stick to it.

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Frullato di fragole e ravanelli – Strawberry and radish smoothie

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Oggi un frullatino di stagione rinfrescante e depurativo …e tutto in pink! ;)

C’è sia la fragola che un ortaggio a volte poco sfruttato… il ravanello!

Come sempre ogni stagione ci regala ciò di cui il nostro corpo ha più bisogno ed i ravanelli sono ottimi per purificare il sangue e disintossicare l’organismo. Anche le fragole non sono da meno, anch’esse depurative, toniche e remineralizzanti.

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Quindi questo è un meraviglioso frullato che fa bene al corpo e delizia il palato… e non vi preoccupate se pensate che la piccantezza del ravanello stoni, perchè non si sente molto e quel poco è davvero piacevole.

Di solito i ravanelli vengono centrifugati ma io amo molto i frullati perchè oltre che al succo assumiamo anche la fibra del frutto.

Presentato in bottiglietta con tappo richiudibile è perfetto anche come bibita da portar via anche per un picnic… giusto per darvi qualche idea …se volete preparare anche una bibita per la raccolta di StagioniAMO! “Facciamo un picnic?” ...noi aspettiamo le vostre idee! ;)

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– per 1 persona:

  • 3 ravanelli
  • 4/5 fragole (a seconda della grandezza)
  • 1 bicchiere di latte di riso
  • 1 cucchiaino di succo d’agave (facoltativo)

Mettere in un frullatore tutti gli ingredienti tagliati a tocchetti e frullate tutto fino a che sia omogeneo. Servite fresco.

ravanelli

Non solo in cucina: il ravanello (Raphanus sativus) è un ortaggio di cui ne esistono diverse varietà che si possono gustare sia crude che cotte. Tutte le varietà hanno comunque benefici comuni. I ravanelli sono ipocalorici e contengono vitamina B e C e sali minerali come ferro, potassio, fosforo e zolfo. Hanno proprietà depurative, soprattutto per il fegato, purificano il sangue e sembra abbiano anche effetto calmante su tosse e sistema nervoso.

Ad uso esterno il succo di ravanello applicato sulla pelle puro o sotto forma di maschera ha effetti idratanti, rinfrescanti, illumina  e schiarisce la pelle e la purifica, è quindi ottimo anche per chi soffre di acne (questo grazie allo zolfo in essi contenuto).

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Strawberry and radish smoothie

Today a simple and refreshing smoothie …total pink! ;)

I used two seasonal fruit which are perfect to purify blood, liver and remineralize our bodystrawberries and radishes! …it’s delicious and the peppery note is really subtle and pleasant.

If you serve it in a bottle with a tap it’s also a perfect drink to takeaway for a picnic! :)

– for 1 person:

  • 3 radishes
  • 4/5 strawberries (according to how big they are)
  • 1 glass rice milk (or other vegetable milk)
  • 1 tsp agave syrup (optional)

Blend together all ingredients until smooth. Serve fresh.

Frullato fragole e ravanelli

 

Onigiri con gamberetti e edamame – Shrimps and edamame onigiri

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Lo so che vi state chiedendo “ma l’Abbecedario Culinario Mondiale ora dov’è?”… beh siamo arrivati alla lettera K di Kyoto e tutta la carovana è sbarcata nel paese del Sol Levante …in Giappone!

La nostra ambasciatrice Sabrina di Nato sotto il cavolo ha preparato un bellissimo post di presentazione ricco di informazioni e fascino e lì sta raccogliendo tutte le ricette arrivate fin’ora e che arriveranno!

Ricordo che chiunque può partecipare a qualsiasi delle nostre tappe… anche se avete ricette vecchie attinenti alla tappa in corso… il nostro abbecedario le aspetta! :)

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La cucina …anzi tutto il “mondo” giapponese mi ha sempre affascinato molto… ho qualche libro (il mio preferito è uno sugli Yokai, i vari mostri giapponesi che arricchiscono il folklore e la cultura di questo straordinario paese), oggettistica varia (perfino una katana) ed ovviamente libri di cucina! ;)

Ma nonostante questa passione non mi sono mai cimentata con ricette giapponesi! …tempo fa avevo comprato online gli stampini per fare gli onigiri (si pronuncia onighiri)… poiché erano uno dei piatti da rifare per Quanti modi di fare e rifare… ma gli stampini arrivarono troppo tardi ed allora non mi son più cimentata in questa ricetta… fino ad oggi… fino alla tappa giapponese dell’abbecedario!

Per la preparazione ho seguito tutti i passaggi e consigli di Anna di C’è di mezzo il mare che vivendo in Giappone nel suo blog propone tantissime ricette giapponesi ma anche italiane e tante cose buone lievitate con il magico li.co.li. ;)

Gli onigiri (Nigiri = stretto nelle mani e la O si mette davanti a sostantivi che rappresentano cose importanti) sono delle specie di polpettine di riso triangolari che, come ci racconta Anna, si possono mangiare in qualsiasi momento ed in ogni posto e sono in vendita perfino nei “convenience store” dei piccoli supermercati aperti 24h su 24h. Le mamme li preparano ai figli per i lunch box (anzi i bento box) ed anche i bambini stessi imparano a farli sin da piccoli nella loro forma tradizionale triangolare.

Onigiri gamberetti e edamame

Spesso gli onigiri vengono ricoperti, in tutto o in parte, con dell’alga nori che serve per poterli prendere in mano comodamente senza che vi si attacchi il riso.

I giapponesi a mio avviso sono dei veri e proprio artisti del cibo… se siete curiosi scrivete su Google – Immagini la parola Onigiri oppure le parole Bento Box e vedrete cosa sono capaci di preparare… onigiri di ogni sorta …perfino a forma di panda …e nei bento box poi creano di quelle meraviglie con il cibo, personaggi dei cartoni animati, animali… di tutto di più!

Trovo in tutto ciò una grande cura ed amore per il cibo che è tutta da ammirare e magari anche copiare! :)

Io inizio con questi miei primi onigiri e come primo approccio non mi lamento dai… sicuramente proverò altre varianti per migliorare la tecnica. Farli sembra semplice ma ci vogliono i dovuti accorgimenti. Comunque è stato bello mettersi lì a far formine… mi sembrava di esser tornata piccola a quando facevo quelle con la sabbia al mare! ;)

Questi miei primi onigiri li ho fatti con gamberetti e edamame, i fagioli di soia, ed erano davvero buoni!

E prima di arrivare alla ricetta e consigli (riporto quello che ho imparato da Anna) vi lascio anche una delle tante immagini prese da Pinterest, con le ricette dello Chef Taro… questa è per dei Salmon Onigiri ma se guardate su Pinterest o troverete tante altre simpatiche ricette a fumetto! …so Jap! ;)

Samon onigiri

Onigiri con gamberetti ed edamame

  • 100 gr di riso per sushi
  • 150 ml di acqua
  • 70 gr di gamberetti rosa
  • 50 di edamame
  • sale

– Innanzitutto è importantissimo lavare molto bene il riso per eliminare tutto l’amido presente. Smuovete il riso per vedere che l’acqua non sia torbida. Strofinare i chicchi tra le dita e cambiare l’acqua 4-5 volte, risciacquando bene fino a che non sia bella limpida.

– Io usato la proporzione 100 gr di riso e 150 ml di acqua ma qui da Anna trovate tutte le varie proporzioni per le varie grammature.

– Il riso va messo nella pentola con l’acqua fredda e se volete altri ingredienti. Io ho messo i gamberetti e gli edamame. Se cucinate il riso da solo non serve sale, se unite altri ingredienti salate un pochino.

– La fiamma va tenuta al minimo, la pentola deve restare coperta ed i tempi di cottura (30-35 minuti) vanno calcolati da quando si accende il fuoco.

– Se unite altri liquidi, come la salsa di soia, allungate un po’ i tempi di cottura.

– Gli onigiri vanno formati quando il riso è ancora caldo. Se avete gli stampini riempite quelli, altrimenti prendete il riso e mettetelo su della pellicola (65 gr circa), chiuderlo bene e dar loro la forma triangolare.

– Per maneggiare il riso con le mani bagnatevi le mani con acqua e sale. Mettete in una ciotola un po’ di acqua con un pizzico di sale e così potrete maneggiarli senza che il riso si attacchi alle dita. Passate bene le dita bagnate con acqua e sale su tutta la superficie e questo aiuterà i chicchi di riso a restare attaccati tra di loro e gli onigiri manterranno bene la loro forma.

– Se volete potete tagliare delle strisce di alga nori e coprire la base degli onigiri.

– Se non li servite subito potete conservarli coperti con pellicola.

Note personali: io ho fatto 6 onigiri ma credo di averli fatti troppo piccoli, avrei dovuto riempire di più gli stampini. Quindi calcolate che potrebbero venire solo 4 o 5 se fatti più spessi con più riso per ogni forma.

Onigiri gamberetti e edamame6

Shrimps and Edamame Onigiri

The Wolrd Culinary ABC has arrived at the letter K of Kyoto… so we are landed in Japan and we are now exploring the amazing, delicious and healthy cuisine of this country.

Our ambassador, Sabrina of the blog Nato sotto il cavolo prepared a great introducing post where she is also collecting all the Japanese recipes we’re trying.

I’m really fascinated by the whole Japanese “world” …I have some books (my favourite one is about Yokai, the many monsters which enriches Japanese culture and folklore), gadgets (lucky cats… a katana) and of course cookbooks!

Anyway, until now I never tried any Japanese recipes! …months ago I bought online the onigiri moulds and now we are arrived in Japan with the World Culinary ABC journey, I finally used them.

To make these onigiri I followed the detailed instructions of an Italian blogger who lives in Japan, Anna of C’è di mezzo il mare.

The Onigiri (Nigiri = squeezed in your hands and the O in front is added to all important things) are a kind of rice balls with a triangular shape, usually wrapped (totally or partially) with nori seaweed. They are a very popular snack in Japan. You can eat them everywhere and at any time during the day and you can also find them at the “convenience store”, 24h small markets. Japenese mums prepare onigiri for their kids lunch and children themselves they learn how to make onigiri very early.

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You can have plain onigiri or even stuffed with different ingredients, umeboshi, peas, sesame seeds, soy sauce… you can find so many version online… I made mine with what I had at home, shelled edamame and shrimps! Delicious!

I think Japanese are amazing food artists, if you search online for onigiri or bento box images you can see and admire what they create with food… I look at their creations amazed and I wonder if I’ll ever manage to make anything like that!

Anyway I’m quite happy with my first attempt even if I have to practice the technique, cos even if it may look simple, to make good onigiri you have to follow some precise instructions!

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  • 100 gr sushi rice
  • 150 ml water
  • 70 gr shrimps
  • 50 gr shelled edamame
  • salt

– First of all is very important to wash very well rice in order to get rid of all the starch. When you place rice in water mix it well every time and rub grains with your fingers. Do this until water is completely clear.

– Io used the proportion of 100 gr rice and 150 ml water but here you can find a list of proportions for bigger amount of rice.

– You have to place rice in the pan with cold water and if you want, add now also other ingredients, as I did with edamame and shrimps. If you cook plain rice do not add salt. If you use other ingredients add some salt.

– You have to cook rice on low heat and keep it always covered with a lid. Cooking time (30-35 minutes) start from when you turn heat on.

– If you add extra liquids, like soy sauce, extend cooking time of few minutes

– You have to shape onigiri when rice is hot. If you have moulds fill those otherwise place some rice (around 65gr each) on a film, wrap it and shape it in a triangle.

– To handle rice you have to bath your hand in salted water. In a small bowl add water and a pinch of salt and use it when you handle onigiri. This way rice won’t stick to your fingers and it is necessary to keep rice grains stuck together so onigiri will hold their shape. Pass your wet fingers all around onigiri surface and then if you like cover onigiri fully or partially with some nori seaweed.

– If you don’t eat them straightaway you can store them wrapped in film.

Personal Notes: I think I made small onigiri, I made 6 but moulds should be filled more than I did, so with these quantities I think you can make 4 or 5 bigger / thicker onigiri.

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Torta di pane, mortadella e casatella – Savoury bread pudding with mortadella and cheese

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Oggi è il Food Revolution Day… Il giorno della rivoluzione alimentare creato qualche anno fà dallo chef inglese Jamie Oliver. 

Qualche anno fà Jamie fece un tour, non poco tormentato, per le scuole americane cercando di proporre loro una cucina piú sana e naturale… Sul food revolution ci ha scritto un libro ma poi il progetto si è ingrandito ed ora, a livello mondiale, il Food Revolution conta piú di 1400 ambasciatori in tutto il mondo.

Questo progetto, nasce dal suo girare per le scuole ed ha come scopo principale quello di educare i bambini al cibo sano e naturale, partendo anche da chi cucina per loro, dalle famiglie, che devono reimparare a cucinare, cercando anche, con tutto questo di sconfiggere l’obesitá.

Ovviamente girando per l’America il buon vecchio Jamie ha trovato una realtá ben diversa da quella italiana (che lui conosce bene ed ammira) …e forse a noi tutto ció può sembrar strano… o troppo… ma credo che ogni paese, ogni persona debba sempre ricordare l’importanza del cibo sano, stagionale, della cucina fatta in casa e non precotta! :)

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Quindi mandiamo anche noi un segnale partecipando al Food Revolution Day! :) Io nello specifico mi unisco all’iniziativa di Food Revolution Turin che ha ideato un contest, il NO WASTE CONTEST diviso in due sezioni:

La cucina del riciclo (ricette con ingredienti considerati scarti o avanzi come i gambi degli asparagi, le fogli di ravanello, i baccelli di piselli o avanzi di arrosto, etc.)

Il pane non si butta (ricette con il pane raffermo o avanzato)

Ed oggi io partecipo per la sezione “Il pane non si butta” con questa specie di torta salata fatta con il pane di segale e guinness (ma qualsiasi altro pane va bene) che mi era avanzato.

Avevo fatto spesso torte simili ma sempre dolci… Questa volta invece ho provato a farla salata arricchendola di gusto con della mortadella, della casatella (morbido formaggio trevisano simile allo stracchino o crescenza) e dei croccanti pistacchi.

Tagliandola a quadrotti, son venuti fuori dei bocconcini gustosissimi, perfetti da aperitivo o da scampagnata!

Torte simili si possono fare con qualsiasi cosa si abbia in casa, sono ottime svuotafrigo! ;) …quindi mi raccomando… Non buttiamo via il pane… Ricicliamolo in modo gustoso. ;)

#foodrevolutionturin #nowastecontest

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  • 250 gr pane di segale
  • 500 ml latte
  • 2 uova
  • 200 gr casatella
  • 2 cucchiaini erbe di provenza
  • 150 gr mortadella a cubetti
  • una manciata pistacchi, tritati grossolanamente

In una ciotola mettere il pane spezzato in piccoli pezzi e coprirlo con il latte. Lasciare ammorbidire il pane per circa mezz’ora. Schiacciateli bene o con un mestolo o con u o schiacciapatate verticale, unite poi i restanti ingredienti mescolando bene per amalgamarli. Trasferite il composto in una teglia rettangolare coperta con carta forno ed infornate a 200º per circa mezz’ora o finchè vedrete che la torta si è ben rassodata e colorata. Servite tagliandola a cubetti o quadrotti.

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Savoury bread pudding with mortadella and cheese

Today is Food Revolution Day… The worlwide event created by Jamie Oliver who …as he says “wish to create a strong substainable movement to educate every child about food, inspire families to cook again and empower people everywhere to fight obesity”.

To celebrate this day and promote Jamie concept I take part to an italian event organized by Food Revolution Turin, called No Waste Contest, to learn not waste leftovers or to cook with what we usually think is a waste such as pea pods, asparagus stalks, radish greens etc.

There is a special section in this contest dedicated to leftover bread... And this recipe goes to this section of the contest.

I used the leftovers of the guinness and rye bread I posted days ago to make a kind of savoury bread pudding enriched with mortadella cubes, casatella cheese (a soft cheese similar to stracchino or crescenza) and the crunchy touch of pistachios!

It’s grate cut in cubes or squarws to be served as appetizer or to take away for a picnic. It’s easy to make and you can change it with what you have in your fridge! ;)

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  • 250 gr leftover of rye bread
  • 500 ml milk
  • 2 eggs
  • 200 gr casatella cheese or any other soft cheese
  • 2 tsp herbs de provence
  • 150 gr mortadella, diced
  • a handful of pistachios, roughly chopped

In a bowl place bread cut in cubes and cover with milk. Let it soften for about 30 minutes, then mix it to mash it using a spatula or a potato masher. Add remaining ingredients and mix well to combine. Transfer the mixture in a rectangular baking pan covered with parchment paper and bake in preheated oven at 200º for about 30 minutes or until golden and firm. Serve cut in cubes or squares.

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Pane con segale e Guinness a lievitazione naturale – Sourdough Guinness and rye bread

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Quando guardo l’archivio ricette che ho, pieno di idee già fatte e fotografate ma mai postate (arriveranno tutte giuro) mi rendo conto di come spesso la “vita” del blog sia scandita da scadenze… per raccolte, rubriche, contest… tutti stimoli bellissimi che per fortuna ci sono …aprono la mente a nuove idee e sperimentazioni… però a volte si rischia di lasciare indietro ricette che si fanno per puro sfizio personale o anche per puro caso e che sono venute davvero buone!

Quindi ogni tanto mi metto a spulciare l’archivio per dare spazio anche a queste “vecchie” ricette… e visto che mi sono anche accorta che è da un po’ che non condivido uno dei miei esperimenti con la pasta madre… ecco qui questo favoloso pane profumato e gustoso fatto con lievito madre, parte di farina di segale e la mia amata birra Guinness.

Nonostante i mesi passino, io continuo a sentirmi una neofita della panificazione naturale… di recente poi ho partecipato ad un Master of Food di Slow Food su Cereali e Pane e mi sono resa conto di quante cose ancora devo approfondire!

In ogni modo, quando uno dei miei esperimenti viene bene (sarà puro c..o ;) ) …son ben felice di condividerlo con voi.

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L’idea di fare questo pane l’ho presa da un articolo di Dan Lepard sul quotidiano The Guardian, lui però usava il lievito di birra… Io invece ho usato il lievito madre.

La quantità di lievito madre era più piccola rispetto a quella che uso di solito ed ho allungato di conseguenza i tempi di lievitazione. Il prefermento comunque, visto i lieviti e zuccheri della birra e la farina di segale integrale, ricca di nutrienti, la mattina dopo era proprio bello vispo.

Una cosa di cui mi son resa conto, panificando con lievito madre, è che i tempi di lievitazione che spesso leggo non sono sempre attendibili. La lievitazione è un fenomeno volubile, anche usando il più stabile e standard lievito di birra e lo è ancor di più con il lievito madre, visto che oltre che al fattore umidità, temperatura, influisce anche la storia della pasta madre che utilizziamo.

Ogni pasta madre è diversa… è unica ed anche la nostra stessa pasta madre, di volta in volta può essere più o meno vivace!

Questo per dire che nelle ricette con pasta madre preferisco non indicare tempi precisi, a volte anche perché non sto a contare le ore… impasto e aspetto che raddoppi… senza controllare l’orologio. Inoltre al bisogno, se devo allungare i tempi, metto anche l’impasto in frigo. Quindi regolatevi anche io in base a vostri tempi ed impegni.

Ed ora vi lascio alla ricetta di questo pane buonissimo, ricco di profumo e gusto, dati entrambi sia dalla birra che dalla farina di segale che è ricca di aromi e sapori meravigliosi.

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– per il prefermento:

  • 450 ml di guiness
  • 60 gr di lievito madre (50% di idratazione)
  • 50 gr di yogurt
  • 150 gr di farina di segale integrale

– dopo la prima lievitazione:

  • 500 gr di farina 360W
  • 2 cucchiaini di sale
  • olio evo e fiocchi di avena per guarnire

In una ciotola unite tutti gli ingredienti del prefermento, mescolando con un frustino per sciogliere bene il lievito madre e ottenere una pastella morbida. Coprite e lasciate lievitare per almeno 12 ore. La pastella dovrà essere piena di bolle e gonfia.

Unite i restanti ingredienti e impastate il tutto per una decina di minuti. A questo punto ho messo la pagnotta dentro il cestino per lievitazione ben infarinato e ho lasciato lievitare coperto da con un panno umido fino al raddoppio. Ho rovesciato la pagnotta lievitata sulla placca da forno ed ho praticato un incisione a croce. Ho spennellato con olio ed ho cosparso sopra dei fiocchi d’avena. Ho lasciato il pane tranquillo finchè si riscaldava il forno a 200° . Ho cotto il pane a 220° per i primi 20 minuti e a 200° per altri 20/30 minuti.

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Sourdough Guinness and rye bread

When I look at the recipe archive which is full of recipes already made and photographed but never posted (I’ll post them all… I promise) I realize how often the “life” of the blog is marked by deadlines … for contests, events etc… and I like all these things, they’re stimulating … they open your mind to new ideas and experimentation … but sometimes you may leave behind recipes you made just cos you like it and want it or that you even made by accident and which came really good!

So sometimes I have a look at the archive to post also some of these “old” recipes … and since I also realized that it is a while since I don’t share some of my sourdough experiments… here this fabulous fragrant and tasty bread made with wild yeast, part of rye flour and my beloved Guinness.

Even if I bake with sourdough since a while now, I still feel like a neophyte of this kind of bread baking.

The idea of ​​making this bread, I got it from an article by Dan Lepard in The Guardian, however, he used the classic yeast …I used instead my sourdough.

The amount of yeast was smaller than what I normally use but I extended leavening times. I made i kind of preferment which thanks to sourdough, yogurt, guinness and ryed flour was really laive and full bubbles.

One thing I realized while experimenting with sourdough is that leavening times I read on many recipes arent’ always reliable… this cos wild yeast is such a fickle thing that there are many causes that may vary these times. Even using the most stable and standard yeast you have to pay attention at  humidity, temperature in the house etc… and with sourdough there are even more variables.

Each sourdough is different … it is unique and also our own sourdough, from time to time may be more or less lively! That is to say in the recipes with sourdough I prefer not indicate precise leavening times, but I suggest to check your own dough and see when it doubles in size. Then you may “play” with temperature according to your times… if you need a quicker rise place it in warm places, if you need more time, use the fridge.

And now I leave you the recipe for this delicious bread, rich in aroma and taste, both given by guinness and rye flour which is rich in flavors and tastes wonderful.

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– For the overnight mixture:

  • 450 ml guinness
  • 60 gr sourdough (50% hydration)
  • 50 gr yogurt
  • 150 gr whole wheat rye flour (pumpernickel)

– For the dough:

  • 500 gr strong white flour
  • 2 tsp salt
  • olive oil and rolled oats to finish

In a bowl mix all ingredients for the overnight mixture. Whisk well until you dissolve sourdough and the mixture is creamy. Cover and leave to rise for at least 12 hours. Teh day after you should see on the surface lots of bubbles, which means the batter is alive and ready to make bread.

Add remaining ingredients and work the dough for about 10 minutes. I placed the dough on a rising basket dusted with flour. I covered the  basket with a damp towel and allow to rise until doubled in size. Reverse the dough onto a baking tray  and cut a cross on top.  Brush with oil and sprinjle some oats on top. Leave there until you preheat oven at 220°. Bake at 220° for first 20 minutes then turn oven down at 200° and bake for extra 20/30 minutes.

Pane di segale guinness

Unisco questa focaccia alla raccolta mensile Panissimo#30, iniziativa creata da Sandra di Indovina chi viene a cena e Barbara di Bread & Companatico che questo mese viene ospitata proprio da Sandra di Indovina chi viene a cena.

With this bread I participate to Panissimo#30, an event created by Barbara of Bread & Companatico and Sandra of Indovina chi viene a cena? and hosted this month by Sandra of Indovina chi viene a cena.

panissimo