Quanti modi di fare e rifare …i maritozzi!

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Finalmente riesco a partecipare di nuovo a Quanti Modi di Fare e Rifare la bellissima iniziativa mensile creata da Anna e Ornella e di cui potete scoprire come partecipare visitando il blog della Cuochina dove trovate tante altre interessanti informazioni!

Quanti  modi

D’altronde come resistere alla ricetta proposta questo mese?! I maritozzi romani di Acqua e Farina – Sississima.

Credo che i maritozzi siano dei dolci abbastanza famosi e conosciuti, sono quei paninetti morbidi e dolci, con uvetta, pinoli e canditi che vengono poi tagliati e serviti con panna montata.

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La storia dei maritozzi o quantomeno dei suoi antenati è davvero antica… Giá al tempo dei romani venivano serviti dei panini addolciti con miele e uva passa. Silvia inoltre, nel suo post ci racconta qualche altro aneddoto sulla storia di questa delizia e ve la cito pari pari ….“nel medioevo veniva preparato soprattutto durante la Quaresima “er Santo maritozzo era l’unica trasgressione al digiuno”. Tanti gli aneddoti riguardanti il nome “maritozzo”, uno che riguardava la vecchia usanza secondo cui l’uomo, ogni primo venerdì di marzo, regalava un dolce (a forma di cuore) alla sua promessa sposa; l’altra, invece, legata alla tradizione che portava le ragazze in età da marito a cucinare le pagnotte (anticamente i maritozzi erano preparati di dimensioni grandi simili ad una pagnotta di pane) e portali in piazza: chi avesse preparato quelli più buoni, avrebbe avuto le attenzioni dei più bei giovani…”

Io li ho voluto fare molto simili agli originali, a parte omettere i canditi che non amo molto ed usare dell’olio di semi di girasole bio e spremuto a freddo con cui mi trovo molto bene. Inoltre ho ridotto un po’ le dosi, in casa siamo in due… per quanto poi porti qualche maritozzo ai suoceri …200 gr di farina sono stati sufficienti per ben 6 soffici Maritozzi.

Maritozzi

– per 6 maritozzi:

  • 200 gr farina manitoba
  • 50 gr di zucchero (lasciate da parte un cucchiaio per lo sciroppo di copertura)
  • 4 gr di lievito secco
  • 1 pizzico di sale
  • 100 ml di acqua circa
  • 2 cucchiai di olio di semi di girasole (bio e spremuto freddo)
  • 60 gr uvetta
  • 10 gr pinoli
  • 250 ml panna montata
  • 2 cucchiai di zucchero

Io rispetto alla ricetta di Silvia, usando il lievito secco ho fatto un impasto più diretto. 

Miscelare farina, lievito e zucchero in una ciotola, unire l’olio e pian piano l’acqua, dapprima mescolando con un mestolo o spatola e poi trasferendo l’impasto su di una spianatoia. Unite il sale e lavorare l’impasto finchè sarà morbido, liscio ed elastico. Metterlo in una ciotola coprirlo con pellicola e lasciarlo lievitare fino al raddoppio (un’ora e mezza fino a due ore). Riprendere l’impasto ed unirvi i pinoli e l’uvetta precedentemente ammollata in acqua per circa 20 minuti. Una volta amalgamati uvetta e pinoli formate 6 piccoli panini di forma ovale e metterli su di una teglia forno. Coprirli e lasciarli riposare fino a raddoppio. Cuocere i maritozzi in forno caldo a 200° per circa 15 minuti (il mio forno) o finchè ben gonfi e colorati. Preparate uno sciroppo sciogliendo il cucchiaio di zucchero lasciato da parte insieme ad un cucchiaio d’acqua. Quando i maritozzi sono pronti spennellateli subito con questo sciroppo e rimetteteli in forno un altro minuto per farlo asciugare. Toglierli dal forno ed una volta freddi tagliarli al centro e farcirli con della panna fresca montata con poco zucchero. Io ho avanzato della panna. Ho decorato con della granella di nocciole e di pistacchi.

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Maritozzi – Roman sweet buns with whipped cream

The maritozzo is typical pastry from Rome and Lazio region that you can see served in most pastry shop and bakeries. It consists in a sweet bun filled with pine nuts, raisins and candied fruit served filled with whipped cream. It seems its origins dates to Middle Ages during the Lenten season when it was the only sweet that believers allowed themselves to consume in those days. The name anyway seems to derivates fro the word “marito” – husband, some say that these pastries were prepared by young women in Lazio who would bring them to the village piazza in hopes of attracting a spouse.

I alwayd loved them and I tried to make them very close to the originals apart from omitting candied peels that I don’t like so much! 🙂

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 – for 6 maritozzi:

  • 200 gr strong white flour
  • 50 gr sugar (leave 1 tbsp aside for the glaze)
  • 4 gr fast action yeast
  • 1 pinch of salt
  • 100 ml water (about)
  • 2 tbsp sunflower oil
  • 60 gr raisins
  • 10 gr pine nuts
  • cream (to whip)
  • 2 tbsp sugar

In a bowl mix flour, sugar and yeast. Pour in the middle oil and then slowly add water, mixing first with a spatula then transferring the dough on slightly floured surface. Add salt and keep kneading until you get a soft, smooth and elastic dough. Place it in a bowl, cover with film and let it double in size. It may take about 1 1/2 hour to 2 hours. Place the dough on a working surface and mix in raisins (previously soaked in water fro 20 minutes) and pine nuts. Divide the dough into 6 little oval balls. Place them on a baking tray cover with film and let them double in size. Cook them in preheated oven at 200° for about 15 minutes or until puffed and golden. Make a glaze/syrup melting, in a small saucepan, the tbsp of sugar you kept aside with 1 tbsp of water. When maritozzi are ready brush them with glaze and return them to oven for a minute. When maritozzi are cold cut them in the middle and served them filled with cream, whipped with 2 tbsp of sugar (with 250 ml cream you can fill even more than 6 maritozzi). I also sprinkled on top some chopped hazelnuts and pistachios.

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12 thoughts on “Quanti modi di fare e rifare …i maritozzi!

  1. Buona domenica carissima Terry ,
    ti auguriamo una splendida giornata dedicata alla donna!

    Oggi, insieme a rose e mimose, spiccano nella “blogsfera” anche tantissimi, fantastici maritozzi che fanno venire l’acquolina in bocca a molti!!
    Anna e Ornella ti ringraziano di cuore per la meravigliosa versione che hai condiviso nella grande cucina aperta della Cuochina!

    Il prossimo appuntamento è per il 12 di aprile con un classico della cucina italiana Lasagne verdi emiliane di Afrodita, non mancare!!

    Un abbraccio

    Cuochina

  2. Ciao Terry, finalmente con la scusa dei maritozzi riesco a passare da te. La casa mi ha impegnato tantissimo e il blog è passato in secondo piano. Tutto bene da te? Ti abbraccio un bacione

  3. Buondì Terry!! Questa parola colpisce tutti al cuore: maritozzo! Non sembra molto poetica eppure ha dentro tutta quell’avvolgente dolcezza che traspare anche dalle tue foto. Qui a Perugia abbiamo una latteria storica in centro che ne sforna di divini riempiti da una panna che non ti stiamo a descrivere e questa tua ricetta ce li ha ricordati! Vorremmo fosse Venerdì per avere più tempo e metterci all’opera per il fine settimana ma non è detto che non ci ricaviamo uno spazietto infrasettimanale per provarli!! Buona giornata, smackk

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