Foglie d’ulivo con finocchi e pancetta – Olive leaves pasta with fennel and pancetta

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Foglie d'ulivo con finocchi e pancetta 4

Oggi si va di rispolvero… pulizie di primavera anche sul blog! ;) …ecco quindi una ricettina che aspettava da tempo di esser pubblicata!

Si tratta di una pasta semplice, fresca e davvero gustosa!

Non vi preoccuppate leggendo il nome della ricetta, seppur io ami cucinare con le erbe spontanee queste foglie d’ulivo non sono vere ;) …si tratta invece di una pasta strascinata, come le orecchiette ma con forma più allungata, colorata di verde con gli spinaci che, soprattutto quando secca, ricorda tantissimo le foglie d’ulivo.

Il finocchio è un ortaggio in stagione ancora per un mesetto circa ed oltre ad essere molto buono e profumato è anche un ottimo depurativo, digestivo e diuretico. 

Io di solito lo gusto crudo, mi piace così tanto sgranocchiarli che difficilmente arrivo a pensare a delle ricette su come usarli, quindi questa pasta è davvero una piacevolissima eccezione che consiglio di provare, la freschezza ed aromaticità del finocchio non si perdono …anzi si esaltano e si sposano benissimo con la pancetta. 

Foglie d'ulivo con finocchi e pancetta 3

– per 2 persone:

  • 1 finocchio grande
  • 1 scalogno
  • olio evo
  • sale
  • 180 gr di pasta formato foglie d’ulivo
  • 100 gr di pancetta dolce a cubetti

Tagliate il finocchio a cubetti, eliminando la parte piú filamentosa sulla parte esterna. In una padella scaldate due cucchiai d’olio evo con lo scalogno tritato, fate andare per qualche minuto poi unite i finocchi. Mescolate bene e dopo averli ben rosolati unite poca acqua, cosí da brasarli un pochino e farli intenerire. Quando l’acqua è quasi del tutto evaporata unite la pancetta e farla rosolare bene. Nel frattempo cuocete in abbondante acqua salata la pasta. Una volta cotta scolatela ed unitela alla padellata di finocchi, saltate qualche minuto per amalgamare bene tutto e servite.

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Foglie d'ulivo con finocchi e pancetta

Olive leaves pasta with fennel and pancetta

I hope you didn’t get scared by the name of the recipe… cos even if I love to cook with wild herbs, in this case I didn’t use real olive leaves! ;)

This is a pasta quite similar to orecchiette but longer and green (cos it has spinaches in) and, especially when dried, it really looks like olive tree leaves… Hence the name! ;)

I really love fennel bulbs but I rarely cook with them cos I like so much to eat them raw, fresh and crunchy that they’re finished before I even think of a recipe.

Anyway I enjoyed them with pleasure even when cooked, like in this pasta dish, where fennel gets tender but keeps its freshness and aroma! …then the pancetta cubes add even more taste and a delicious savoury touch.

for 2 persons:

  • 1 fennel bulb, big
  • 1 shallot
  • extra virgin olive oil
  • salt
  • 180 gr olive leaves pasta
  • 100 gr pancetta, in cubes

Wash fennel bulbs and dice them. Heat 2 tbsp olive oil in a pan, add chopped shallot, cook for few minutes then add fennel and mix well. After 2 or 3 minutes add some water, in order to soften the fennel. When water is nearly fully evaporated add pancetta and mix well. In the meantime cook pasta in salted boiling water and when “al dente” drain it and add it to the fennel pan. Toss well to combine and serve.

Foglie d'ulivo con finocchi e pancetta 2

Germogli di broccolo viola con rapa rossa e cannellini all’arancia – Purple sprouting broccoli with cannellini, beetroot and orange dressing

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Oggi ricettina leggera, semplice e gustosa con tanti buoni ortaggi che ci fan bene, inclusa una varietá di broccoli che avevo sempre visto sui siti inglesi ma mai trovata dalle nostre parti, ovvero i purple sprouting broccoli, cioè germogli di broccolo viola.

Io me li sono ritrovati nella cassettina di verdura bio con mia sorpresa e gioia! :)

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A parte la loro bellezza (a me piacciono un sacco sti boccioli viola) hanno proprietà e cotture simili alle cimette di broccolo che noi tutti conosciamo. Inoltre con la cottura perdono la tonalitá viola, quindi per preparare questo piatto, potete sostituirli benissimo con il broccolo normale.

Non vi do dosi precise, andate a gusto, si tratta infondo di mettere assieme un bel mix di verdure sane e colorate e di condirle con una salsina all’arancia e semi di carvi deliziosa e aromatica! ;)

Io lo vedo come un secondo vegetariano, visto che ci sono anche i cannellini, quindi una proteina vegetale e non lo abbinerei ad altre proteine, al massimo qualche fetta di pane di segale o integrale per accompagnarlo. Ma se volete potete anche servirla come contorno ricco… A voi la scelta! ;)

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(ispirata e adattata dal sito riverford)

  • Germogli di broccolo viola
  • rapa rossa/barbabietola
  • fagioli cannellini, cotti
  • buccia arancia grattugiata (bio)
  • succo di arancia
  • olio evo
  • semi di carvi
  • sale

Sbollentate i broccoli per 5 minuti circa o cuoceteli a vapore. Le rape potete o cuocerle al forno, avvolte in alluminio o potete usare quelle giá cotte o tagliarle a pezzetti e sbollentarle. Preparate la salsina facendo tostare i semi di carvi in una padella, quando iniziano a scoppiettare unite un cucchiaio d’olio evo a porzione, del succo d’arancia e della buccia grattugiata. Una volta pronte tutte le verdure unitele assieme, aggiustatele di sale e servitele con la salsina calda sopra.

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Purple sprouting broccoli with cannellini, beetroot and orange dressing 

Today I propose you a very light recipe, simple and tasty with lots of good and healthy vegetables, including a variety of broccoli that I’ve always seen on english websites but never found on pur markets stands… I’m talking of purple sprouting broccoli.

I found them in the weekly veg box …and I was very surprised and happy!

I think these purple sprouting broccoli are really beautiful with their purple hues but in any case they have same properties of normal broccoli florets we all know, so you can easily replace them with them if you can’t find purple sprouting ones. …it’s a shame that they lose their colour when cooked!

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I won’t give precise quantities… Just grab your healthy vegs and go with your taste… dressing them with the delicious and aromatic sauce made with oranges and caraway seeds! ;)

I ate it as a vegetarian meal, as there are beans in, so a vegetable protein and I completed the meal with some rye bread… But if you like you can serve it as a rich side dish. ;)

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(Inspired and adapted from riverford)

  • Purple sprouting broccoli
  • Beetroot
  • Cannellini beans, cooked
  • Grated zest of orange (organic)
  • Orange juice
  • olive oil
  • Caraway sedds
  • salt

Cook purple sprouting broccoli, boiling them for 5 minutes or steaming them. Cook beetroot, you can wrap it in foil and cook it in the oven, or cut it raw in small piaces and boiling them or use also a precooked beetroot (I find them vacuum packed at the supermarket). Prepare the dressing, adding caraway seeds to a dry non-sticking pan. Heat gently until you hear them popping and realising their smell. Add some olive oil (approx 1 tbsp per serving) some orange juice and orange zest. Put all your cooked vegs together, adjust with salt and serve them with the hot dressing.

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StagioniaAMO! ad aprile… con gli asparagi!

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Questo mese nella cucina di StagioniAMO! cuciniamo gli asparagi… meraviglioso ortaggio di stagione che arriva giusto giusto a depurarci dalle scorie che il nostro organismo ha accumulato durante l’inverno.

Noi vi proponiamo come sempre un menù tutto a base di asparagi e oggi vi presento le prime due portate:

Ed ora vi aspettiamo settimana prossima da Marzia… e poi da me per scoprire secondo e dolce con gli asparagi! :)

Inoltre venite a trovarci sulla nostra pagina Facebook di StagioniAMO! …dove condiviamo molto altro oltre ai menù e dove ci saranno presto molte altre novità! 

Stay Tuned!

PAgina stagioniamo

Sobya…un ultimo drink egiziano di latte e cocco prima di partire per il freddo Antartide – Sobya…a last egyptian drink with milk and coconut before we move to Antarctica

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Sobya 4

Oggi è l’ultimo giorno della tappa egiziana dell’Abbecedario Culinario Mondiale, sono stata felicissima di tutte le belle ricette arrivate e so che altre sono in arrivo sul fotofinish! ;) …i nostri viaggiatori culinari sono instancabili! ;)

Io avrei voluto fare qualche altra ricettina ma ci sono stati alcuni imprevisti, primi tra i quali la mancanza degli ingredienti principali che non sono ancora arrivati nel negozio di prodotti etnici consigliatomi dalla mia amica e fonte di ispirazione per le ricette che ho condiviso con voi! :)

Ma non mancheró di farle per futuri progetti! :)

Quindi oggi vi saluto con un’ultima bevanda, meravigliosa e da fare e rifare d’estate! …la Sobya, (o sobia) un drink fatto con latte, cocco ed un tocco di amido di riso.

La sobya è uno dei tanti drink che vengono venduti presso i tanti venditori di succhi che si trovano in Egitto, dove si gustano succhi di frutta vari ed anche il famoso Qasab, succo di canna da zucchero, che si prepara con uno speciale estrattore!

image(Immagine presa dal web)

Prima di salutarvi e lasciarvi alla ricetta per la Sobya vi lascio delle immagini che mi ha “regalato” la mia amica Morena del negozio di spezie piú antico del mercato di Hurghada, sono immagini che vi lascio, insieme a quella qui sopra (presa dal web) per farvi tuffare nella calda atmosfera egiziana ed invitarvi a viverla dal vivo visitando questo meraviglioso paese.

Mercato hurghada

 

Sobya

Sobya

-per 1 bicchiere:

  • 200 ml di latte
  • 2/3 cucchiai di cocco rapè
  • 1 cucchiai di zucchero (o più a piacere)
  • 1/2 cucchiai di amido di riso (io non trovandolo ho usato la farina)
  • 1/3 cucchiaino essenza di vaniglia naturale

Mettere il cocco nel latte e lasciarlo lì un’oretta. Unire gli altri ingredienti e poi frullare il tutto. Servire freddo.

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Sobya 3

 Sobya – Egyptian drink with milk and coconut

Today is the last day of the Egyptian journey of the World Culinary ABC. I’m very happy cos I received so many great recipes and I think some will come in these last few hours. ;) Our culinary travelers are tireless! ;)

I wanted to make some other recipes but there have been some problems, first of all the lack of the main ingredients which haven’t arrived in the shop of ethnic food that my friend suggested me :) …But I will make them for future projects! :)

So today I leave you with one last drink, delicous and great for the upcoming summer season! … The Sobya, (or Sobia) a drink made with milk, coconut and a touch of rice starch. The sobya is one of the many drinks that you can find at huice shops around Egypt, where you can taste different fruit juices and even the famous Qasab, sugar cane juice, which is prepared with a special juicer!

sobya 2

Sobya

-for 1 glass:

  • 200 ml milk
  • 2/3 tbsp shredded coconut
  • 1 tbsp sugar  (or more to taste)
  • 1/2 tbsp rice starch (I used rice flour as couldn’t find the starch)
  • 1/3tsp vanilla essence

Place coconut in milk and leave to soak for an hour. Add remaining ingredients and then blend until smooth.

Finti bagels all’asiago mezzano e pastinaca – Faux bagels with asiago cheese and parsnip

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Queste ultime settimane sono stata presa dalla tappa egiziana dell’Abbecedario Culinario Mondiale che ho il piacere di ospitare sul mio blog… ma non mi son dimenticata comunque del contest-raccolta Sedici: L’alchimia dei sapori. Vi ricordate vero che ve ne avevo parlato qui… ogni mese il contest prende in esame una famiglia di sapori… ispirandosi al libro “La grammatica dei sapori” di Niki Segnit, da cui traggono anche gli abbinamenti con cui “giocare” e cucinare.

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Dopo la famiglia degli Agrumati, questo mese tocca ai Caseari, ovvero i formaggi, i quali si suddividono in sottocategorie: freschi, stagionati, erborinati, di capra e a crosta lavata.

Ognuna delle 6 blogger che hanno ideato questo contest ospita una categoria ed io questo mese ho scelto quella dei formaggi stagionati che è ospitata dalla mia amica Marzia – Coffee & Mattarello.

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Immagino che per la Segnit non sarà stato facile confrontare e catalogare i formaggi, in ognuna di queste categorie ci sono così tanti formaggi sia italiani che stranieri e così diversi tra loro poi! …io tra i tanti ho scelto un formaggio della mia regione, l’Asiago mezzano.

Ci sono varie tipologie d’Asiago, fresco, mezzano, vecchio e stravecchio e a parte il fresco, tutti gli altri rientrano nella categoria degli stagionati ed in questa pagina trovate info più dettagliate.

Da Marzia c’è una lunga lista di possibili abbinamenti per i formaggi stagionati ed io, per il mio asiago mezzano ho scelto la pastinaca!

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La pastinaca è quella specie di carota albina che qui da noi è sempre difficile trovare e che in Inghilterra invece si trova ovunque. Io quando la trovo ne faccio scorta e la conservo pulita e pelata in freezer! Cosí ne ho tirata fuori una per questo abbinamento! ;)

La pastinaca è dolce come la cugina carota ma in piú ha una nota aromatica davvero intensa, il suo profumo per me è delizioso, ricorda un po’ il finocchio o l’anice (infondo la famiglia botanica è la stessa). Sia il suo aroma che il suo gusto si sposano davvero bene con l’asiago, sapido e leggermente piccantino… e non vi dico che profumo quando si cucinavano questi panini! :)

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L’idea per questi finti bagels l’ho presa da una vecchia edizione della rivista che King Arthur Flour ha pubblicato per anni… The baking sheet. Ovviamente ci ho messo il mio tocco personale ma ho preso spunto soprattutto per l’idea di camuffare dei panini a ciambella da bagels ;) …infatti queste ciambelle non vengono bollite ma vengono  spennellate in piú passaggi con un mix di malto e acqua che crea un effetto lucido! ;)

Chiamateli panini, chiamatele ciambelle o finti bagels… poco importa, quella che è certa è la loro bontá! Sono morbidissimi, aromatici e quando beccate il pezzo con il formaggio …è pura goduria! ;)

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per 8 bagels:

  • 500 gr di farina manitoba
  • 5 gr di malto diastasico
  • 1 e 1/2 cucchiaini di sale
  • 1 bustina da 7 gr di lievito di birra secco
  • 250/260 ml di acqua tiepida
  • 150 gr di asiago mezzano
  • 80 gr di pastinaca grattugiata
  • 1 cucchiaio di malto d’orzo
  • 2 cucchiai d’acqua

Miscelate assieme farina, malto e lievito. Versate al centro quasi tutta l’acqua, cominciate ad impastare con una spatola, sciogliete il sale nella restante acqua ed unitela all’impasto. Lavorate l’impasto o con planetaria o a mano su una spianatoia, fino a che diventa bello liscio, morbido ed elastico. Mettetelo a riposare in una ciotola, coperto con pellicola, fino al raddoppio.

Nel frattempo tagliate a cubettini l’asiago e grattugiate la pastinaca, usando una grattugia a fori grossi. Riprendete l’impasto e stendetelo bene, unite al centro formaggio e pastinaca, chiudetelo e rilavoratelo per incorporare bene gli ingredienti.

Formate 8 palline, con un dito infarinato fate un foro al centro di ognuna ed iniziate a far girare l’impasto intorno al dito, in maniera centrifuga, per far allargare il buco. Posizionate le ciambelle su una teglia da forno, coperta con carta forno e copritele con pellicola oliata (per non farla attaccare). Lasciatele lievitare un’oretta o fino a raddoppio.

Preriscaldate il forno a 200º ed iniziate a glassare le ciambelle. Miscelate malto e acqua e spennellatele bene. Prima di infornare, ripassatele una seconda volta ed una terza dopo i primi 10 minuti di cottura. Lasciate cuocere i finti bagels altri 10/15 minuti finchè ben dorati e gonfi. Metteteli a raffreddare su una gratella.

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Faux bagels with asiago cheese and parsnip

Thanks to an italian foodblogger contest, inspired by Niki Segnit book “The flavour thesaurus” I keep discovering new flavours pairings. The food contest this month is exploring the cheesy theme and its many combinations of flavours!

I got inspired by the combination of hard cheese with parsnip! …hence the idea to use them together to make these faux bagels.

As hard cheese I chose Asiago mezzano, which is an asiago cheese matured for 3-8 months. It’s a cheese where you can still taste the milk but with a slightly sharp note and it’s really perfect with the sweetness and scent of parsnip! …I really love parsnips aroma, it reminds me of fennel or anise seeds (they all come from the same botanical family) and when you bake these buns you’ll get an amazing scent coming from the oven! :)

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The idea to fake bagels comes from an old issue of the King Arthur Flour magazine, The Baking Sheet. I didn’t follow completely the whole recipe but I did try the faking part, where instead of boiling the bagels, you brush them with a malt and water mixture. A nice trick for a shiny and easy glaze! :)

I really loved these buns, so soft, fragrant and flavourful… and when you bite them and find the cheesy bit… Yummy…. Delicious! ;)

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 – for 8 bagels:

  • 500 gr high gluten flour
  • 5 gr di diastasic malt
  • 1 e 1/2 tsp salt
  • 1 sachet – 7 gr instant yeast
  • 250/260 ml lukewarm water
  • 150 gr asiago mezzano cheese, cut in small cubes
  • 80 gr grated parsnip
  • 1 tbsp barley malt syrup
  • 2 tbsp water

Mix flour, malt and yeast in a bowl. Pour water in the middle, leaving some behind to dissolve salt. Start mixing with a spatula, add remaining water with salt then keep mixing the dough or with a stand mixer or by hand on a floured surface, until you get a smooth, soft and elastic dough. Place the dough in a bowl, cover with film and let it rise until doubled in size.

In the meantime cut asiago in small cubes and grate parsnip. Flat down the dough and place in the middle cheese and parsnip. Fold the dough over the filling and start kneading it to fold them completely and evenly.

Shape 8 balls from the dough. Flour index finger and push it down in the middle of the ball and start twirling the dough around. The centrifugal force will enlarge the hole. Place the bagels on a baking tray covered with parchment paper and cover with greased film. Let them rise until doubled in size, about one hour.

Preheat pven at 200º. In the meantime mix water and amlt syrup and brush the bagels for a first time. Brush them a second time after ten minutes before baking them, then a third time after 10 minutes in the oven. Bake for other 10/15 minutes until golden brown. Cool on a rack.

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E dopo tanto pensarci… Ecco la pagina Facebook del blog

Tempo fa mi sono soffermata a pensare che sono passati piú di 5 anni da quando ho dato vita a questo blog… Cinque anni volati ed in cui non ho mia festeggiato i compleanni del blog.! …Forse perchè la passione per la cucina c’è sempre stata e non riesco a contenerla tra delle date… ed essendo il blog il mezzo con cui condivido questa passione e ne lascio traccia, anche lui è un po’ come se facesse parte di me da sempre! :)

I blog sono spazi personali dove ognuno lascia qualcosa di sé in un spazio immenso, la rete… Uno spazio talmente ampio e variegato che chissà quanti ci possono finire sul mio blog… Chissà come?

I blog ci rispecchiano, un po’ filtrano ma alla fine ciò che siamo viene in qualche modo trasmesso, si può omettere, edulcorare, si può anche fingere… ma alla fine, ognuna di queste azioni e tutto il resto che mettiamo su queste pagine ci rispecchia… è un riflesso della nostra personalità e della nostra vita e di come la viviamo!

E tornando al discorso “chissá come puó arrivare una persona sul mio blog?” ..beh a me non è mai interessato…. So che sul mio blog arrivano le mie amiche, quelle vere, quelle che conosco nella realtà, finiscono le blogger che anche io seguo, per affinità …e poi so che qualcun’altro ci finisce per caso, sconosciuti che tramite qualche ricerca sul web capitano da me e poi magari ci tornano pure e mi seguono!

Ve lo giuro …non lo scrivo tanto per dire… avrò guardato la pagina della statistiche del blog, su chi viene, da dove viene, perché viene… Boh… 5 volte in 5 anni! …e questo rispecchia ciò che sono e sempre sono stata nella vita… Ho sempre seguito il vecchio detto che ripeteva sempre mamma “chi mi ama mi segua!” …poche amicizie ma vere e sincere! …non ho mai cercato gruppi, non ho mai forzato amicizie per sentirmi parte di qualcosa o per aver qualcuno… In passato ed anche ora, sto così bene a casa mia che non devo uscire (magari sopportando tra le tante persone anche qualcuno che non mi piace) tanto per stare in compagnia o per entrare in qualche gruppo o cerchia!

Ed il blog mi rispecchia! …non sono una persona social nella vita… Sociale sí, con le mie amiche, con le colleghe sono una pazzerella, si ride tanto, ci si racconta… Ma sui social virtuali sono sempre stata latitante! …pur avendo una pagina Facebook personale ci vado ben poco …ed in 5 anni non ho mai pensato di aprire una pagina Facebook del blog… Fino a qualche settimana fà in cui ho fatto anche questo passo!

L’ho fatto dopo lunghe insistenze da parte di amiche (quelle reali) per cui andare in internet vuol dire andar su Facebook, poiché lì seguono notizie, gruppi, pagine ed interessi vari! …l’ho fatto anche per seguire meglio il progetto di StagioniAMO! a cui sia io che le mie compagne di avventura teniamo molto…. E se dopo questo passo, ci saranno piú visitatori sul blog, se qualcun’altro si interesserà a Crumpets & co. …ben venga… nuove persone con cui condividere la mia passione!

Voglio vedere la pagina Facebook come una sorta di porta sul retro del blog, una porticina in più a cui bussare per entrare nella cucina di Terry! …e siccome amo vivere serena ed il blog e la sua pagina FB sono pur sempre casa mia… Se ci entrano rompiballe, se scattano polemiche o altra rotture varie ed eventuali, io le porte le chiudo! ;)

Lo dico perché sull’interagire di blogger su Facebook ne ho sentite di cotte e di crude… Delle specie di lotte virtuali di donne sul fango ;-p …ripeto …io voglia star serena e godermi la mia cucina, aprendola solo a chi realmente interessato!

La vita è cosí preziosa e speciale ed anche breve per sprecarla ad accapigliarsi, a far baruffe… ad affannarsi per visibilitá …soprattutto in un mondo virtuale, che è solo una piccola parte di quella che è la mia vita reale e quotidiana, giá piena e felice!

Le passioni sono quelle cose che seguiamo per farci sentire meglio, perchè ci regalano gioia e soddisfazioni, perchè nutrono e appagano la nostra curiositá… Non facciamocele rovinare da nessuno e soprattutto cerchiamo di viverle senza affanni e rincorse, così come vengono e come possiamo… Se no da passioni diventano angosce, impegni, doveri… e sarebbero tempo e serenitá sprecati! :)

Beh dopo tutta sta filippica, ecco la pagina Facebook di Crumpets & co. …oggi ho messo in copertina la foto dei chinotti che stanno crescendo in terrazza! ;) …magari su Facebook condivideró in maniera piú estemporanea anche queste piccole cose della mia vita che si legano comunque al blog… Chissá che non faccia una carrellata fotografica delle tante piante del terrazzo …molte si stanno risvegliando ora! ;)

Se volete ..mi trovate anche lí! :)

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Yalla neshrab haga? – Beviamo qualcosa? – Lets drink something!?

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Tra le mie ricette e tutte quelle che le altre viaggiatrici dell’Abbecedario Culinario Mondiale stanno inviando (le potete trovare tutte qui) stiamo scoprendo sempre di più su cosa e come mangiano gli egiziani!

Ora la domanda successiva è …cosa bevono?… per rispondere a questa domanda mi sono affidata ancora una volta ai consigli e racconti della mia amica Morena che mi ha anche fornito alcuni ingredienti! :) ….grassie vecia! ;)

Quelle che vi lascio oggi sono solo alcune delle bevande tipiche egiziane, sono quelle che ho avuto modo di provare. Poi magari vi lascio anche i nomi di altre bevande, se volete cercare online e provarle! :)

Thè alla menta

Inizio raccontandovi della prima bevanda che ho gustato dopo una delle cene a casa della mia amica ovvero il thè alla menta.

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Ovviamente come tutti i thè è davvero semplice da preparare, si usa del thè nero classico miscelato con delle foglie di menta secca. Si beve caldo ed è davvero un ottimo dopo pasto, poiché la menta ha meravigliose proprietà digestive ed il suo aroma è perfetto per lasciare la bocca fresca dopo un pasto.

In foto vedete tutte materie prime provenienti direttamente dall’Egitto! :)

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Per una tazza:

  • 1 cucchiaino o bustina di thè nero
  • 1 cucchiaino di foglie secche di menta

Versate una tazza di acqua bollente sulle foglie di thè nero e di menta e lasciate in infusione per circa 3 o 4 minuti. Passate al setaccio e servite caldo. Se volete dolcificate a piacere.

Helba

Un’altra bevanda calda tipica egiziana è l’helba, ovvero i semi di fieno greco in decotto. La mia amica mi raccontava di come in Egitto, nei bar, sia d’uso consumare questo genere di tisane, dal karkadè, all’helba, all’anice stellato. Dei bar dall’accento decisamente più salutista ed erboristico rispetto ai nostri e che di sicuro sprigionano aromi unici!

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L’helba viene spesso bevuto con il latte ed è quello che vi propongo io oggi e che vi consiglio vivamente di provare! …amo l’aroma del fieno greco e berlo in decotto, con il latte poi… favoloso! …amore a primo assaggio! :)

Oltre ad esser delizioso il decotto di helba fa anche molto bene alla salute. Si trovano informazioni sulle sue proprietà in papiri egiziani risalenti al 1500 a.C.

Il fieno greco, della famiglia dei legumi, infatti ha proprietà depurative per fegato, reni e sangue, stimola l’appetito e remineralizza, inoltre è un vero alleato delle donne, poiché grazie al contenuto di fitoestrogeni regolarizza il ciclo mestruale e nelle neomamme aiuta la montata lattea.

Il decotto con il latte, proprio come quello che ho preparato io, è ottimo anche come espettorante e antiinfluenzale in caso di bronchite, febbre, laringiti e tosse.

Il fieno greco in semi è molto usato nella cucina indiana e se non lo trovate in erboristeria forse lo potete reperire presso i negozi di alimentari etnici.

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Per 1 tazza:

  • 3 cucchiaini di semi di fieno greco
  • 1 tazza di acqua
  • Latte

Portate a bollore l’acqua insieme ai semi di fieno greco. Fate sobbollire per circa 10 minuti. Filtrate attraverso un colino e versate il decotto in una tazza. Macchiate con del latte e dolcificate (se lo desiderate) a piacere.

Karkadé

Un altro meraviglioso e sano infuso che gli egiziani bevono di abitudine è il karkadè, ovvero un infuso di fiori di ibisco essiccati.

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Il karkadè è digestivo, regola l’intestino ,fluidifica il sangue e abbassa la pressione. La mia amica mi ha raccontato che quando va in Egitto ne fa scorta per tutta la famiglia che ormai lo beve regolarmente e ne ha tratto grossi benefici.

Il karkadè in Egitto si beve caldo e deve essere di un rosso intenso e scuro, come il vino!

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Per 2 tazze:

  • una manciata abbondnate di karkadè/fiori di ibisco secchi

Fate bollire l’acqua e versatela sopra ai fiori di ibisco. L’acqua tende subito a colorarsi e se serve unite qualche fiore secco in più per intensificare il colore. Lasciate infondere una decina di minuti poi filtrate e servite. Dolcificare a piacere.

Tamr hindi

Dopo uno dei suoi viaggi in Egitto la mia amica Morena è tornata con una strana cosa per me… questa lunga bacca che vedete qui sotto… dicendomi …”non so cos’è ma mi hanno detto che ci si fanno tisane”.

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E così la mia curiosità mi ha subito fatto partire alla ricerca di cosa fosse questa lunga bacca e, seppur molto più lunga di quelle che ero abituata a vedere, si tratta di tamarindo.

In Egitto infatti una bevanda tipica è proprio il Tamr Hindi, ovvero un infusione di tamarindo.

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Si prende il tamarindo lo si rompe e lo si mette in una ampia ciotola. Vi si versa sopra l’acqua bollente, lo zucchero e lo si lascia in infusione per 6 ore o per una notte. La mattina dopo si filtra e lo si mette in caraffe. Si conserva in frigo e va servito freddo. Volendo si può mettere anche il succo di mezzo di limone, a piacere.

Le dosi che ho fatto io, per una bacca come quella in foto è di 700ml d’acqua d’acqua (mezzo limone opzionale) e 3 cucchiai di zucchero. Si zucchera a piacere. Volendo si può aggiustare una volta pronto.

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Il tamarindo che ho usato aveva un guscio molto duro e legnoso e non è stato possibile usare solo l’interno di polpa (un po’ appiccicaticcia) quindi ho infuso tutto assieme.

Anche il tamarindo ha le sue proprietà, purifica il sangue, è rinfrescante, astringente, febbrifugo e antisettico.

Caffè turco

In Egitto, oltre a tutti questi infusi di piante, profumate e salutari, bevono anche il caffè e per la precisione il caffè turco.

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La polvere per fare il caffè turco è davvero finissima. Si mette 1 cucchiaino per ogni tazzina che si andrà a servire. Lo si mette in un pentolino con l’acqua fredda e lo zucchero (chi vuole lo può omettere). Una volta preso bollore e si forma la schiuma, si abbassa la fiamma, lo si fa andare per circa 3 minuti e si spegne. Bisogna poi farlo depositare qualche minuto prima di versarlo nelle tazzine. Prima di berlo lo si lascia di nuovo riposare e lo si beve.

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In ogni tazza restano comunque dei depositi di caffè, i famosi fondi di caffè in cui si può leggere il futuro. L’usanza della caffeomanzia è davvero interessante e c’è anche una dettagliata pagina wikipedia a riguardo con la descrizione su come interpretare molte figure.

La cosa è davvero affascinante per me, un rituale antico (risale ai tempi dell’Impero ottomano intorno al 1500) molto evocativo… chiudo gli occhi e provo ad immaginare la scena… si beve il caffè, si chiudono gli occhi e si esprime un desiderio… si copra la tazzina con il piatto, si capovolge e poi l’attesa ed infine la lettura dei disegni che si sono formati! …la mia amica mi raccontava di come sua suocera usasse leggere i fondi del caffè e di come fosse anche molto brava.

Questo il mio fondo… voi che immagini vedete? …che futuro mi attende? :)

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Altre bevande tipiche se volete cercarle e magari provarle sono:

  • Mowz bil-laban (latte e banana) o jawafa bil-laban (latte e guava)
  • Qasab (succo di zucchero di canna) e per farlo ci vuole un macchinario adatto.
  • Qamar Al-din (succo di albicocche stufate)
  • Sobya (latte e cocco con riso)
  • Kharoob (succo di carruba)
  • Sahlab (latte con polvere di orchidea mascula)
  • Succo di fragola o mango o melone o anguria

English corner 2

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With the recipes I’m posting and the ones I’m receiving from the other World Culinary ABC travelers, we are really discovering a lot about Egyptian recipes and cooking… so I think It’s time now to learn something more about Egyptian drinks! :)

Once again, to know more about this subject I have entrusted once again to the advice and stories of my friend Morena who also gave me some ingredients! :)

The drinks I write about here are just some of the many drinks you can find in Egypt. They are the one I had the chance to try. I will leave a list of other drinks below, so you can search online and try them out! :)

Mint tea

Let start from the drink I have tasted after my first Egyptian dinner at my friend’s house… mint tea.

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Obviously like all teas mint tea is really simple to prepare, it is na infusion of black tea mixed with dried mint leaves. You drink it hot and it’s really perfect after a meal, because the mint has wonderful digestive properties and its aroma is perfect for leaving your mouth fresh.

In the picture you see all ingredients which arrived directly from Egypt! :)

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For 1 mug:

  • 1 tsp or tea bag black tea
  • 1 tsp dried mint leaves

Pour hot water over tea and dried mint leaves. Let infuse for about 3 or 4 minutes. Pass through a sieve and serve hot. Sweeten if and as desired.

Helba

Another typical Egyptian hot drink is helba, which are fenugreek seeds in decoction. My friend told me how in Egypt, in bars, there’s the habit to consume these kind of teas, from hibiscus to fenugreek or star anise herbal teas. For sure these bars have a more healthy and herbal approach than ours and I imagine the amazing scent and aroma that should come out from there!

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Helba tea is often drunk with milk and that is one I propose you today, and I highly recommend you to try it! … I love the aroma of fenugreek and drink it in decoction with milk is really fabulous! … Love at first taste! :)

Besides being delicious, helba decoction is also very good for your health. You can find information on its properties in Egyptian papyri dating back to 1500 BC.

Fenugreek, of the legume family, purify liver, kidneys and blood, stimulates appetite and remineralises. It is also a great women “friend” because, thanks to the phytoestrogens content, it regulates menstruation and causes the flow of breast milk.

The decoction with milk, just like the one I prepared, is also excellent remedy in case of colds and flues, bronchitis, laryngitis, sinusitis, cough.

Fenugreek seeds are widely used in Indian cooking and if you can’t find them in your herbal shop you can check in indian groceries.

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For 1 mug:

  • 3 tsp fenugreek seeds
  • 1 mug water
  • milk

Boil 1 mug of water together with fenugreek seeds for about 10 minutes. Pass the decoction through a sieve and pour it in the mug. Add some milk before drinking it. Sweeten if and as desired.

Karkadè – Hibiscus herbal tea

Another wonderful and healthy herbal tea which is very typical is Karkadè, an infusion of dried hibiscus flowers.

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Karkadè is of great remedy for high blood pressure, high cholesterol, immunity and digestive and inflammatory problems. My friend told me that when she goes to Egypt, she comes back with a big lot of dried hibiscus, for her and her family cos they all drink it regularly and with great benefits.

Karkadé, in Egypt, is usually drunk hot and should be of deep red hue, like wine!

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For 2 mugs:

  • a good handful of dried hibiscus flowers

Pour boiling water over flowers and let infuse for about 10 minutes. If you see that teh colour is not so deep add extra flowers. Filter and serve hot.

Turkish coffee

In Egypt, in addition to all these fragrant and healthy herbal teas, they also drink coffee and to be precise the turkish coffee.

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The powder to make turkish coffee is really fine. You use 1 teaspoon of coffee powder for each cup you will serve. You put the powder in a saucepan with cold water and sugar (if you like it sweet otherwise you can omit it). When it comes to a boil and it has some froth on top you turn on low heat and let it simmer for about 3 minutes. You turn off the heat and let the powder deposit on the bottom of the saucepan for few minutes. Pour the coffee in the cups and let it rest again before drinking it.

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As the coffee is really fine there will be a sediment at the bottom of the cup, the famous coffee grounds from which you can tell your future. The custom of coffee readings is really interesting and I also found a nice detailed page which tells more about it.

I found coffee readings really fascinating, a very evocative ancient ritual (dating back to the Ottoman Empire in the 16th century) … I close my eyes and try to imagine the scene … you drink coffee, you make a personal wish… you place the saucer over the cup, you turn it upside down and then you wait…patiently and finally the reading of the grounds and the “images” you can see in them! …My friend told me of how her mother-in-law was used to read coffee grounds and how good she was at it.

Here’s my coffee grounds …what do you see? …what future awaits me? :)

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Tamr Hindi

After one of her trips to Egypt, my friend Morena came back with a strange thing for me … this long berry you see below … and she told me… “I don’t know what it is but they told me you can make herbal teas with it”

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My curiosity suddenly awoke and I immediately started looking for what it was this long berry and, although bigger than I was used to, I found out it was tamarind.

In Egypt, in fact, a typical drink is just this Tamr Hindi… an infusion of tamarind pulp.

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You break tamarind in pieces and you put it in a large bowl. Pour over boiling water, sugar, and let it sit for about 6 hours or overnight. The morning after you have to filter the tea and place it into a jub or a bottle. It keeps in the refrigerator and it is served cold. If you want you can also put the juice of half a lemon.

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The quantities  for the tamarind I had have been of 700 ml water and 3 tbsp of sugar (1/2 lemon you can also omit). You can adjust sugar to taste, tamarind has a sour taste. If you want you can adjust the sweetness when filtered.

The tamarind has quite a few properties too, it purify blood, it’is refreshing, astringent, febrifuge and antiseptic.

Other typical egyptian drinks, if you want to search about and try them, are:

  • Mowz bil-laban (banana and milk) o jawafa bil-laban (guava and milk)
  • Qasab (sugar cane juice) but you need a special juicer to make it
  • Qamar Al-din (stewed apricot juice)
  • Sobya (milk with coconut and rice)
  • Kharoob (carob juice)
  • Sahlab (milk with orchid mascula powder)
  • Strawberry or mango or watermelon or melon juice