Za’leti e Brodo di Giuggiole – Venitian cornmeal cookies and Jujubes Broth

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Quando ho postato la ricetta della crema di giuggiole con cacao e nocciole vi avevo anticipato che, con l’altra parte delle giuggiole che avevo raccolto in Romagna, avevo preparato il Brodo di Giuggiole ed oggi eccomi qui a condividerlo con voi, insieme a dei deliziosi biscotti tipici della mia zona… i za’leti!

Due ricette e due storie che ho voluto unire, sia nelle foto, sia nella mia personale degustazione ed anche qui sul blog!

Partiamo dal Brodo di Giuggiole… espressione famosa che tutti conoscono per esprimere un sensazione di grande piacere… ma anche un liquore sciropposo che affonda le radici in tempi lontani. Sin dai tempi degli Egizi e dei Fenici ci sono fonti relative ad un delizioso liquore preparato con questi frutti. Nei secoli poi questa pianta di origine asiatica si è spostata anche in tutto il bacino mediterraneo ed è diventato la tipica pianta che cresceva all’ombra dei conventi o delle case rurali nelle campagne (io li ho raccolti lunghi i muri di un vecchio casolare in pietra romagnolo). Ma la prima volta che si sente parlare proprio di Brodo di Giuggiole è nel Medioevo, ai tempi dei Gonzaga. Questa ricca e potente famiglia aveva una residenza estiva sul Lago di Garda chiamata “il Serraglio” e qui veniva preparato appunto questo delizioso elisir a base di giuggiole e che serviva poi come accompagnamento di torte o biscotti.

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Nei secoli questo sciroppo liquoroso e i relativi alberi di giuggiole sono rimasti nella tradizione popolare di molte regioni italiane con il Veneto in prima linea! :)… ad Arquà Petrarca, per esempio, meravigliosa cittadina dei Colli Euganei, la giuggiola è di casa e qui viene prodotto e commercializzato proprio un meraviglioso liquore chiamato Brodo di Giuggiole (che mia mamma adorava!🙂 ).

Per fare in casa il brodo di giuggiole ci sono varie ricette molto simili, tutte con radici nella tradizione contadina e quasi tutte abbastanza semplici, dove non serve far fermentare la frutta per mesi ma basta preparare un sciroppo molto denso che poi viene allungato con del vino.

La ricetta che ho, a grandi linee, seguito l’ho presa dal sito/blog della Festa dei Frutti Dimenticati ed è di uno storico e scrittore, originario proprio di Casola Valsenio che si chiama Beppe Sangiorgi. Come vi ho già raccontato nei vari post sui frutti dimenticati, sono anni che frequento questo paesino romagnolo ed i tanti eventi che vengono organizzati ed ho avuto modo di conoscere Beppe Sangiorgi ed ascoltare i suoi racconti sulle tradizioni popolari legate ai frutti dimenticati o alle erbe spontanee e curative, quindi ho colto volentieri l’occasione di preparare il brodo di giuggiole seguendo le sue indicazioni.

L’unica cosa che non sono riuscita ad usare è l’uva da vino (e relativo vino), quindi ho usato della buona e dolce uva bianca ed un buon vino bianco.

E visto che questo liquore veniva servito con dolci e biscotti io ho voluto gustarlo con dei tradizionali biscotti veneti… i za’leti.

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Za’leti, letteralmente significa “gialletti” nome derivante dal colore giallo che la farina di mais dona a questi biscotti. Nel bellissimo libro illustrato “Venezia e i suoi Sapori”  l’autrice, Sally Spector, ci racconta: “E’ nato forse intorno a Belluno o nel Friuli, entrambe zone poverissime in passato, dove l’introduzione del mais nel Seicento migliorò notevolmente l’alimentazione. Si dice che la farina macinata dal mulino ad acqua risulta molto più sottile di quella macinata con mulini di altro tipo e in queste due zone i mulini sono appunto ad acqua. La farina di alta qualità così prodotta veniva usata per fare questi biscotti, che venivano poi portati a Venezia e venduti per le strade e di casa in casa dai venditori ambulanti. Oggi i Zaleti si trovano nelle pasticcerie e dai fornai e son facilmente riconoscibili per la forma, un ovale un po’ appuntito alle estremità e per il colore.”

Tra i miei vari libri di ricette veneziane ho trovato ricette abbastanza simili per questi deliziosi biscotti, quantità diverse ma proporzioni simili. Alcune però usavano uova intere altre solo tuorli… ed io ho optato per una di queste (dal libro I dolci del Veneto), visto che, mi trovavo proprio con 3 tuorli da smaltire.

Non credo sia possibile raccontarvi la bontà di questi due elementi uniti assieme… diciamo che sono proprio andata in brodo di giuggiole!😉 …sia il brodo di giuggiole che i za’leti presi singolarmente sono buonissimi… ma insieme sono pura goduria!!!🙂

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La ricetta del Brodo di Giuggiole

  • 500 gr di giuggiole mature e grinzose (già snocciolate)
  • 1 cotogno piccolo sbucciato e tagliato a pezzetti (o mezzo cotogno se grande)
  • 150 gr di zucchero
  • 150 gr di uva bianca (meglio se da vino)
  • La scorza di mezzo limone
  • Vino bianco (se possibile della stessa uva da vino)

Mettere in una pentola le giuggiole insieme al cotogno, l’uva e la scorza del limone. Coprire con acqua e far bollire per 10/15 minuti. Passare il tutto con un passaverdura (io ho usato i fori più piccoli ma volendo una consistenza ancor più fina usate un setaccio e schiacciate pian piano la frutta all’interno per far passare tutta la polpa ed il succo). Rimettere la polpa ricavata sul fuoco insieme allo zucchero e far sobbollire fino ad ottenere una consistenza sciropposa e densa (45 minuti circa). Unire infine un bicchiere circa di vino bianco ed invasare. Conservare in frigo.

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La ricetta dei Za’leti

– per circa 17 za’leti grandi:

  • 125 gr di farina 00
  • 125 gr di farina di mais fioretto (a grana fine)
  • 100 gr di burro
  • 70 gr di uvetta
  • 125 gr di zucchero
  • 3 tuorli d’uovo
  • Un pizzico di sale

Montare i tuorli con lo zucchero. In una ciotola unire assieme le due farine. Fare una fontana e versarvi il burro leggermente sciolto, un pizzico di sale ed i tuorli montati. Iniziare ad impastare il tutto, unire l’uvetta. Trasferire l’impasto su una superficie leggermente infarinata e formate un salsicciotto lungo. Tagliate dei pezzetti e formate con le mani dei biscotti di forma ovale o romboidale. Disporre i biscotti su una placca da forno e cuocerli in forno preriscaldato a 180° per circa 15/20 minuti.

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Jujubes broth (liqueur) and Za’leti – Venitian cornmeal cookies

When I posted the recipe for the Jujube and cocoa spread I also told you about a traditional kind of liqueur made with jujubes which is called “Brodo di giuggiole” literally “jujube’s broth”.

There are traces of liqueurs made with jujubes since the ancient Egyptians times. In Italy this kind of liqueur became famous around mid-1300’s at the summer residence of Gonzaga family by Lake Garda and area where jujubes tree have always been popular. Here, a liqueur made with jujubes and other seasonal fruit was made and served with biscuits and cakes.

There are recipes to make “Brodo di giuggiole” which calls for the fruit to ferment for more than 2 months, a very old way to make this liqueur, but there is also a more easy way to make it, creating a dense syrup with fruit and adding at the end some good white wine and this is the recipe I used!

As this jujubes liqueur was used to be served with cakes and biscuits I wanted to try it with some famous and traditional venitian biscuits called Za’leti.

Za’leti literally means “little yellow ones” …a name that comes from the colour that cornmeal gives to these cookies. They are quite easy to make and I love them cos they are crunchy outside and slightly soft inside. The cornmeal then creates an amazing texture! These traditional cookies are usually served with a sweet wine or a grappa shot but believe me that with the “Brodo di giuggiole” they create a perfect couple. A bite of these cookies dunk in the liqueur is pure heaven!!!

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The recipe for Brodo di Giuggiole

  • 500 gr jujubes, very ripe and wrinkly (already pitted)
  • 1 small quince, peeled and diced (or half of a big quince)
  • 150 gr sugar
  • 150 gr white grape (betetr if you find a wine one)
  • zest of 1/2 lemon
  • white wine (if possible of the same grape you used)

Place jujubes, lemon zest, grape and quince in a saucepan. Bring to boil and cook for about 10/15 minutes. Pass everything through a vegetable mill (or a sieve). Place pulp in a saucepan with sugar, bring to boil and cook for about 45 minutes or until you get a very thick syrup. Add a glass of white wine and bottle. Store in fridge.

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The recipe for Za’leti – Venitian cornmeal cookies

– for about 17 big za’leti:

  • 125 gr all-purpose flour
  • 125 gr cornmeal flour (use a very fine one)
  • 100 gr butter
  • 70 gr raisins
  • 125 gr sugar
  • 3 egg yolks
  • a pinch of salt

Whisk egg yolks with sugar very well. In a bowl sieve both flours, make a well in the centre and pour in butter, slightly melted, salt and whisked egg yolks. Work mixture to combine ingredients. Transfer on slightly floured surface and knead the dough until comes together. Form a long kind of sausage and cut it in pieces. Shape each piece into an oval shape and place it on a baking tray. Bake cookies in preheated oven at 180° for about 15/20 minutes.

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5 thoughts on “Za’leti e Brodo di Giuggiole – Venitian cornmeal cookies and Jujubes Broth

  1. Gli zaleti li conosco (anche se non li ho mai preparati), ma il brodo di giuggiole è una bella scoperta: non pensavo si potesse fare in casa con facilità. Ora sarei curiosissima di scoprire che sapore ha…

  2. Ottmi questi biscotti, non mi è capitato di assaggiarli ma dagli ingredienti mi sembrano deliziosi!! Mannaggia, non ho mai assaggiato neppure il brodo di giuggiole!! Brava Terry, adesso in qualche modo cerco di rimediare!!
    Buon we!!

  3. L’espressione “brodo di giuggiole” credo sia una delle più carine che abbiamo in Italia…non é vero? Grazie mille per questo post, veramente “illuminante” sulla storia del brodo di giuggiole e per questi biscotti di cui assolutamente non conoscevo l’esistenza! Buon we Terry

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