Bagna Càuda

Direte voi perplessi… “uhm… una veneziana che ci parla della Bagna Càuda????!!!!” …e c’avreste ragione vi rispondo io!!! …ma state tranquilli perchè la Bagna càuda che vedete in questo post io l’ho solo fotografata (e pappata!!!)… l’abile esecutrice del tutto, nonchè Torinese d.o.c., è l’ormai famosa Agnese …la quale ha organizzato a casa sua una seratina per sole donne, per farci provare questa famosa specialità piemontese! 🙂 …Come mi dice lei, bagna càuda significa salsa calda …di ricette se ne trovano diverse… ognuna con piccole varianti… ma lei ci ha preparato quella classica, quella che ha sempre mangiato in famiglia, fatta semplicemente di aglio, olio e acciughe …e poi verdure in abbondanza da “tociar” dentro! 🙂   …noi avevamo, radicchio tardivo, finocchi, puntarelle, peperoni, sedano, carote e cavolfiori…. putroppo non si è riusciti a trovare il topinambur, una delle tipiche verdure che di solito accompagnano la salsa… ma ce la siam godute lo stesso! 🙂

La Bagna càuda è stata servita nella maniera più tipica, cioè dentro il fojòt, il tipico contenitore di terracotta che sopra raccoglie la salsa e sotto ha lo spazio per una candelina che serve a tenerla in caldo.

Che dire… l’ho amata! …ovvio che… o avete un partner che ama l’aglio quanto voi… o è bene evitare incontri galanti per le successive 24 ore ;-p …ma questo piatto tipico merita davvero di esser provato!!! …un piatto conviviale, caldo, che unisce la tavola ...le persone …ancor di più se accompagnato da dei buoni vini rossi piemontesi… un meraviglioso Dolcetto ed una Bonarda strepitosa…  come abbiam fatto noi! 🙂

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  • 1 testa d’aglio a commensale
  • 100 gr di acciughe sotto sale a commensale
  • olio extra vergine d’oliva qb
  • verdure crude varie

Mettere a cuocere l’aglio nell’olio d’oliva che dovrà coprire bene il tutto. Far cuocere finchè l’aglio sarà tenero. Una volta che l’aglio è cotto, frullare o pestare il tutto, rimettere sul fuoco e aggiungere le acciughe, che avrete precedentemente dissalato e deliscato, mescolare bene finchè non si siano del tutto spappolate. Portare in tavola e servire negli appositi fojòt, accompagnando la salsa con verdure crude varie, da intingervi dentro.

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Questa ricetta si unisce all’Abbecedario Culinario d’Italia.

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37 thoughts on “Bagna Càuda

  1. Mai assaggiata nemmeno io ma mi dà davvero l’impressione di un piatto che avvicina! Sarà per il fatto di intingere le verdure nella salsa…e che ciotola di verdure colorate 😀
    Un bacione cara, buona giornata

  2. Pingback: Bagna Càuda « Crumpets & co.

  3. Ciao!m noi non l’abbaimo proprio mai assaggiata!!a dirti la verità…non sapevamo neppure bene in cosa consistesse!!
    Caspita…è davvero super!!
    ma quand’è che ci inviti a queste serate/cene particolari?! noi adoriamo provare cose nuove..e visto ch enon siamo neppure poi così lontane 😉
    un bacione

  4. da brava torinese non posso non commentare questo post.
    Io questa bagnetta la adoro veramente… ma la vecchiaia incombe e faccio una fatica del diavolo a digerirla, figurati che mio nonno la faceva con il burro… negli anni ho man mano ridotto la quantità di aglio e quanta ne mangio… è passata da piatto unico ad antipasto… ma rimane unica e davvero davvero divina. Meravigliosa abbinata ai tapinabur, ai funghi crudi e alla polenta arrostita. Bacioni!!!

  5. Questa e’ un’estasi che va assolutamente provata, magari in compagnia del partner, cosi’ ci si sfiata a vicenda (adoro l’aglio, ma cio’ non mi fa amare la vicinanza di chi ne ha abusato! :P)

    Prima che finisca il freddo (immagino sia onvernale, vero?) ne devo far almeno un pochino da assaggiare 🙂

  6. ciao carissima!! sai che non ho mai minimamente gustato la bagna cauda?? sembra davvero perfetta e buona!! complimenti!! sgranocchierei volentieri tutte quelle verdurine!! 😀

  7. che buona la bagna cauda!!!!!
    è da tanto che non la faccio…anche se io la alleggerisco un po’ mettendo meno aglio…altrimenti, chi esce più di casa per tre giorni!!!
    baci mara

  8. Ciao Terry,
    ma che bella mi fai tornare all’infanzia. Anche se sono napoletana, ho vissuto nella provincia torinese fino ai cinque anni e già allora ero una buongustaia 🙂 Forse adesso mi ricordo più il nome che il sapore della bagna cauda,ma sappi che mi hai fatto venire l’acquolina in bocca 🙂

    Complimentissimi per la banoffee pie!Invitante, of course!

  9. la mangiamo sempre anche nella mia famiglia… a natale! e nessuno è torinese, infatti è un mistero come questa ricetta sia arrivata nella nostra famiglia!

    e la facciamo proprio come la fai tu, mentre non so chi mi diceva che in quella torinese vera ci andrebbe pure il latte…

    insomma, ma quant’è buona! e poi è un piatto così conviviale!

  10. Sono sicura che vi sarete deliziate, anche se con questa ricetta “tradizionale” sopravvivere e far sopravvivere chi ci circonda nei giorni successivi è un vero dramma. Io la preparo in versione alleggerita in aglio, non leggera lo stesso, ma molto più facile da “gestire” per quanto riguarda le relazioni.
    Un must di questa salsa, oltre al topinambour, che pensa ho trovato solo 3 gg fa all’esselunga, è anche il cardo, meglio se quello gobbo, per un piemontese, il cardo è assolutamente tassativo, poi viene la verza, la barbabietola cotta al forno, le cipolle cotte al forno con la buccia, sedano, finocchio, radicchio, peperoni crudi, peperoni conservati sotto raspo, patate e carote al vapore, e se possibile anche delle belle fette di polenta fredda e abbrustolita. Baci e a presto

  11. Terry, mi potresti scrivere un messaggino sulla mia mail, la trovi da me in alto a destra, così mi arriva la tua mail, vorrei mandarti una cosa che ho ricevuto che potrebbe interessarti, ciao bella.

  12. Olà è così difficile trovare la ricetta così come si deve! Bene!
    Per Simona che non la digerisce tanto e la Gaia che ricorda il latte… ebbene sì, un metodo per renderla un po’ più leggerina senza ridurre le dosi degli ingredienti base, oltre che togliere l'”anima” agli spicchi di aglio, è quello di farli disfare prima nel latte sobbollente, aggiungendone poco alla volta in modo che non ce ne sia poi in eccesso. L’olio a quel punto si aggiunge solo alla fine, dopo le acciughe, e si porta a temperatura. Non friggendo (non soffrigge nemmeno, in questo modo!) aiuta ad aggiungere al piatto una miglior digeribilità 😉

  13. sai che non l’ho mai provata!?!
    Mi sa di “alito da pauuuuura”!!!
    Speriamo mio marito non lo provi mai senza di me…
    altrimenti pianti a dirotto…

  14. …potevo perdermi questa bontà?????terryyyyyyyyy hai fatto scattare tutto il patriottismo piemontese che alberga in me con questo post :):) sono molto molto felice che tu l’abbia apprezzata, perché è un piatto un po’ particolare…con l’inconveniente di dover evitare successivi incontri ravvicinati come dici giustamente :):) però ne vale la pena…che bello leggere queste righe!!grazie 🙂 un abbraccione!!…

  15. Pingback: Pastarelle senesi – Siena walnut and anise cookies « Crumpets & co.

  16. Ragazze, sono torinese ed allergica all’aglio. Faccio una bagna cauda super ( che mangio persino io), non lascia nessun alito cattivo e si digerisce benissimo.
    Come sapete occorrono , per persona, una testa d’aglio, 70 grammi di filetti di acciuga e un bicchiere d’olio.
    Dati i miei problemi, pulisco l’aglio, tolgo il germoglio e lo faccuo cuocere un’ora intera nel latte. Lo scolate , lo sciacquate ancora con un po’ di latte freddo. Il principio che rende l’aglio indigesto e l’alito cattivo , passa nel latte che avete buttato via e siete cautelate.

    Dopo di chemettete tutto a freddo nella pentola che, suggerisco, deve essere di terracotta. La bagna cauda non deve mai friggere ma solo cuocere. A differenza dell’articolo, io frullo un quarto della bagna cauda già pronta acciughe comprese,..di modo che l’olio abbia molte particelle in sospensione.

    L’unico problema sono le candeline..non ho trovato ancora quelle perfette.

    buona mangiata e..fidaveti..
    betty

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